anno XIX, n° 7 - 22 aprile 2016

L'editoriale
20.04.2016

di 

Claudio Carrer

La Festa del lavoro che ci apprestiamo a celebrare come ogni anno il 1° maggio affonda le sue radici nelle lotte degli operai che nella seconda metà dell’Ottocento rivendicavano un diritto fondamentale, quello di un orario di lavoro decente e umano. Un valore tanto “antico” quanto forte e attuale in un’epoca in cui i lavoratori vivono il part-time imposto, i turni spezzettati, il lavoro serale e domenicale, il lavoro interinale e su chiamata, l’intermittenza del lavoro, il lavoro gratuito e tanti altri soprusi che ledono la loro dignità.
Basterebbe questo richiamo per dimostrare come il Primo Maggio sia tutt’altro che una festa “morta”, come qualcuno sostiene. Non solo per il suo valore storico e simbolico, ma soprattutto perché oggi più che mai vi è la necessità di porre il lavoro e i lavoratori tutti al centro del dibattito e di ogni iniziativa di politica economica e sociale.

Articoli

Secondo pilastro
20.04.2016

di 

Silvano De Pietro

È una visione «spaventosa» quella che viene offerta dal panorama delle casse pensioni svizzere. A dirlo è il presidente dell’Unione sindacale svizzera (Uss), Paul Rechsteiner, riferendosi in particolare alla condizione in cui verranno a trovarsi tra pochi anni i lavoratori ormai prossimi al pensionamento. A causa dei tassi di conversione sempre più bassi per le prestazioni sovraobbligatorie, le future pensioni del 2° pilastro diminuiranno in una misura «inimmaginabile fino a poco tempo fa».

L’Uss ha perciò lanciato l’allarme, avvertendo che per compensare questa tendenza alla riduzione sarà inevitabile migliorare le prestazioni dell’Avs.

La storia
20.04.2016

di 

Francesco Bonsaver

La naturalizzazione. Più facile a dirsi che a farsi. Chi la banalizza, probabilmente non è mai stato confrontato con questo problema. Ne sa qualcosa Francesca*, nata da genitori italiani domiciliati e cresciuta fino ai 12 anni in Ticino, poi emigrata per motivi indipendenti alla sua volontà.

Costo del lavoro
20.04.2016

di 

Francesco Bonsaver

Un caso da manuale scolastico. Il settore del gesso ticinese potrebbe essere oggetto di un corso alla Supsi sul dumping salariale in Ticino. Ci permettiamo di suggerirne il titolo: «Qualifiche, agenzie interinali e lavoro parziale. Come mantenere i margini di profitto nel contesto di una guerra dei prezzi».

L’alunno più intraprendente avrebbe certamente un primo quesito. Come posso abbassare gli stipendi dei miei operai in un ramo dove sono obbligatori dei salari minimi? La prima mossa consiste nell’assumere personale con esperienza e pagarlo come manovale.

Francia
20.04.2016

di 

Anna-Maria Merlo

All’origine c’è il progetto di legge di riforma del Codice del lavoro, la “Loi travail” che porta il nome della ministra Myriam El Khomri, considerata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ancora prima che il testo di legge venisse presentato in Consiglio dei ministri, gli studenti universitari e i liceali sono scesi in piazza. Come dieci anni fa contro il Cpe (contratto di primo impiego), i giovani hanno visto nella preparazione della riforma, che questa volta però non li riguarda esclusivamente, un’istituzionalizzazione del precariato, attraverso una maggiore facilità di licenziare concessa alle imprese piccole e grandi, con la (vaga) promessa di facilitare in questo modo le assunzioni.

Rubriche

20.04.2016

di 

Chiara Orelli Vassere
20.04.2016

di 

Anna Biscossa
20.04.2016

di 

Pablo Guscetti

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