Il documento
21.05.2019

Dai controlli «tutto in regola», afferma l’azienda. Un precedente rapporto consente di dubitarne

di 

Francesco Bonsaver

La fuga dal Ticino della Luxury Goods International, rientrata in Italia dopo la miliardaria multa fiscale e la conseguente fine dell'elusione fiscale con la fatturazione in terra elvetica di quanto prodotto in Italia, hanno fatto passare in secondo piano le affermazioni d'inizio settimana dell'azienda quando dichiarava che dai controlli della Commissione paritetica fosse risultato «tutto in regola». In altre parole, le testimonianze di denuncia sulle pessime condizioni di lavoro nei magazzini logistici dell'ex Gucci andate in onda a Modem (Rsi), non erano vere. Il "tutto in regola" dell'azienda era già stato detto 5 anni fa, ma il rapporto della Commissione diceva tutt'altra cosa. Ve lo riassumiamo.

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L'editoriale
09.05.2019

di 

Claudio Carrer

Troppo “vecchi” per avere opportunità nel mercato del lavoro, ma troppo giovani per andare in pensione. Dunque maltrattati, umiliati, messi ai margini. È la condizione vissuta in Svizzera da un numero crescente di persone che hanno la sfortuna di ritrovarsi disoccupate in età avanzata: le statistiche considerano quelli dai 55 anni in su, ma il problema colpisce in parte anche soggetti più giovani. Per queste persone, la ricerca di un impiego è una sorta di lungo percorso a ostacoli che sempre più sovente termina con una domanda di assistenza sociale. La problematica va deteriorandosi da diversi anni ed è giustamente oggetto di confronto tra le autorità e le parti sociali (proprio pochi giorni fa riunite per la quinta volta in una “Conferenza nazionale” sul tema), ma le soluzioni tardano. Eppure ve ne sarebbero.

Ultime rubriche

Lavoro

Caratteri

di 

Giuseppe Dunghi
La mano invisibile

Se l’economia viene prima dell’ecologia

di 

Silvano Toppi
Storia di classe

Prima di tutto l’interesse collettivo

di 

Pablo Guscetti
La testimonianza
09.05.2019

di 

Francesco Bonsaver

Turni di lavoro infiniti, mentre a busta paga figuravano solo le ore massime consentite per legge. È una delle tante gravi irregolarità denunciate nel cantiere AlpTransit della galleria del Monte Ceneri durante la fase della tecnica ferroviaria (si veda la scheda in coda all'articolo). Le gravi problematiche sono emerse grazie al coraggio di lavoratori che, stufi dei ripetuti soprusi, si sono rivolti ai sindacalisti di Unia. Il sindacato li ha poi seguiti lungo tutta la vertenza, ancora lontana dall’esser conclusa. area ha intervistato Fouad Zerroudi, uno degli operai che ha denunciato le gravi ingiustizie.

Ginevra
09.05.2019

di 

Claudio Carrer

Gli interessi economici di pochi paesi (Russia in testa) che ancora fanno affari con l’amianto continuano a tenere in ostaggio la comunità internazionale, ostacolando ogni tentativo di limitare il commercio e la diffusione di questo pericoloso minerale e dunque mettendo gravemente in pericolo la salute di milioni di persone, in particolare nei paesi asiatici dove esso viene ancora usato su larga scala. L’ultimo atto di questo scandalo si è consumato mercoledì 8 maggio a Ginevra nell’ambito della nona Conferenza delle parti della Convenzione di Rotterdam

L'intervista
09.05.2019

di 

Federico Franchini

Lo scorso 25 aprile, il procuratore pubblico ticinese Moreno Capella ha rinviato a giudizio due dirigenti della Elia Costruzioni Sa. Avrebbero sfruttato 18 operai, sottopagandoli e approfittando del loro stato di bisogno. Pochi giorni prima, l’emissione Falò ha svelato i soprusi che hanno colpito alcuni lavoratori attivi sul cantiere AlpTransit (vedi intervista correlata). Casi isolati? Si direbbe di no. area ne ha parlato con il segretario regionale di Unia Enrico Borelli.

