Politica

Vittoria sovranista in ordine alfabetico

L’Abc delle ultime elezioni federali: l’avanzata dell’Udc, la sconfitta dei Verdi, la tenuta del Ps, il ruolo strategico del Centro e il calo dei Liberali

A come Asilo (e non Ambiente)

La tattica è nota e vincente: incolpare di tutto gli stranieri. Anche del traffico, dei costi della salute o della cementificazione. Detto dal partito degli importatori di auto, dei farmaci e dei grandi immobiliaristi suona stonato. A colpi di slogan razzisti, l’Udc ha comunque saputo astutamente reimporre l’immigrazione come tema faro della campagna. Nell’anno dell’estate più bollente di sempre, le priorità avrebbero dovuto essere altre.

B come Blocher
A 83 anni, il tribuno zurighese tira ancora i cordoni della borsa del primo partito svizzero, l’Udc. Il miliardario con gli stivali ha investito nella campagna qualcosa come mezzo milione di franchi. Altri 100.000 li ha messi la figlia Magdalena, rieletta in Consiglio nazionale dal suo feudo grigionese, sede del colosso di famiglia Ems-Chemie.

C come Centro
Lo stratega Gerhard Pfister non sbaglia. La fusione tra Ppd e Pbd si dimostra azzeccata: l’Alleanza di Centro non solo non perde, ma sorpassa per numero di seggi gli storici rivali liberali. Sempre più ago della bilancia in Parlamento. Nell’attesa di preparare il raddoppio in Governo?

D come Donne
Come l’onda verde, anche quella rosa è in risacca. La Svizzera esce dalla top 30 dei Paesi per parità di genere nei parlamenti. Il 38,5% degli eletti sono donne, contro il 40,5% della legislatura uscente. È il primo calo dal 1971. Nota positiva: Basilea Città, con una delegazione eletta tutta femminile.

E come Editoriali
Debole con i forti, forte con i deboli. Questo il tenore di alcuni commenti del Corriere del Ticino. Pompiere (con la pistola ad acqua) di Marco Chiesa, il quotidiano indipendente di Muzzano è sempre più spostato dove tira il ventaccio: a destra.

F come Finanziamenti
Prima campagna federale di sempre che sottostà a criteri di trasparenza finanziaria. I partiti hanno dovuto indicare budget e grandi finanziatori. I più grossi mecenati sono gli oligarchi dell’Udc: Blocher, Frey e Matter. Per chi vuole mettere i soldi, ma non la faccia, ecco però l’escamotage: l’uso di fondazioni farlocche. A Zurigo, come in Ticino.

G come Greta
L’effetto Greta (Thunberg) quest’anno si è fatto sentire meno. Ma Greta (Gysin) in Ticino fa il suo, mantenendo il seggio ecologista al nazionale anche grazie al ruolo del Forum Alternativo. Batte Bruno Storni nelle primarie di sinistra per gli Stati per il cui consiglio resta l’unica candidata progressista in lizza. Sperando in un miracolo.

H come Hamas
Non bastava la guerra in Ucraina ad alimentare il sentimento securitario anche in Svizzera. Ci si è messo pure Hamas, con la sua azione brutale e riprovevole che ha scatenato l’altrettanto ripugnante risposta di Israele. A pochi giorni dal voto elvetico, una spinta non necessaria per l’Udc.

I come Islam (Alijai)
Kosovaro, invalido e con un nome un po’ così: non certo i requisiti ideali per farsi eleggere in Elvezia. Eppure Islam Alijai (Ps, Zurigo) sarà il primo rappresentante della comunità albanofona nella Berna federale. Colpito dalla nascita da paralisi cerebrale, l’eletto ha un obiettivo dichiarato: la rivoluzione degli invalidi.

L come Liberali
Hanno tentato di avvicinarsi ai Verdi quando il tema faro era il clima: hanno perso. Hanno poi rivirato a destra, scimmiottando l’Udc con cui si sono alleati in alcuni Cantoni: hanno perso. A furia di inseguire le onde del momento, i liberali rischiano di insabbiarsi. Tengono in Ticino, ma servirebbe una sferzata radicale.

