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Week end con emozioni

di

Alberto Bondolfi
L’inizio dell’estate (chi scrive sta metereologicamente al nord delle Alpi) è venuto a coincidere con un week end carico di avvenimenti simbolici che provocano emozioni, anche se ambivalenti. Rientrato nella ferialità e mettendomi, come sempre all’ultimo momento, a scrivere il pezzo per area, mi trovo a riconsiderare con maggiore distanza avvenimenti e significati. Venerdì scorso il papa ha ricevuto il presidente americano Bush e gli ha ripetuto la propria disapprovazione dell’intervento americano in Irak. Bush, alla vigilia dell’incontro con vari leader europei, ha fatto buon viso a cattiva sorte ed ha rinunciato a toni apologetici. Qualche ora più tardi con Berlusconi è stato maggiormente spontaneo ed ha magnificato l’alleanza americano-italiana. Domenica, sulle sponde dell’Atlantico, nel ricordo delle vittime del D-Day, si è di nuovo moderato alla presenza di alleati critici, come il presidente francese e quello tedesco. Cosa dobbiamo pensare dunque di una simile tournée “camaleontica”? Le immagini televisive ci hanno trasmesso immagini che intendevano suscitare emozioni ed un senso di appartenenza alla comunità europeo-atlantica. Fin qui nulla di particolare, se non ci fosse quel suggerimento indiretto che vuole convincerci che tali discorsi e sentimenti corrispondono davvero agli intenti dei leader politici. Se prendiamo un minimo di distanza (e la ferialità del lunedì è già sufficiente) ci rendiamo conto però che i veri intenti non vengono espressi in pubblico. La diversità dei discorsi e degli accenti corrisponde al fatto che Bush è in piena campagna di rielezione e quindi il cambiamento di registro, fino a dire tutto ed il contrario di tutto, fa parte del gioco. Il week end appena trascorso è stato, almeno per coloro che abitano in Svizzera, quello del papa e della sua visita a Berna. Mi si dirà che le due cose sono diverse ed in parte concordo. Ma anche l’anziano vescovo di Roma deve tener conto dei contesti. Ha evitato di mettere il dito nella piaga dei conflitti interni al cattolicesimo svizzero, ha mostrato grande disponibilità al dialogo con protestanti ed altre chiese cristiane, e con i giovani è rimasto sulle generali... E pensare che il Fondatore già aveva raccomandato: «il vostro parlare sia sì-sì no-no». Esigenza difficile se non impossibile per tutti, che comunque ci fa guardare agli avvenimenti del mondo con occhio vigile e critico. Passate le emozioni del momento “forte” bisogna continuare a vivere nella dura quotidianità. È lì che si vede in che misura gli ideali e le pratiche sono coerenti tra loro.

Pubblicato

Venerdì 11 Giugno 2004

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