L'editoriale
Una sconfitta dell'Udc, non il suo tramonto
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La netta bocciatura popolare lo scorso 25 novembre dell’iniziativa cosiddetta “per l’autodeterminazione” promossa dall’Udc ha fatto tirare un generale sospiro di sollievo. È un segnale forte per i diritti umani, una decisione che evita alla Svizzera di diventare un partner poco credibile sul piano internazionale e di vedersi sbarrato l’accesso al mercato e agli investimenti, sono stati i commenti più ricorrenti. Ma il naufragio della proposta che mirava ad affermare la supremazia del diritto elvetico su quello internazionale è soprattutto una buona notizia per le lavoratrici e i lavoratori di questo paese, che potranno continuare a beneficiare delle tutele iscritte nelle convenzioni internazionali: si pensi alla protezione dai licenziamenti abusivi o alla libertà sindacale, terreni su cui la legislazione svizzera non è ancora sufficientemente sviluppata.
Detto questo, ci pare però azzardato interpretare la bocciatura di questa iniziativa come il segnale di un declino dell’Udc, la quale nelle elezioni del prossimo anno potrebbe addirittura approfittarne.

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05.12.18
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L'ultima edizione

5 Dicembre 2018
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Ultime rubriche

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Lo scandalo
Il testo di risposta sembra scritto dai fautori della riabilitazione della struttura segreta. Werner Carobbio: Assurdo

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«Il tempo impiegato per l’elaborazione di questo documento è cospicuo. Seppur difficilmente calcolabile, si quantifica in svariate settimane lavorative». Si conclude così la risposta di ben 24 pagine del Consiglio di Stato ticinese a due interrogazioni e un’interpellanza (Pronzini e Lepori) sulla partecipazione del consigliere Norman Gobbi alla cerimonia di commemorazione dei membri ticinesi della P-26. A memoria, non si era mai vista una risposta governativa tanto lunga. «Sarebbero bastate quattro righe in cui si dichiarava che Norman Gobbi vi aveva partecipato a titolo personale» afferma Werner Carobbio.

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05.12.18..
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Edilizia
Le mobilitazioni dell'autunno si sono rivelate paganti: pensione a 60 anni e aumenti salariali. La flessibilità estrema non passa

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Lunedì è arrivata la nota stampa congiunta: c’è l’accordo fra padronato e sindacati sul rinnovo contrattuale nazionale dell’edilizia. Le mobilitazioni (imponenti) d’autunno sono state decisive. Dal pacchetto padronale sono sparite la flessibilità estrema di trecento ore supplementari nel carico annuale, l’abolizione del mantenimento delle qualifiche in caso di cambio d’impresa, gli stage senza rispetto dei salari minimi e la soppressione dell’articolo 28 che regola le intemperie. Gli edili riceveranno 80 franchi di aumento al mese il prossimo anno e altrettanti nel 2020.

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05.12.18..
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La protesta
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Da Milano a Lucerna, passando per Zagabria e Delhi, con azioni in oltre venti città del mondo intero, la Campagna “Turn Around, H&M!” ha lanciato la scorsa settimana sette giorni di protesta globale contro H&M, da venerdì 23 a venerdì 30 novembre. Si chiede in particolare al colosso svedese di abbigliamento e vendita al dettaglio di tener fede alle promesse fatte nel 2013 e garantire un salario dignitoso a tutte le lavoratrici e i lavoratori che contribuiscono al suo grande successo.

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05.12.18
L'intervista
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Vicinanza alla popolazione, coesione sociale, plurilinguismo, multiculturalità e naturalmente più partecipazione delle donne alla vita istituzionale e maggiore riconoscimento nella società. È all‘insegna di questi valori (i suoi da sempre) che Marina Carobbio intende affrontare il suo anno da presidente del Consiglio nazionale (e dell‘Assemblea federale), carica a cui è stata eletta lo scorso 26 novembre (con 154 voti su 172 schede valide). area l'ha intervistata.

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05.12.18
Svizzera
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I lavoratori con permesso di soggiorno di breve durata aumentano sempre di più in Svizzera. Si tratta soprattutto di prestatori d’opera con un permesso valido al massimo un anno (permesso L) e di persone autorizzate a soggiornare fino a 90 giorni senza alcun obbligo di permesso.

