Lavoro notturno: e il supplemento di salario?

Sono impiegata al servizio in un ristorante. Ogni mese lavoro due o tre volte durante la notte al bar. La mia collega viene impiegata un po' meno per il servizio notturno. Per ogni ora di lavoro notturno lei riceve un supplemento salariale del 25 per cento. Io invece non percepisco nessun supplemento e per questo ho reclamato. La mia capa mi ha risposto che non ho diritto ad un'indennità salariale supplementare in quanto io lavoro di notte per più di 24 giorni all'anno. Ha ragione?

Sì. La Legge sul lavoro infatti distingue due forme di lavoro notturno. Se lei in un anno è impiegata per almeno 25 notti allora si dice che svolge lavoro notturno "regolare o periodico". Se le notti di lavoro in un anno sono meno di 25 allora si parla di lavoro notturno "temporaneo". Per questi due tipi di lavoro notturno la Legge sul lavoro prevede due modalità diverse d'indennizzo. Il datore di lavoro deve obbligatoriamente accordare un supplemento salariale del 25 per cento almeno al lavoratore che svolge un lavoro notturno temporaneo. Chi, come lei, presta un lavoro notturno regolare o periodico non riceve un supplemento sotto forma di salario ma sotto forma di tempo. Infatti il lavoratore o la lavoratrice che svolge regolarmente o periodicamente un lavoro notturno ha diritto a una compensazione di tempo equivalente al 10 per cento della durata del lavoro notturno svolto.
Più in generale, in Svizzera il lavoro notturno è in linea di principio proibito. Ma le eccezioni sono possibili se si rispettano determinati requisiti. Ci vuole tuttavia di regola per ogni singolo caso un'autorizzazione ufficiale. Ma alcuni rami professionali in forza di un'ordinanza del Consiglio federale sono esclusi dal divieto del lavoro notturno. Fra questi rami professionali c'è anche la ristorazione. Nella ristorazione dunque il lavoro notturno è permesso.


Pausa in negozio: il capo la deve pagare?


Lavoro come commesso in un grande magazzino. Il contratto di lavoro prevede sia al mattino che al pomeriggio una pausa non pagata di 15 minuti. Non è permesso lasciare l'edificio durante le due pause. Abbiamo tuttavia a disposizione il ristorante del personale e un altro grande locale per le pause. Io ritengo che la ditta ci debba pagare le due pause se per contratto siamo tenuti a passarle di fatto sul luogo di lavoro. È così?

No, purtroppo non è del tutto vero. Secondo l'art. 15 cpv. 2 della Legge sul lavoro le pause contano come lavoro quando alla lavoratrice e al lavoratore non é consentito di lasciare il posto di lavoro. Come luogo di lavoro si considera il luogo in cui lei fornisce la sua prestazione lavorativa. Se lei può trascorrere le pause in un locale previsto apposta per questo scopo secondo la giurisprudenza del Tribunale federale si ritiene che lei abbia già lasciato il suo posto di lavoro. E questo anche se il locale pausa si trova nello stesso edificio in cui si trova il suo posto di lavoro. Dunque, benché lei non possa lasciare il grande magazzino durante le due pause, queste due pause non vengono considerate tempo di lavoro remunerato. Le dovrebbero venir pagate soltanto se nel suo Contratto collettivo di lavoro o nel suo contratto individuale di lavoro fosse esplicitamente detto che così dev'essere.

Pubblicato il 

26.10.12

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