Gli Hayek, la famiglia proprietaria di Swatch, sono imprenditori ben visti in Svizzera. Molto ben visti. A destra, a sinistra e perfino nei sindacati. Passano, gli Hayek, per essere degli imprenditori illuminati. Tanto da essere assurti a eminenze grigie di un'economia svizzera corretta e per bene. Era successo con Nikolas Hayek senior. Sta capitando con Nikolas junior, il figlio, che dal decesso del padre lo scorso anno ha preso in mano l'impero Swatch.
Negli scorsi giorni ha fatto discutere la denuncia che Hayek jr ha lanciato dalle colonne de laRegione. Il Ticino, e in particolare chi si occupa del suo promovimento economico, non avrebbe nessun riguardo per Swatch, dice lui. Insomma, Hayek si aspettava riconoscenza per i posti di lavoro creati in Ticino da Swatch e dalle ditte che essa controlla. Invece sarebbe stato trattato come un imprenditore qualsiasi. E un terreno a Locarno che pareva destinato a Swatch per impiantarci una nuova produzione se l'è aggiudicato un altro. Lesa maestà, dunque.
Non sta a noi difendere l'operato del promovimento economico. Ma ci si può chiedere che cosa ha portato Swatch al Ticino che altri imprenditori non saprebbero portargli. Sappiamo quali stipendi sono pagati alle operaie non qualificate nelle fabbriche degli Hayek: 2'500 franchi al mese lordi. Sappiamo che nel 2003 c'erano paghe nelle fabbriche ticinesi del gruppo Swatch di 1'600 franchi lordi. E sappiamo che lo scorso anno gli Hayek si sono rimangiati l'accordo con i sindacati che prevedeva di portare il minimo salariale a 2'600 franchi lordi al mese: «la crisi», dicevano loro, prima di annunciare una progressione delle esportazioni del 14 per cento.
L'interessante viene adesso. Svanito il terreno a Locarno, Hayek junior non s'è perso d'animo e ne ha individuato uno nel Giura. Dove impianterà la produzione prevista per il Ticino. Ricorrendo in gran parte a manodopera frontaliera, proprio come in Ticino. E quanto pagherà le sue operaie nel Giura? 3'200 franchi al mese, 700 in più che in Ticino. Eppure anche lì ci guadagnerà, eccome che ci guadagnerà: Hayek è un affarista, non un filantropo.
A questo punto restano due certezze. Che chi lavora per Swatch in Ticino è sfruttato oltre ogni decenza. E che se Swatch se ne andasse dal Ticino non sarebbe una grave perdita né per i salariati né per l'economia del cantone.

Pubblicato il 

01.04.11

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