Il Ticino compie duecento anni. Radio, televisione, mostre e conferenze hanno dato il via alla consueta orgia di commemorazioni che accompagnano i compleanni a cifre tonde. In questa rubrica non posso certo esimermi dal raggiungere il coro dei celebratori. Non senza qualche distinguo: le manifestazioni commemorative tendono a rendere tutto eroico e splendente in nome del “tutto è bene quel che finisce bene”. Ma nel 1803 non andava tutto bene. Il 19 febbraio 1803 Napoleone dà una nuova costituzione agli svizzeri: l’atto di mediazione. La Svizzera esce così da un periodo estremamente turbolento, contrassegnato da una serie di colpi di stato degna della più squinternata repubblica delle Banane. In quel frangente Napoleone inventa quattro nuovi Cantoni: Vaud, Argovia, Turgovia e, naturalmente, il Ticino, che un tempo erano territori soggetti, cioè territori di proprietà di uno, di alcuni o di tutti gli antichi Cantoni. Oltre a questi diventano cantoni anche San Gallo e Grigioni, che prima erano alleati indipendenti della Confederazione. I ticinesi del 1803 non sono certo portati a dimostrare grande riconoscenza nei confronti del primo console. Nuovo Cantone o vecchio baliaggio, in Ticino comandano i francesi e questo vuol dire essenzialmente due cose: confische continue di cibo, foraggio e danaro e leva obbligatorio per molti giovani, chiamati a prestare servizio militare nelle campagne napoleoniche. A questi non trascurabili disagi va aggiunto che il concetto di “Ticino” per il luganese o per il valmaggese del 1803 è altrettanto familiare quanto oggi può esserlo a noi quello di Papua – Nuova Guinea. La principale occupazione dei nuovi ticinesi è infatti quella di litigare fra loro. Quando poi nel 1811 i francesi vogliono staccare il Mendrisiotto e allacciarlo all’Italia, non sono pochi quelli che approvano. Non se ne fa nulla solo perché le armate napoleoniche cominciano a sgretolarsi e salvare l’impero diventa più urgente che rivedere i confini del Ticino. Di fatto Napoleone ha inventato il Ticino, ma i ticinesi hanno impiegato parecchio tempo ad affezionarsi alla loro nuova patria, a superare le divisioni interne e a dimenticare i soprusi operati dai francesi. A questo hanno contribuito anche le potenze che hanno sconfitto Napoleone, riunite a Vienna nel 1815. Esse hanno avuto il merito di non cancellare in Svizzera ciò che Napoleone aveva creato. Puro buon senso, visto che si rischiava una pericolosa e destabilizzante guerra civile in mezzo all’Europa, ma così il Ticino diventa una realtà indipendente sia dalla sovranità dei Cantoni sia dalla tutela francese. E allora viva Napoleone, malgrado Napoleone.

Pubblicato il 

07.03.03

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