anno XVIII, n° 20 - 18 dicembre 2015

L'editoriale
16.12.2015

di 

Claudio Carrer

Eleggendo il democentrista vodese Guy Parmelin, l’Assemblea federale ha scelto il male minore, il meno peggio fra i tre candidati ufficiali presentati dall’Udc per la successione di Eveline Widmer-Schlumpf in governo. Ma sicuramente il meno gradito dai colonnelli del partito che puntavano sul giovane consigliere nazionale Thomas Aeschi, uomo delle banche e delle multinazionali nonché fedelissimo del leader storico del partito Christoph Blocher. Ma questo è il prezzo che l’Udc paga per aver provocato oltre misura il Parlamento, in particolare con quella sua clausola statutaria – figlia dell’estromissione di Blocher e dell’elezione di Widmer-Schlumpf nel 2007 – che prevede l’espulsione di ogni eletto che non figuri tra i candidati ufficiali e che di fatto intacca la libertà di scelta dei parlamentari garantita dalla Costituzione.

Articoli

Vendita
16.12.2015

di 

Raffaella Brignoni

Chiara è una giovane venditrice italiana che abita a pochi chilometri al di là del confine svizzero. Sa che cosa significa lavorare in un regime di flessibilità. Anzi, per dirla con lei, essere costretta a lavorare in un «situazione selvaggia».  Chiara è commessa in una grande catena internazionale di moda: «Ho vissuto sulla mia pelle le conseguenze del pacchetto “salva Italia” creato dal governo Monti nel 2012. Un provvedimento che di fatto ha liberalizzato il terziario in maniera compulsiva: non sono state messe regole, ma tolte tutte quelle che c’erano» spiega la donna. E se togli le regole, vai a toccare i diritti e le conquiste dei lavoratori. Chiara, che si definisce ancora fortunata in quanto la sua realtà è sindacalizzata, descrive precisamente la situazione italiana: «Lavorare tutti i giorni, sempre, continuamente, di giorno e di notte. La domenica e il 25 dicembre i negozi devono restare aperti come se fosse la ricetta magica per ogni male. Ci hanno detto così si faranno ripartire i consumi, si creeranno posti di lavoro. Non è accaduto nulla di tutto ciò».

Lavoro
16.12.2015

di 

Francesco Bonsaver

18 licenziamenti e una trentina di prepensionamenti o non sostituzioni di posti vacanti. Precari colpiti dal taglio del 3,5% delle tariffe imposte alle ditte esternalizzate. I risparmi da 5,5 milioni di franchi alla Radiotelevisione della Svizzera italiana (Rsi) si concretizzano nella semplice soppressione di posti di lavoro. Ignorate le 400 misure alternative proposte dal personale.


affari e diplomazia
16.12.2015

di 

Federico Franchini

ll Trans Adriatic Pipeline (Tap) è un progetto di gasdotto che intende trasportare miliardi di metri cubi di gas da Shah Deniz, in Azerbaigian, fino in Puglia. È stato lanciato nel 2003 dalla Elektrizitäts-Gesellschaft Laufenburg (Egl), società elvetica oggi assorbita da Axpo, il gruppo pubblico appartenente a diversi cantoni della Svizzera tedesca. Un progetto controverso e pieno d'insidie, per proseguire il quale è stato necessario poter contare su buoni appoggi politici. Sostegni che la Confederazione non ha certo lesinato. Non senza qualche ambiguità.


16.12.2015

di 

Francesco Bonsaver

Alla Rsi dal 1980, Maurizio Canetta è stato nominato direttore nel giugno dello scorso anno. A lui poniamo alcune domande sul piano di risparmi da 5,5 milioni di franchi.

Rubriche

16.12.2015

di 

Olivier Peter, avvocato