Leggi Area
Donne nel sindacato
09.05.2019

di 

Veronica Galster

A fine 2018, per la prima volta nella sua storia, l’Uss ha raggiunto (e leggermente superato) la quota del 30 per cento di donne tra i suoi affiliati. La presenza femminile nei sindacati in generale oggi è maggiore, anche se c’è ancora margine di miglioramento,soprattutto a livello di quadri.

Italia
09.05.2019

di 

Loris Campetti

«Le ragioni storiche, politiche e partitiche che portarono alla divisione dei sindacati italiani – dice Maurizio Landini – non esistono più». In altre parole, quelle usate per anni dallo stesso segretario Cgil, è finita la guerra fredda, sono caduti i muri, il patto di Varsavia non c’è più (ma la Nato sì) e l’appartenenza delle varie anime sindacali non si può più definire in relazione al Paese guida o al partito di riferimento.

Il reportage
09.05.2019

di 

Mattia Lento e Osman Osmani

Dopo anni di pressioni sindacali, Svizzera e Kosovo hanno finalmente firmato un accordo che permetterà ai lavoratori kosovari di godere della pensione anche in patria. Una delegazione del sindacato Unia ha incontrato a Pristina alcune vittime di un'ingiustizia durata troppo tempo.

Attendendo il 14 giugno
17.04.2019

di 

Veronica Galster

Le donne rivendicano da quasi 40 anni il diritto alla non discriminazione sui posti di lavoro e nella vita privata. Perciò, secondo le organizzazioni sindacali, è la disparità a essere illegale, non lo sciopero.

Ticino
17.04.2019

di 

Francesco Bonsaver

Il meccanismo del subappalto nel settore del gesso crea danni sociali ed economici a cascata. Il meccanismo funziona così: una persona, che chiameremo Valentino*, risponde a un annuncio su un portale per un posto di gessatore in Svizzera. Nei primi contatti, il referente della ditta registrata in Svizzera interna, rassicura Valentino che le cose saranno tutte regolari, nel rispetto della legge e senza inganni. Ma poi?

Francia
17.04.2019

di 

Claudio Carrer

Dalla Francia giunge notizia di una storica vittoria giudiziaria delle vittime dell’amianto. In una sentenza dello scorso 5 aprile la Corte di cassazione ha infatti stabilito che tutti i lavoratori (non malati) che hanno subito un’esposizione possono domandare un indennizzo al datore di lavoro per il cosiddetto “danno da ansietà”.

L'intervista
17.04.2019

di 

Federico Franchini

Professore di storia all’Università di Losanna, impegnato a sinistra, Sébastien Guex sta scrivendo un libro sulla nascita del paradiso fiscale svizzero. Nel contesto della Riforma fiscale e del finanziamento dell’Avs (Rffa), su cui gli elettori svizzeri si esprimeranno il prossimo 19 maggio, area lo ha intervistato per cercare di capire come, da un punto di vista storico, la Svizzera sia diventata attrattiva per le multinazionali straniere e come le autorità elvetiche abbiano fatto fronte alle pressioni internazionali.

Il reportage
17.04.2019

di 

Angelo Mastrandrea

S. ha cominciato a cucire scarpe quando aveva otto anni. «Eravamo sette figli e dovevamo mantenerci da soli, con i primi guadagni sono pure riuscita a comprarmi il motorino», racconta. Non ha mai smesso e ancora oggi, tutte le mattine, quando il tempo è bello la si può vedere al lavoro davanti al portone della sua abitazione, in un vicolo del centro storico di Buonabitacolo. Qui, in questo paesino di appena 2.600 abitanti nell’estremo sud della Campania, il mestiere di cucitrice si tramanda di madre in figlia.

La rivendicazione
17.04.2019

di 

Veronica Galster

Le ineguaglianze sul mercato del lavoro si spiegano in parte con i percorsi formativi, che permangono considerevolmente diversi tra ragazze e ragazzi. Le ricerche hanno messo in evidenza la moltitudine di meccanismi, spesso sottili e diffusi, attraverso i quali la società tende a creare o rinforzare dei ruoli sociali fondati sul genere e che hanno un impatto determinante nel corso della vita, in particolare sull’orientamento professionale. Qual è il ruolo della scuola in tutto ciò e cosa può fare o sta facendo per contribuire a una società più paritaria?

