anno XIX, n° 12 - 26 agosto 2016

L'editoriale
24.08.2016

di 

Claudio Carrer

La Giustizia italiana è costantemente al centro delle critiche, perché considerata troppo lenta, inefficiente e incomprensibile, come indica per esempio l’ultimo rapporto della Commissione europea sui sistemi giudiziari dei paesi membri pubblicato nell’aprile scorso. Al tempo stesso però l’Italia è capace di dare lezioni di civiltà giuridica a tutto il resto del mondo, Svizzera compresa. Si pensi al perseguimento della cosiddetta “criminalità d’impresa”, cioè dei reati commessi nel nome del profitto da certi padroni senza scrupoli a danno di lavoratori e cittadini: seppur con tutti i limiti di una legislazione non sempre al passo con i tempi e di una macchina giudiziaria farraginosa, l’Italia ha il grande merito di indagare anche su questi fatti e di processare e giudicare i responsabili.

Articoli

Socialità
30.08.2016

di 

Silvano De Pietro

Stavolta «hanno esagerato». A dirlo – all’indirizzo dei partiti Udc e Plr, a proposito del progetto di riforma “Previdenza 2020” – è addirittura il presidente dell’Unione svizzera degli imprenditori (Usi), Valentin Vogt. L’Usi è la voce dei datori di lavoro svizzeri nell’economia, nella politica e nella società. E quello di Valentin Vogt non è l’unico intervento critico levatosi dagli ambienti borghesi sulla riforma previdenziale. All’assemblea dei delegati del Ppd è stata la stessa consigliera federale Doris Leuthard a definire «una provocazione» quanto proposto dalla maggioranza di destra in seno alla Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale.

Il dibattito
24.08.2016

di 

Raffaella Brignoni

Dimmi come ti vesti e ti dirò chi sei: uno di noi o uno di loro. Non si parla di altro. Come se la polveriera del mondo fosse pronta a incendiarsi al muoversi di un burqa. E la destra radicale – quella contraria all’aborto, all’educazione sessuale per intenderci – cavalca il Leitmotiv. Seminando il germe dell’incomprensione e dell’odio. Ma pure chi si considera progressista non può esimersi dal ragionare sul fenomeno. D’accordo: le suore portano il velo, in certi paesi meridionali si porta il lutto, ma l’imposizione del burqa e del chador in alcuni paesi musulmani è una novità. Un’involuzione per quanto riguarda i diritti fondamentali delle donne che non può lasciarci indifferenti.

Ticino
24.08.2016

di 

Francesco Bonsaver

Ultima tappa, l’aula della Pretura di Biasca il 18 agosto per le istanze di deposito dei bilanci e di fallimento. Si conclude così l’avventura di Airlight iniziatasi nel 2007, la promettente start up ticinese specializzata nelle tecniche innovative nel campo dell'energia verde. Una meteora bruciatasi nell'arco di una decina d'anni, lasciando sul campo speranze infrante, molti soldi, diversi creditori a bocca asciutta oltre a una trentina di ex dipendenti a casa con arretrati salariali impagati.

Eternit bis
24.08.2016

di 

Claudio Carrer

L’ex padrone dell’Eternit Stephan Schmidheiny potrà essere processato per l’omicidio intenzionale di centinaia di persone, morte ammazzate dalle polveri d’amianto disperse negli ambienti di lavoro e di vita dalle sue fabbriche in Italia tra la metà degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta, quando era a capo della multinazionale svizzero-belga.

Lo ha stabilito la Corte costituzionale italiana lo scorso 21 luglio con un’attesissima sentenza che spiana la strada ad un nuovo rinvio a giudizio per il miliardario svizzero, salvatosi da una pesante condanna per disastro ambientale nel primo storico processo – conclusosi nel novembre 2014 – solo grazie alla prescrizione. La decisione formale, che spetta al giudice dell’udienza preliminare di Torino (Gup), dovrebbe giungere entro qualche mese.

Italia
24.08.2016

di 

Loris Campetti

Non dev’essere confortante, settantuno anni dopo aver liberato l’Italia dal nazifascismo, perdere il diritto di difendere la Costituzione e di esprimere il proprio punto di vista sul nuovo modello istituzionale sottoposto al voto della popolazione italiana dopo l’approvazione del Parlamento. A mettere il bavaglio ai partigiani ancora in vita e ai nuovi partigiani dell’Anpi, l’associazione che giustamente ha aperto porte e finestre alle nuove generazioni, non sono i nuovi fascisti, non è la destra italiana, bensì il Pd, il partito nato per mutazioni genetiche successive dalla tradizione comunista e democratica italiana.

Rubriche

24.08.2016

di 

Giuseppe Dunghi
24.08.2016

di 

Marco Tognola
24.08.2016

di 

Silvano Toppi