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Tra palazzo e paese il fossato

di

Tatiana Lurati Grassi
Sembra che una parte dei politici non riesca a percepire il disagio e il malcontento che regnano tra le persone in questo delicato periodo che stiamo attraversando. Riprova ne è il fatto che per la seconda volta il Consiglio Nazionale in data 22 settembre 2009, grazie all'ala destra del Parlamento (Udc e Plr), ha bocciato una parte del terzo pacchetto anticrisi e affossato le misure in favore dei giovani e dei disoccupati di lunga durata.
Tutto questo nonostante la disoccupazione sia in aumento e colpisca soprattutto i giovani: sono ormai 30 mila (6 per cento) i ragazzi tra i 16 e i 24 anni senza posto di lavoro. Una volta tanto, anche la ministra dell'economia Doris Leuthard, ha manifestato apertamente il suo disappunto di fronte a questa decisione, dichiarando che i parlamentari che si sono espressi contro queste misure, dovranno assumersene la «responsabilità politica».
Di questi tempi è importantissimo adottare misure che consentano a chi ha esaurito le indennità di disoccupazione di lavorare temporaneamente presso organizzazioni senza scopo di lucro e di non essere così abbandonate al loro destino.
Si parla di 320 milioni non stanziati, che in confronto ai 68 miliardi dati a Ubs, sono bazzecole! 250 milioni destinati per assunzioni limitate, 40 milioni per il perfezionamento dei giovani giunti alla fine dell'apprendistato e che non trovano lavoro, e altri 30 milioni che erano stati riservati per la formazione continua durante la riduzione dell'orario di lavoro.
Con che logica i parlamentari hanno affossato queste misure? Oggi il mercato del lavoro, sempre più competitivo, richiede che le persone siano sempre aggiornate. Ed allora perché non approfittarne, in questo periodo di crisi, per dare a tutti la possibilità di formarsi ed evitare che la formazione continua resti un privilegio di coloro che dispongono dei mezzi economici necessari?
Le trenta mila persone presenti sabato 19 settembre a Berna lo hanno capito e hanno voluto manifestare apertamente il loro malcontento anche con degli striscioni, in uno dei quali figurava la scritta "Non vogliamo pagare per la vostra crisi. Fermiamo il saccheggio delle rendite". Era da tempo che sulla piazza federale non si vedeva una folla così, i cittadini hanno cominciato a mostrare le unghie. Queste persone avevano la speranza che il Consiglio Nazionale tornasse sui suoi passi, approvando in totalità il terzo pacchetto anticrisi, purtroppo sono stati smentiti.
Non resta altro da fare che continuare a lottare e un invito a tutti, di farlo in tutti i modi possibili, con i vari canali. La gente deve far sentire ancora di più la propria voce a Berna, deve giungere forte e chiaro l'urlo ai parlamentari dell'ala destra, che difendono unicamente determinate lobbies, e non i cittadini che rappresentano!

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Venerdì 9 Ottobre 2009

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