Ticino
03.04.2019

di 

Francesco Bonsaver

La nuova legge sugli orari di apertura dei negozi in Ticino non è ancora stata pubblicata e già spunta l’accordo tra Lugano e Cantone per l’apertura sette giorni su sette dalle 6 alle 22.30 per sei mesi l’anno quale deroga turistica. Altri comuni seguiranno a breve. Quando nel 2016 gli elettori bocciarono il referendum di Unia contrario alla nuova legge vendita, molti pensavano che in discussione fosse “solo” una mezz’ora in più dal lunedì al venerdì e un’ora al sabato, ignorando le deroghe già previste.

Lavoro e salute
03.04.2019

di 

Veronica Galster

«Un rapporto negativo tra carichi e risorse sul posto di lavoro può compromettere la salute e la motivazione dei lavoratori, un rischio cui è esposto il 27,1 per cento della popolazione attiva in Svizzera». A dirlo è Promozione Salute Svizzera, una fondazione che, su incarico della Confederazione, avvia, coordina e valuta le misure volte a promuovere la salute e che, attraverso il Job Stress Index, dal 2014 si occupa anche di rilevare il numero di lavoratori colpiti dallo stress lavorativo, in continuo aumento.

Storie di vita
03.04.2019

di 

Veronica Galster

Essere donna nella nostra società espone già di per sé a una serie di discriminazioni, ma quando a questo si aggiunge un percorso di migrazione, le cose si complicano ulteriormente dando origine a una doppia discriminazione, che si aggrava ancor di più per chi appartiene alla comunità Lgbitq. Per questo il 14 giugno le donne saranno solidali tra di loro e sciopereranno, anche per combattere questa doppia discriminazione che colpisce molte di loro in tutto il mondo. Alcune testimonianze.

Italia
03.04.2019

di 

Loris Campetti

E sette. Dalle politiche dello scorso anno le sconfitte accumulate dal centrosinistra nelle regionali aumentano, senza alcun segnale in controtendenza.

 

Palazzo & dintorni
21.03.2019

di 

Francesco Bonsaver

Perché il Dipartimento di Norman Gobbi ha consumato 31mila franchi di spese di rappresentanza, mentre gli altri Dipartimenti ne hanno utilizzati mediamente meno di 2.500? Per rispondere alla domanda, area ha inoltrato al Consiglio di Stato richiesta di accesso ai dati sulla scorta della Legge Trasparenza. L’accesso è stato negato «poiché si tratta di una richiesta di informazioni generalizzata con finalità esplorativa», scrive il Consiglio di Stato. area aveva richiesto la documentazione relativa ai cinque Dipartimenti per la medesima voce contabile, così da poter stilare un confronto. Visto il diniego, in Commissione di mediazione formuliamo una proposta di compromesso: di poter consultare almeno la documentazione relativa ai due dipartimenti che consumano maggiormente nelle spese di rappresentanza, Territorio e Istituzioni. Tanto più che i due dipartimenti nel preventivo di quest’anno hanno indicato una spesa di ben 71mila franchi nelle Istituzioni, di 40mila invece in quello diretto da Claudio Zali.

Lavoro e dignità
21.03.2019

di 

Angelo Mastrandrea

Lo chiamano il “passo Amazon”. «Svelto, veloce ma mai di corsa», lo raccontano così i lavoratori del centro di distribuzione di Passo Corese, un paesino tra le colline della Sabina 30 chilometri a nord di Roma dove la multinazionale del commercio elettronico ha aperto il secondo hub italiano. Lo devi tenere dal momento in cui timbri il cartellino con l’apposito badge, mentre sali o scendi le scale senza abbandonare il corrimano, ti dirigi alla postazione seguendo il percorso pedonale o svolgi le tue mansioni, fino a fine turno. Se non lo fai, rischi un feedback negativo, una sorta di ammonizione che peserà sul rate, il tuo punteggio personale, e in definitiva sull’assunzione, se non hai un contratto a tempo indeterminato.

