Per una volta, il vero capo dell'Udc ha parlato pacatamente: «L'integrazione della popolazione straniera funziona abbastanza bene». Il fatto che il Consigliere federale Christoph Blocher, in occasione della presentazione del rapporto sulla promozione dell'integrazione, non si è pronunciato in modo sprezzante rispetto alla popolazione straniera, ha sorpreso i giornalisti. Ha indotto qualcuno a scrivere che Blocher abbia parlato da uomo di Stato. Un'osservazione affrettata.
Se leggiamo i suoi discorsi sulla violenza giovanile, disponibili sul sito del Dipartimento federale di giustizia e polizia, apprendiamo infatti che la violenza giovanile è la violenza dei giovani di provenienza balcanica. Ma come mai un ministro della giustizia si esprime in maniera così poco differenziata? Perché non parla di "alcuni" giovani di origine dei Balcani? Può un ministro/giurista pronunciare delle accuse così generiche squalificando   i giovani provenienti da quei paesi che non sono solo bravi studenti e lavoratori, ma taluni anche impegnati contro la violenza? Un politico che distorce i fatti a scapito di persone oneste e indifese per procurare dei voti al suo partito, non è degno della carica di Consigliere federale.
Nella visione di Blocher l'integrazione è compito degli stranieri, loro stessi ne sono responsabili: devono imparare la lingua locale e devono familiarizzarsi con gli usi e costumi della Svizzera. Un adattamento unilaterale degli stranieri è tuttavia in conflitto con l'idea stessa dell'integrazione, trattandosi di un processo che richiede degli sforzi agli stranieri, ma anche un'apertura da parte degli svizzeri. Anche la legge sugli stranieri, voluta da Blocher, dice nel capitolo sull'integrazione che Confederazione, cantoni e comuni "creano condizioni quadro favorevoli alle pari opportunità e alla partecipazione della popolazione straniera alla vita pubblica". Inoltre incoraggiano "tutto quanto è in grado di facilitare la comprensione reciproca della popolazione svizzera e straniera e la loro convivenza." Il Consigliere federale Blocher, davanti ai media, sottaceva questi aspetti essenziali dell'integrazione. Nonostante tutto, le misure in favore dell'integrazione, presentate da Christoph Blocher, sono state accolte favorevolmente da gran parte dei media. Nessuna testata della svizzera tedesca e italiana ha messo in rilievo che il Consigliere federale propugnava un'integrazione monca. I giornalisti e le giornaliste occupandosi dell'integrazione in modo  superficiale, si sono fatti ingannare dal grande burattinaio e hanno perso il loro senso critico.
Né a Blocher, né ai suoi amici dell'Udc piace l'idea che anche gli svizzeri debbano fare una passo versi gli stranieri. Preferiscono servirsi di manifesti offensivi agli stranieri e surriscaldare gli animi con i loro proclami e le loro iniziative. Evidentemente Blocher e l'Udc non sono interessati ad un maggior successo dell'integrazione degli stranieri con meno violenza. Se manca questo argomento come riuscirà l'Udc a fomentare un clima ostile verso gli stranieri? Una ragione in più per promuovere la vera integrazione nel senso della nuova legge.

Pubblicato il 

05.10.07

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