Nella comunità italiana in Svizzera, da qualche settimana, ci si sta sempre più arrovellando intorno alla questione delle prossime elezioni politiche italiane della primavera 2006 con le quali gli italiani all’estero potranno votare per corrispondenza (come già avvenuto in due referendum e nel rinnovo dei Comites dello scorso anno) per eleggere, per la prima volta in assoluto, ben diciotto parlamentari: dodici alla camera dei deputati e sei al senato. Le domande, che si pongono gli italiani in Svizzera (ma non solo evidentemente), vertono essenzialmente su due argomenti. Innanzitutto se è sicuro che si voterà anche all’estero. Questo quesito è motivato dal fatto che spesso i media informano di dubbi e perplessità espressi, a tale proposito, da qualche rappresentante politico del centrosinistra, anche in occasione delle recenti “Giornate dell’Unione all’Estero”, come, per esempio, dal senatore Danieli (Margherita) e dagli on.li Calzolaio (Ds) e Cossutta (Pdci). Il motivo di queste perplessità, certamente giustificate, è dovuto al fatto che, a poco più di tre mesi dalle elezioni (si ipotizza il 9 aprile 2006), il governo Berlusconi, nonostante le continue sollecitazioni dell’opposizione, non ha ancora emanato il decreto per ripartire i 18 seggi da destinare alla Circoscrizione Estero che dovranno essere tolti dall’attuale mappatura dei collegi sul territorio italiano. Che dire? Premesso che in Italia è ovviamente possibile di tutto e di più, a questo punto, praticamente alla vigilia del voto, è comunque difficile immaginare che i partiti della maggioranza si possano assumere la responsabilità di non far votare gli italiani all’estero. Specie dopo il discorso tenuto dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione del recente incontro al Quirinale con i rappresentanti della Conferenza Stato-Regioni-Province Autonome-Cgie in cui, tra l’altro, ha affermato: «(...) Per la prima volta, tra pochi mesi, i due rami della nostra Assemblea Legislativa si arricchiranno dell’apporto dei rappresentanti dei nostri connazionali all’estero. Attraverso la voce di 12 deputati e 6 senatori gli italiani nel mondo potranno contribuire ancor più direttamente al progresso civile e materiale del nostro Paese, facendosi portavoce non solo delle istanze, ma anche del patrimonio di conoscenze maturate all’estero. Si tratta di una svolta nella vita politica del nostro Paese. (...)». Oltretutto in Italia si è da tempo abituati a decisioni dell’ultimo momento (in “zona Cesarini”, come si dice in gergo calcistico) e ciò avverrà, presumibilmente, anche in questa circostanza! Resta il fatto che la scadenza elettorale si sta avvicinando velocemente e (questo è l’altro oggetto di discussione della comunità italiana) non si sa ancora niente a proposito di quali e quante liste verranno presentate all’estero né chi saranno, alla fine, i candidati “svizzeri” inseriti nelle liste dell’Area Europea della Circoscrizione Estero. Ovviamente la questione delle liste e dei candidati è strettamente legata al primo problema poiché è inimmaginabile che i partiti, cui spetterà il compito di presentare liste e candidati, si possano pronunciare fintanto che non ci sia la certezza matematica che tutti gli adempimenti legislativi connessi al voto all’estero si siano conclusi. Ciò detto, per l’estero esiste comunque un reale e grave problema per i tempi ristrettissimi di cui disporranno i presentatori delle liste (partiti politici) ed i candidati per la loro campagna elettorale. Infatti, ammesso che la data delle elezioni sia quella ipotizzata del 9 aprile, le liste dei candidati dovranno essere presentate alla cancelleria della Corte di Appello di Roma dalle ore 8 del trentacinquesimo giorno alle ore 20 del trentaquattresimo giorno antecedenti quello delle votazioni per cui le liste ufficiali con i rispettivi candidati si potranno conoscere solo dalle ore 20 del 6 marzo. A tutto questo aggiungiamo che nella Circoscrizione Estero, secondo la normativa vigente, la rete consolare dovrà spedire i plichi elettorali agli elettori iscritti all’Aire entro il 22 marzo (le schede di voto dovranno poi essere rispedite ai rispettivi consolati entro il 30 marzo e cioè non oltre il decimo giorno precedente la data stabilita per il voto in Italia). È evidente, allora, che il tempo a disposizione per una campagna elettorale, con tutti i crismi dell’ufficialità, sarà estremamente limitato e cioè dalla sera del 6 fino al 30 marzo. Ma in pratica il tempo sarà ancor più ristretto. Infatti l’esperienza delle precedenti votazioni (in cui all’estero si è votato per corrispondenza) ci insegna che gran parte degli elettori vota subito dopo aver ricevuto il plico elettorale senza attendere l’ultimo giorno. Morale: il tempo disponibile sarà poco più di due settimane per una campagna elettorale che, nella Circoscrizione Estero, riguarderà interi continenti, nel nostro caso l’Europa: dalle Isole Canarie alla Scandinavia, dalla Groenlandia alla costa del Pacifico della Russia. Per cui ai candidati non sarà certamente facile farsi conoscere dall’elettorato, ma tant’è con buona pace di tutti: candidati ed elettori!

Pubblicato il 

16.12.05

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