anno XXI - N° 12 - 31 agosto 2018

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L'editoriale
30.08.2018

di 

Claudio Carrer

Un pugno nello stomaco a tutti i lavoratori di questo paese che vivono sulla loro pelle un costante inasprimento delle condizioni d’impiego e di lavoro, una crescente pressione sui salari, la sostituzione della manodopera residente con lavoratori esteri sottopagati e il dilagare dello sfruttamento. Non può essere definito altrimenti il disegno dei due consiglieri federali liberali radicali Johann Schneider-Ammann e Ignazio Cassis di smantellare quelle poche misure di protezione dei diritti dei salariati, di cui la Svizzera si è dotata una ventina d’anni fa per attutire gli effetti “collaterali” dell’accordo sulla libera circolazione delle persone con l’Unione europea (Ue), in particolare per contrastare il dumping salariale.
Un disegno che ha preso forma nel bel mezzo dell’estate, ma che non è frutto di un colpo di calore, bensì di una volontà precisa di imprimere una nuova accelerata di stampo ultraliberista nel nostro (già povero) diritto del lavoro. E questo in totale sintonia con i desiderata della borghesia elvetica più dura “alla Martullo-Blocher” e dei vertici dell’Ue, adepti di un liberismo sfrenato e selvaggio. “Via i contratti collettivi”, “via i controlli”, “via le sanzioni” sono le loro parole d’ordine.


Articoli

Svizzera
30.08.2018

di 

Federico Franchini

E corre corre corre la locomotiva. Perlomeno quella degli affitti. La Divisione Immobili è ormai la motrice che traina gli affari delle Ferrovie federali svizzere (Ffs). Negli ultimi quindici anni, infatti, l’ex regia federale ha trasformato vecchie aree ferroviarie in uffici e appartamenti che oggi generano ricavi per centinaia di milioni di franchi annui. La strategia immobiliare del gruppo, il cui azionista unico resta la Confederazione, non piace però a tutti: alle lobby dei proprietari, certamente, ma anche a chi considera che le ferrovie, tentate dal profitto, abbiano puntato troppo sull’edilizia ad alto standing anziché su quella sociale.

Lavoro e dignità
30.08.2018

di 

Francesco Bonsaver

L’edilizia nazionale sta subendo una progressiva trasformazione dall’apparente ineluttabilità. Il lavoro temporaneo nei cantieri elvetici è cresciuto notevolmente, tanto che non è eccezionale incontrarvi una maggioranza di edili col contratto interinale rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato. Di fronte a questa tendenza, si allunga la lista dei comuni in Ticino e nel resto del paese che vuole bandirlo dai lavori pubblici.

 

 



Guerra e pace
30.08.2018

di 

Veronica Galster

«In Svizzera è necessario garantire anche in futuro una capacità industriale adeguata alle esigenze della difesa nazionale», questo è il motivo per il quale il Consiglio federale ha deciso in giugno di allentare le restrizioni riguardanti l’esportazione di materiale bellico e permettere che questo venga venduto anche a paesi implicati in un conflitto interno. Ad agosto la commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale ha dato il suo benestare alla modifica dell’ordinanza in questione. Non sono mancate le critiche, che questa volta arrivano un po’ da tutte le parti, non solo dalla sinistra e dalle Ong che si occupano di diritti umani.

Italia
30.08.2018

di 

Loris Campetti

L’abbandono di ogni legame con le masse segna la fine di quella che Antonio Gramsci chiamava “condivisione sentimentale” con il popolo ed è all’origine dell’esplosione del populismo che infesta l’Italia. La messa in mora della natura popolare della sinistra e delle forze politiche che hanno governato l’Italia nel dopoguerra per scegliere il rapporto privilegiato con le élite ha trasformato partiti e classi dirigenti in caste, chiuse all’interno dei propri privilegi; caste diventate sempre indistinguibili tra di loro, cancellando il ruolo trasformatore delle minoranze, criminalizzando o riducendo a ginnastiche inutili le lotte, anche quelle di massa.


Rubriche

La mano invisibile
30.08.2018

di 

Silvano Toppi
Eurovisioni
30.08.2018

di 

Andreas Rieger
Spazio Amnesty
30.08.2018

di 

Manon Schick

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