L'editoriale
La falsificazione della storia
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Le recenti dimissioni di Thomas Schmidheiny dal consiglio di amministrazione del colosso mondiale del cemento Lafarge-Holcim (di cui rimane però uno dei principali azionisti) hanno dato l’occasione a certa stampa per celebrare la sua famiglia, la più potente e discussa dinastia industriale svizzera del Ventesimo secolo, nota nel mondo soprattutto per l’attività con l’amianto. E per la scia di morte e di devastazione ambientale che questa si è lasciata dietro. Un dettaglio secondo il quotidiano zurighese Blick, che definisce l’uscita di scena (si fa per dire) dell’ultimo Schmidheiny dopo quasi 150 anni di attività industriale come “la fine di un’incredibile storia di successo”. Siamo alla falsificazione della storia!

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16.05.18
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L'ultima edizione

16 Maggio 2018
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Ultime rubriche

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L'approfondimento
Dati e analisi sui giovani diplomati che faticano a introdursi nel mondo del lavoro. Il problema della disoccupazione sottostimata

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Dati e dati sulla disoccupazione, sull’occupazione, sulla sottoccupazione e sull’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani. Ebbene, l’Ufficio federale di statistica ci mostra ora un inedito 38% di apprendisti che in Ticino, con tanto di diploma, trascorre un periodo a “timbrare” prima di trovare un posto. Di più, in Svizzera il 15,7% dei giovani tra i 18 e i 24 anni è a rischio povertà. Ma qual è la realtà che si nasconde dietro a questi numeri?

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16.05.18..
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Sicurezza e lavoro
La tragedia dell'amianto, i lavoratori forzati alla Eternit di Berlino, la politica della disinformazione, l'anti-sindacalismo e tante ombre

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Dopo aver rivestito funzioni dirigenziali per quasi mezzo secolo, il 72enne Thomas Schmidheiny ha partecipato lo scorso 8 maggio per l’ultima volta in veste di membro del consiglio di amministrazione all’assemblea generale della sua Lafarge-Holcim, il più grande gruppo mondiale del cemento (con 100.000 dipendenti in 90 paesi), frutto della fusione nel 2015 della francese Lafarge con la svizzera Holcim, che lui ereditò dal padre Max a metà degli anni Settanta. Pur restando il più grosso azionista, con una partecipazione dell’11,4 per cento, con le sue dimissioni finisce l’era della dinastia Schmidheiny, tra le più influenti famiglie d’industriali svizzere dell’ultimo secolo.
Un’era fatta più di ombre che di luci, segnata in particolare dalle decine di migliaia di morti causati in giro per il mondo dall’Eternit, l’altro pezzo dell’impero di famiglia ereditato dal più celebre fratello Stephan.

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16.05.18..

Dossier

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La sentenza
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“Meglio stare zitto, altrimenti mi licenziano”. Un pensiero comune a molti lavoratori, anche quando si parla di sicurezza. L’essere costretti a scegliere tra sicurezza e lavoro non è degno di un paese civile. A ristabilir la civiltà ci ha pensato una recente sentenza della Pretura di Locarno, che ha condannato un’impresa per licenziamento abusivo di un operaio che aveva segnalato dei problemi di sicurezza. Una sentenza importante che farà giurisprudenza.

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16.05.18
Edilizia
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S’infiammano gli animi in vista del rinnovo del contratto nazionale mantello dell’edilizia (Cnm) che tutela 80mila operai, in scadenza quest’anno. Il padronato sembra non aver ancora digerito la conquista del 2003 del prepensionamento a 60 anni. Dopo aver provato a indebolirlo in occasione dell’ultimo rinnovo del 2014, ora torna all’attacco chiedendone la posticipazione a 62 anni o una riduzione del 30% delle rendite.

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16.05.18
Libertà di stampa
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Venerdì 4 maggio, sarà resa nota la sentenza che dirà se per la giustizia ticinese i quattro giornalisti imputati nella vertenza promossa dalla Clinica Sant’Anna sono colpevoli di diffamazione e uno di essi pure – rullino i tamburi – di concorrenza sleale. Una vicenda che solleva questioni centrali: il ruolo dei media, la libertà di stampa accanto all’ombra dei poteri forti. Ne abbiamo parlato con Aldo Sofia, voce competente del giornalismo locale.

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03.05.18
La testimonianza
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Bernardino Zanella, 81 anni, frate dell’ordine dei Servi di Maria, è una figura centrale nella storia delle lotte operaie in difesa della salute sviluppatesi a partire dalla metà degli anni Settanta dentro la Eternit di Casale Monferrato (Alessandria), la città-martire dove l’amianto disperso negli ambienti di lavoro e di vita della fabbrica maledetta ha causato migliaia di morti e dove ancora oggi si contano una cinquantina di decessi e di nuove diagnosi di mesotelioma pleurico all’anno. Una città che in occasione della Giornata mondiale delle vittime del 28 aprile scorso ha potuto riabbracciare questo prete-operaio che mancava da quarant’anni ma di cui tutti hanno già sentito parlare.

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03.05.18
Il reportage
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A vederla oggi, si fa fatica a pensare che appena quattro anni fa la Mancoop di Santi Cosma e Damiano, un paesino del basso Lazio a poche centinaia di metri dal vecchio Ponte borbonico sul fiume Garigliano che separa dalla Campania, sembrava destinata a diventare l’ennesimo relitto industriale del centro-sud Italia. All’epoca, i vecchi capannoni languivano abbandonati, i macchinari sigillati dal tribunale fallimentare, sul retro era accatastata una montagna di scarti della produzione di nastri per imballaggi, tra cui colle e solventi. Nel piazzale d’ingresso, in un metro quadro di terreno sottratto al cemento, gli operai che la occupavano da due anni avevano piantato qualche fiore e alcuni ortaggi. «È il nostro orto operaio, un simbolo di rinascita», dicevano.


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03.05.18
Cuba dopo Castro
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Che dopo sei decenni turbolenti Cuba, la Cuba castrista, con le sue grandezze e le sue miserie, sia ancora lì, ammaccata ma in piedi, a sole 90 miglia dalla Florida, è un miracolo. Ora che per la prima volta in 59 anni alla testa di Cuba non c’è più un Castro, su quel miracolo, senza più il carisma di Fidel e il pragmatismo di Raúl, si apre un ventaglio di incognite, piene di rischi ma anche di opportunità.

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03.05.18
Riforma fiscale ticinese
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Il sindacato Unia ha un ruolo di primo piano nella campagna contro gli sgravi fiscali in votazione popolare il 29 aprile. Si è apertamente dichiarato contrario a nuove politiche di defiscalizzazione a facoltosi e grandi imprese e, a differenza di altre organizzazioni sindacali, ha denunciato il ricatto-baratto tra gli sgravi e le misure sociali già approvate  e immediatamente finanziabili a costo zero su cui non si vota, ma che a detta di parlamento e governo sarebbero inscindibili. Per capirne le ragioni, l’intervista a Enrico Borelli, segretario regionale di Unia Ticino.


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19.04.18
Racial profiling
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Non è la prima volta che in Svizzera un giudice debba occuparsi di un controllo di polizia su una persona di colore quale possibile violazione del divieto costituzionale di discriminazione razziale. Nei giorni scorsi il tribunale distrettuale di Zurigo ha assolto tre poliziotti per il fermo di un uomo di colore con problemi cardiaci che si era rifiutato di mostrare un documento. L’accusa era di abuso di autorità e messa in pericolo della vita altrui.

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19.04.18
La vignetta
© Corrado Mordasini 2018

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