Migrazione & giustizia
21.03.2019

di 

Francesco Bonsaver

«Chiudere i bunker! Rompere l’isolamento! Liberi/e tutti/e!». Con queste parole d’ordine, il Collettivo R-esistiamo ha fatto irruzione nel pacificato scenario cantonale sul tema della migrazione, portando un punto di vista radicalmente diverso alla visione dominante sulla questione dei richiedenti l’asilo in Svizzera. La Sem ha deciso di non più utilizzare i bunker in un futuro prossimo, dopo le denuncie pubbliche e la raccomandazione di chiuderli formulata dalla Commissione nazionale per la prevenzione della tortura (Cnpt). «Le persone vanno trasferite immediatamente in alloggi sopraterra per ragioni mediche» affermano oltre una sessantina di medici ticinesi che ha sottoscritto l’appello lanciato dal Collettivo R-esistiamo, le cui firme sono state consegnate ieri 21 marzo al Dipartimento sanità e socialità. Intanto un ex collaboratore della Croce Rossa del bunker di Camorino è indagato per appropriazione indebita.


Equità & Giustizia
21.03.2019

di 

Veronica Galster

Domenica 10 marzo, più di 500 donne di ogni età e provenienti da tutta la Svizzera si sono riunite alla Maison du peuple di Bienne per le Assise nazionali femministe, dove è stato lanciato formalmente l’appello allo sciopero del prossimo 14 giugno. Un toccante momento di riflessione tra donne sulla condizione femminile nel mondo, dal quale è emersa una grande solidarietà capace di andare oltre ogni frontiera, ogni credo politico e religioso.

Esteri
21.03.2019

di 

Loris Campetti

Accoglienza, diritti civili, parità di genere, ambiente, lavoro. L’altra Italia ha ripreso a battere qualche colpo, da Milano a Napoli, dal Veneto alla Calabria, passando per Roma. Mentre il governo giallo-nero arranca tra Tav, flat tax, via della seta e migranti e resiste solo grazie all’attaccamento al potere di due forze teoricamente antagoniste ma fattualmente simili, e grazie all’inconsistenza dell’opposizione, dalla società, dai territori e dalle nuove generazioni sale un soprassalto di vitalità.

Migrazione & giustizia
20.03.2019

di 

Francesco Bonsaver

Non c’è pace al bunker di Camorino. Dopo il caso Argo 1, un’inchiesta che dura ormai da due anni sul responsabile dell’agenzia sicurezza e tre poliziotti della Cantonale per aver ammanettato per ore un ragazzo minorenne al tubo della doccia, un nuovo procedimento penale è stato aperto per appropriazione indebita nei confronti di un collaboratore della Croce Rossa Ticino, responsabile della gestione del Centro richiedenti l’asilo sotterraneo. Il Ministero pubblico ha confermato l’apertura di un procedimento per reati patrimoniali nei confronti dell’addetto della Croce Rossa, specificando che «i reati presunti non riguardano i cittadini stranieri presenti nella struttura».Non è dunque chiaro al momento se la presunta appropriazione indebita sarebbe stata effettuata ai danni dello Stato o della Croce Rossa. Contattata da area, quest’ultima preferisce non commentare.

L'intervista
26.02.2019

di 

Francesco Bonsaver

«Le condanne pronunciate all’epoca non corrispondono più all’attuale senso di giustizia. La lotta condotta allora per la democrazia merita di essere riconosciuta». Sono parole del Consiglio federale, espresse una decina di anni fa quando decise di riabilitare gli oltre 800 svizzeri che combatterono negli anni trenta in Spagna per la Repubblica contro le truppe del generale fascista Franco. 170 morirono sul campo, mentre quelli che rientrarono in Svizzera furono condannati in base all’articolo 94 del Codice penale militare che al suo capoverso uno recita: «Se uno Svizzero si arruola in un esercito straniero senza il permesso del Consiglio federale, è punito con una pena detentiva sino a tre anni o con una pena pecuniaria». È il medesimo articolo per cui è stato processato a Bellinzona dal tribunale militare la scorsa settimana Johan Cosar.

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L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Martedì 21 Maggio 2019
Leggi Area
Editore

Sindacato Unia

Direzione

Claudio Carrer

Redazione

Francesco Bonsaver

Raffaella Brignoni

Federico Franchini

Veronica Galster

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