In questi giorni i cittadini italiani, aventi il requisito di elettore e residenti all’estero, stanno ricevendo il plico elettorale dai Consolati italiani per votare i loro rappresentanti nel Parlamento italiano. Molti, quando leggeranno questo numero di area, lo avranno già fatto, altri dovranno ancora votare o hanno deciso di non farlo (perché poi?) ed altri ancora, magari, avranno già reclamato con il Consolato per non aver ricevuto il plico elettorale (io stesso, pur essendo un candidato, mentre sto scrivendo questo pezzo, non ho ancora ricevuto il materiale per votare!). Pertanto, tenendo conto che non tutti hanno votato, oppure hanno potuto farlo, è necessario lanciare un ultimissimo appello al voto agli elettori italiani residenti in Svizzera poiché è importantissimo che i diciotto parlamentari della Circoscrizione Estero (di cui sei deputati e due senatori nell’Area europea) vengano eletti da una grande partecipazione al voto e non da poche centinaia di migliaia di elettori. Un appello rivolto, in particolare, ai giovani di seconda generazione, magari doppi cittadini, che sappiamo benissimo sono i più restii a votare per le questioni che riguardano l’Italia: a loro diciamo che, invece, debbono far valere il loro diritto-dovere di partecipazione democratica anche nei confronti dell’Italia della quale hanno pure la cittadinanza e, forse, anche qualche interesse economico e li sollecitiamo a domandarsi seriamente perché non votare visto che, comunque, è un diritto che non li penalizza affatto sul fronte elvetico. Infatti, per rappresentare autorevolmente nel parlamento italiano i 3,5 milioni di cittadini italiani residenti all’estero, gli eletti dovranno avere una grande autorevolezza in dipendenza non solo dalla serietà e capacità individuali, bensì anche dal numero dei partecipanti al voto e qui possono giocare un ruolo determinante proprio le seconde generazioni! In caso contrario per gli eletti sarà difficile difendere, in particolare, gli interessi degli italiani all’estero ed ottenere in Parlamento un consenso vasto per trovare una soluzione positiva alle problematiche che li riguardano come, per esempio: una migliore funzionalità dei servizi consolari; una attenzione particolare alle necessità degli anziani che hanno deciso di trascorrere nei paesi di emigrazione la loro Terza età; una riforma ormai indilazionabile dell’intervento scolastico all’estero per difendere e promuovere la lingua e la cultura italiana; una politica fiscale non più discriminante nei confronti degli italiani all’estero proprietari di una abitazione in Italia; una politica mirata a valorizzare l’imprenditoria italiana all’estero. Ovviamente nessuno dei diciotto eletti avrà la bacchetta magica ma certamente si adopereranno per risolvere i problemi degli italiani all’estero e, quantomeno, nella prossima legislatura, il Parlamento italiano dovrà prestare un’attenzione puntuale alla ricaduta che qualsiasi legge, che verrà discussa, avrà sui cittadini italiani residenti all’estero. Questo è sicuramente, in ogni caso, l’impegno dei candidati della lista de L’Unione/Prodi. Ma, a proposito di liste e candidati, è bene che gli elettori non si facciano attrarre né dalle varie liste locali (o civiche che dir si voglia) poiché non danno una certezza di schieramento, né da qualche candidatura, di personaggi sì illustri ma che con l’emigrazione e le nostre comunità non hanno niente a che fare e che, pur avendo la residenza fuori dei confini nazionali italiani, mai prima d’ora hanno frequentato il mondo degli italiani all’estero!

Pubblicato il 

31.03.06

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