anno XVIII, n° 5 - 4 aprile 2015

L'editoriale
01.04.2015

di 

Claudio Carrer

Succede spesso che i politici dichiarino di aver votato in un senso o nell’altro “per dare un segnale”. Nella maggior parte dei casi, soprattutto sotto elezioni, si tratta solo di segnali di fumo. Fumo gettato negli occhi dei cittadini. L’adozione da parte del Gran Consiglio ticinese (grazie ad un’ammucchiata social-leghista e alla “casuale” assenza in aula di qualche rappresentante borghese) dell’iniziativa dei Verdi “Salviamo il lavoro in Ticino” ne è un classico esempio.

Un’iniziativa che solo a parole sancisce il «diritto» di «ogni persona» ad «un salario minimo che gli assicuri un tenore di vita dignitoso», ma che in realtà è uno strumento totalmente inadeguato a contrastare il dumping salariale. Anzi, potrebbe addirittura favorire questo fenomeno già dilagante in Ticino.

Articoli

Orari dei negozi
01.04.2015

di 

Claudio Carrer

Come previsto il Gran Consiglio ticinese ha approvato lo scorso 23 marzo la nuova legge sugli orari di apertura dei negozi, decidendo un po’ a sorpresa (ma non più di tanto, essendo imminenti le elezioni politiche) di vincolarne l’entrata in vigore all’adozione di un Contratto collettivo di lavoro (Ccl) di obbligatorietà generale nel ramo del commercio al dettaglio. Una decisione che, oltre ad essere incompatibile con il diritto federale (come risulta da una perizia giuridica voluta dallo stesso parlamento), non ha cambiato di una virgola la posizione del sindacato Unia che ancora una volta si batterà con determinazione contro l’ennesimo tentativo di estendere gli orari di apertura dei negozi e dunque di peggiorare ulteriormente le condizioni di lavoro del personale della vendita.

Truffe online
01.04.2015

di 

Francesco Bonsaver

Allettano le loro prede con contratti di lavoro in Svizzera, dopo averle adescate con offerte di lavoro pubblicate in Internet. Tutto procede bene, fino all’ultima richiesta di versamento dei soldi per «il disbrigo delle pratiche del permesso di dimora».

Dumping salariale
01.04.2015

di 

Raffaella Brignoni

Per il datore di lavoro era un’operatrice mailing telefonica. Per il giudice un’operatrice di call center. E ha obbligato con sentenza di qualche settimana fa l’azienda a risarcire, secondo il contratto normale di lavoro per il settore, la dipendente. La lavoratrice, tutelata da Unia, ha ottenuto quanto le spettava di diritto.

Servizio pubblico
01.04.2015

di 

Silvano De Pietro

Il 19 marzo scorso si è svolto a Berna un incontro segreto tra i presidenti dell’Udc, del Plr e del Ppd per trovare l’accordo politico su una maggiore deregolamentazione. Ne ha dato notizia con un comunicato, cinque giorni dopo, il sindacato Garanto che rappresenta il personale delle dogane e delle guardie di confine. Sui contenuti delle discussioni è trapelato unicamente che sono stati chiesti importanti tagli alle spese per il personale federale: un modo subdolo di affrontare la politica finanziaria della Confederazione.

Rubriche

01.04.2015

di 

Silvano Toppi

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