Un articolo di Samuel Jaberg, recentemente pubblicato sul portale Swissinfo, ci offre lo spunto per parlare di un tema poco dibattuto nella sfera pubblica elvetica: la presenza ai giorni nostri di un gran numero di lavoratori e lavoratrici stagionali in Svizzera.

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05.12.18
area frontalieri
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L’obiettivo è andare avanti. Pur con tutti i limiti e i punti interrogativi sulle competenze future delle Province, i neopresidenti di Como e Varese non intendono lasciare cadere l’osservatorio permanente sul frontalierato appena costituito.

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05.12.18
Migrazione & giustizia
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In Ticino calano vistosamente dal 2014, mentre nel resto del Paese la situazione è stabile. Stiamo parlando dell’articolo 84, capoverso 5, della Legge sugli stranieri. Una sorta di margine di manovra politico che consente di evitare l’espulsione di una persona residente in Svizzera da un lungo periodo e che risulta integrata secondo i criteri previsti (lavoro, amicizie, formazione, uso della lingua nazionale, fedina pulita ecc.) Per capirsi, il caso di Desmond. («L'ipocrisia dell'integrazione», area 18-2018)

Da una media di una settantina di casi adottati annualmente dal governo ticinese, si è passati ai quattro dello scorso anno (grafico). Da quanto appurato dal giornale, i casi trattati non giungono più sul tavolo del Consiglio di Stato affinché si esprima, ma sono filtrati a monte dagli uffici del Di. Per capire i motivi del cambio di prassi, area ha interpellato il Dipartimento delle istituzioni guidato dal 2011 da Norman Gobbi, che così ha risposto via mail.

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22.11.18
Diritti e Lavoro
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Martedì 20 novembre a Berna, Zurigo, Ginevra e in altre città del mondo si è svolta la « giornata della memoria transgender » per ricordare le molte vittime dell’odio transfobico. In occasione di questo evento, abbiamo incontrato Domenica Priore, idraulica zurighese di origine italiana, attivista transgender, lesbica e femminista, nonché militante Unia. Domenica Priore, dopo anni di paure, è riuscita a portare a termine con successo la sua transizione, trovando inaspettatamente appoggio in famiglia e sul luogo di lavoro. Ora è diventata un’instancabile e stimata attivista. Il suo caso purtroppo non è la norma e, come dimostra un recente studio finanziato dall’Uss, la discriminazione delle persone trans è un problema grave in Svizzera.

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22.11.18
Lavoro e dignità
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Schiena a pezzi, problemi alle mani, alto rischio di infortunio, vita privata inesistente per l’impossibilità di pianificare qualsiasi cosa al di fuori del lavoro e il tutto per un misero salario. C’è da chiedersi se un impiego così non sia meglio perderlo che trovarlo. Fra le testimonianze raccolte, c’è chi in effetti il lavoro l’ha lasciato e chi invece continua a lavorare lì nella speranza che qualcosa cambi.

«Ho lavorato due anni da Hilcona come temporanea tramite Adecco. Ero da poco arrivata nella regione, cercavo un lavoro e mi sono detta: da qualche parte devo pur cominciare, e mi sono ritrovata da Hilcona», ci racconta una ex lavoratrice che preferisce restare anonima

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22.11.18
Esteri
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Caserma Italia si scatena e dà il peggio di sé. In testa ai protagonisti del turpiloquio c’è rigorosamente Salvini che, grazie alla valanga di odio di classe e di razza e alle volgarità vomitate in nome del popolo, sbaraglia l’M5S che ha perso il 7-8% nei sondaggi e raccoglie consensi salendo dal 17% di marzo al 33%. Ai bambini il gladiatore razzista chiede se si sono rotti le palle, la Fornero la manda affanculo, ai giovani dei centri sociali dà delle zecche, a ogni critico urla me ne frego, insulta l’Ue e la magistratura. Di Maio arranca al seguito senza capire che a vincere è l’originale, e dai microfoni delle tv polemizza con il suo amico-nemico con un “inceneritori una beneamata ceppa”; il lombardo gli risponde “li faremo anche senza ceppa”. In soccorso del leader M5S ulula dal Nicaragua Di Battista contro quelle “puttane” dei giornalisti.

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22.11.18
La vignetta
© vauro 2018

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