anno XVII, n° 12

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L'editoriale
27.08.2014

di 

Claudio Carrer

“Attenzione alla trappola rossa”, “No a una sanità all’italiana”, “Cassa unica: vicolo cieco”, “Io voto sì alla cassa unica. Martelliamoci i cogl...”. Con bugie, slogan da guerra fredda e cattivo gusto gli avversari dell’introduzione di una cassa malati pubblica stanno cercando di incutere paura nei cittadini e così convincerli che, se vorranno continuare a godere di una sanità di prim’ordine, dovranno votare no il prossimo 28 settembre. Dietro la campagna, dai costi milionari, fatta di affissioni pubblicitarie a tappeto, volantini e opuscoli inviati direttamente nelle nostre case e condita con decine e decine di articoli di giornale compiacenti, vi sono evidentemente gli assicuratori privati che oggi si spartiscono un interessante mercato e temono di perderlo. La virulenza della campagna è spia di grande preoccupazione.

Articoli

L'intervista
27.08.2014

di 

Giuseppe Acconcia

«Siamo più vicini alla terza Intifada». È il commento ad area di Ilan Pappé, storico israeliano e direttore del Centro europeo per gli studi palestinesi all'Università di Exeter in Gran Bretagna, sull’escalation di violenze nel conflitto israelo-palestinese dopo l’avvio dell’operazione “Margine protettivo”. «I continui attacchi in corso rafforzeranno la campagna internazionale di boicottaggio contro il governo israeliano (Bds), allontaneranno l’Autorità nazionale palestinese (Anp) dal processo di pace e inaspriranno le politiche israeliane nei confronti dei palestinesi, ovunque essi si trovino», denuncia Pappé.

Votazione del 28 settembre
27.08.2014

di 

Silvano De Pietro

L’iniziativa “per una cassa malati pubblica” sta per arrivare all’esame popolare. E l’accesa campagna degli oppositori, con allusioni tendenziose a sistemi sanitari pubblici stranieri, fa perdere di vista ciò che effettivamente la Svizzera è in grado di realizzare ed ha già realizzato, in modo perfettamente funzionante, nel campo delle assicurazioni sociali. Esempio? La Suva. Un istituto che, con la sua efficienza, è la prova che un ente pubblico può rappresentare la soluzione più indovinata quando le cose non vanno per il verso giusto, il mercato in pratica non esiste, la concorrenza è fittizia e gli assicurati vengono trattati, con i continui aumenti di premi, come mucche da mungere. Ne abbiamo parlato con Franz Steinegger, ex consigliere nazionale e presidente del Plr, che dal 1991 fino alla fine del 2013 è stato alla guida dell’Istituto nazionale svizzero di assicurazione infortuni.

Il caso Graniti Maurino
27.08.2014

di 

Francesco Bonsaver

Qualcuno lo chiama «il re delle cave». Marzio Maurino è la terza generazione di una dinastia di cavatori iniziatasi nel 1894, quando Giuseppe Maurino acquistò la cava di Biasca allo scopo di fornire il materiale per la costruzione della ferrovia del Gottardo. Oggi, con una cinquantina di dipendenti che estraggono i blocchi, li segano e li lavorano negli impianti attivi 24 ore su 24, 7 giorni su 7, Natale e Capodanno compresi, la Graniti Maurino è diventata una delle più importanti aziende nazionali del settore.

Rubriche

27.08.2014

di 

Olivier Peter, avvocato
27.08.2014

di 

Giuseppe Dunghi

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