M come Mirante
Il risultato della madre madrona di Avanti è ragguardevole. Vanagloriosa, l’ex Ps non si tira certo indietro per il ballottaggio al Consiglio degli Stati per il quale si definisce «unica candidata di centro-sinistra». Ma il panachage non mente: a premiarla, oltre ai senza intestazione, sono stati gli elettori di Lega/Udc (1.521 voti) e Plr (1.087).

N come Nucleare
Oltre che sull’asilo, in campagna elettorale l’Udc ha martellato anche sulla sovranità energetica. Ribadendo chiaramente di volere rimettere sul tavolo l’opzione centrali nucleari. Apocalittico!

O come Obvaldo
È il Cantone più a destra della Svizzera. L’unico dove l’Udc supera il cinquanta per cento delle preferenze.

 

P come Pandemia
La scorsa legislatura è stata marchiata dal Covid-19. Anche in questo caso l’Udc ha saputo profilarsi rispetto agli altri partiti e andando a pescare tra vaccino-scettici e suonatori di campanacci vari. Soli contro tutti: la strategia paga.

Q come Quadri
$a mola mia, la cadrega! Quarto mandato a Berna per il rappresentante di una Lega sempre più cannibalizzata dagli amici udicisti. Dal 2015 al 2023 il buon Lorenzo ha visto praticamente dimezzati i $uoi $uffragi, passati da 35.000 a 18.000. Potrà comunque continuare a dedicarsi alla sua peculiarità: l’a$$enteismo.

R come Romandia
Rimane in parte un’isola rossa. Il Ps è il primo partito a Ginevra, Vaud, Giura e Neuchâtel (oltre che a Basilea Città). Proprio a Neuchâtel riesce il colpaccio con un ticket rosso-verde agli Stati (a scapito del Plr). Senatori progressisti la cui conferma non è però scontata a Ginevra, dove i populisti dell’Mcg hanno fatto prepotentemente ritorno sulla scena nazionale (buona posizione di Mauro Poggia agli Stati, più due seggi al Nazionale). In generale, risale l’Udc e scompare da Berna la sinistra radicale.

S come Socialisti
Il Ps non sbanca, ma aumenta leggermente i consensi sottraendo elettori agli alleati Verdi. Si profila sui temi della fine del mese: potere d’acquisto, premi cassa malati, pensioni. Stravince in Romandia e nelle principali città, cala in Ticino. Nel Canton Vaud, Pierre-Yves Maillard conferma di essere un bulldozer elettorale: con il 52,3% il presidente dell’Unione sindacale svizzera è eletto al primo turno al Consiglio degli Stati. A Neuchâtel, eletta al Nazionale anche la sindacalista di Unia, Martine Docourt.

 

T come Ticiconsult
Nessun effetto negativo per Marco Chiesa e Piero Marchesi a causa della loro fiduciaria non in regola, ma in «buona fede».  L’Udc Ticino ha ormai il vento in poppa, si pappa la Lega e raddoppia mandando a Berna persino Paolo Pamini. Il disagio sociale è più ampio del previsto.

U come Udc
Recupera in buona parte quanto perso quattro anni fa e stravince le elezioni. Ha martellato con lo spauracchio del migrante stupratore, della Svizzera a 10 milioni di abitanti e della penuria energetica. Si mangia gli alleati di destra, domina in buona parte della campagna svizzero tedesca, recupera in Romandia e fa il botto in Ticino. Peggio di così!

V come Verdi
Gli ecologisti (come i Verdi liberali) escono ridimensionati dalla votazione. Il risultato negativo va comunque relativizzato: alla fine perdono “solo” 5 seggi sui 17 conquistati quattro anni fa. Un’analisi approfondita va comunque fatta: troppo istituzionali per taluni, troppo radicali per altri, i Verdi pagano errori comunicativi e mancanza di pragmatismo. Una cosa è certa: l’urgenza climatica è sempre più impellente. Come farvi fronte con un parlamento ancora più deviato a destra?

Z come Zurigo
Città di sinistra (33% per il Ps), il Cantone resta a destra (27,4% per l’Udc). Agli Stati vola direttamente il “socialista” Daniel Jositsch, candidato alla successione di Alain Berset in Governo. Si ritira dal ballottaggio Regine Sauter: per la prima volta da 40 anni, il Plr non avrà un senatore in arrivo dalla locomotiva economica svizzera, che rischia di essere un Udc. Segno di una crisi liberale più che profonda.

Pubblicato il

25.10.2023 00:00
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