Il quattro stelle che non ti aspetti

Un documentario in rete sull’esperienza di convivenza multiculturale di uno stabile occupato a Roma

Un esperimento sociale riuscito, documentato in maniera innovativa. Il fruitore diventa regista di ciò che vuol guardare. E tutto gratuitamente.

 

Multiculturalità? Si può. Autogestione? Si può. Perfino a Tor Sapienza, quartiere di Roma, al centro della cronaca recente (e delle passerelle politiche) per le rivolte contro il centro per i rifugiati e l’abbandono dello Stato nelle periferie italiane. Ma questa è un’altra storia. Torniamo invece a quell’esperimento sociale che oggi ci occupa, facendo un balzo temporale.


Dicembre 2011, si spengono le luci del lussuoso Hotel a quattro stelle Eurostar Roma Congress per fallimento. Sessanta persone restano a casa. L’enorme stabile tutto vetrate blu inizia il suo lento decadimento dovuto all’abbandono.


Dicembre 2012, più di 200 famiglie di una Roma in una perenne situazione da “urgenza abitativa” lo occupa per risiedervi. Molte le giovani coppie con bambini al di sotto dei 3 anni;  altrettante le famiglie con figli più grandi o con un anziano a carico. In minoranza i single. Complessivamente, 500 persone provenienti da oltre 20 nazioni diverse, Italia compresa. Li sostengono il collettivo dei Blocchi precari metropolitani, uno dei movimenti più riconosciuti che combatte l’emergenza abitativa a Roma. L’occupazione fa parte dell’ondata di mobilitazioni del 6 dicembre 2012, che ha portato circa 3000 persone in emergenza abitativa a entrare in decine di edifici invenduti o inutilizzati al grido di “Riprendiamoci la città”.


Il giorno seguente, il film-maker Paolo Palermo, bussa al cancello dell’ex albergo, entra in relazione coi suoi residenti e, videocamera alla mano, comincia a documentare quell’esperimento umano carico di significati sociali e politici. Pochi giorni dopo, lo raggiunge nell’impresa il fotografo Valerio Muscella.


Inizia così il progetto multimediale, che porterà al risultato finale del web-doc 4Stelle Hotel.it.
Un documentario visibile su internet, moderno nella forma e i contenuti, dove il visitatore decide lui quale parte della storia più gli interessa. Può soffermarsi a guardare le fotografie, leggere un testo, ascoltare le interviste o vedere un breve filmato. Una modalità definita, col solito anglicismo, crossmediale, ossia utilizzando molteplici forme espressive all’interno del medesimo progetto.


Il racconto multimediale è strutturato in 4 parti di una giornata (mattina, pomeriggio, sera, notte), consentendo così al fruitore di trascorrere un’ipotetica giornata all’interno del 4Stelle Hotel. Potrà così conoscere i volti e le storie delle persone che lo abitano, le ragioni dell’occupazione, le difficoltà e le gioie di una convivenza voluta e al tempo stesso imposta dalle contingenze della vita.
Anche la visione del filmato in rete è scandita da date diverse. Proprio questo venerdì 5 dicembre si potrà trascorrere “la sera” al 4Stelle Hotel. La mattina e il pomeriggio sono già in onda, mentre la notte sarà visibile dal 12 dicembre. Tutto ciò, completamente gratuito.


«Abbiamo scelto la forma del web documentario proprio per voler diffondere la storia il più possibile – spiega Fabio Ragazzo, produttore del web doc –. Volevamo uscire dalla nicchia di riferimento, dai confini di Roma, dall’Italia, con lo scopo di raggiungere un pubblico vasto. Spesso le persone hanno una visione preconfezionata di chi occupa le case, mentre quando le conosce o scopre le loro storie, si può fare un’altra idea».


Oltre il tema dell’emergenza sociale abitativa, il web doc tratta la questione della multiculturalità, della convivenza possibile. E appare come un esperimento riuscito. È una fiction o è reale?


È reale, reale. Certo, la comunità del 4Stelle, come ogni comunità, ha i suoi momenti di alti e bassi. Con la scusa di raccontare una  giornata in quello stabile, cerchiamo anche di descrivere come si sia formata la comunità nella parte iniziale dell’occupazione, dove si tratta di rendere lo stabile abitativo, darsi una struttura organizzativa e difendersi dalla minaccia costante degli sgomberi. Tutto ciò facilita nel consolidare un gruppo, di sentirsi parte e condividere insieme una lotta per un diritto. La vita poi segue il suo corso normale, qualcuno cambia casa, qualcun altro vi entra, ma come detto succede ovunque. D’interessante al 4Stelle è che l’integrazione non è tanto tra stranieri e italiani, che pur vi sono, ma la convivenza fra gli stessi stranieri, provenienti da culture diverse, dal Sudamerica al Maghreb, dall’Est Europa all’Africa o all’Asia. E funziona, è reale.


La scelta del crossmediale è coraggiosa e innovativa. Quali sono le difficoltà tecniche per affrontarla?


In effetti si è trattato di una sfida in cui ci siamo imbarcati. Nessuno di noi aveva mai avuto un’esperienza di questo genere e di questa portata. Essendo delle persone specializzate in campi diversi, chi con la  videocamera, chi la fotografia, chi narrazione e altre forme, ci sembrava interessante unire queste esperienze grazie all’opportunità offerta dal crossmediale. A volte eravamo convinti di aver trovato il filo giusto della navigazione in web, poi il giorno dopo rovesciavamo l’intero concetto.


Infine, una domanda al produttore. Come si riesce a guadagnare producendo un film online gratuitamente?


Ho un secondo lavoro, a sky. Infatti non è possibile guadagnarci. Siamo riusciti a coprire i costi, avendo vinto un bando di concorso europeo. Altrimenti, con dei documentari di carattere sociale, è dura anche solo realizzarli.

 

Dove vedere il web doc
www.4stellehotel.it

 

 

Il Piano Casa di Renzi


“Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non può chiedere la residenza né l’allacciamento a pubblici servizi in relazione all’immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge”, dice l’articolo cinque del decreto legge noto come “Piano Casa”, approvato il 19 maggio 2014.
Gli abitanti del 4Stelle non potranno più chiedere la residenza e l’allacciamento alle forniture di acqua ed energia elettrica e saranno cancellati per cinque anni dalle liste per l’assegnazione delle case popolari. I movimenti per il diritto all’abitare chiedono l’abolizione di questo decreto che nega il diritto fondamentale alla casa. Per sottoscrivere: www.change.org

Pubblicato il

04.12.2014 15:08
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