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Vittoria del Sei sulla Migros

di

Françoise Gehring Amato
La vertenza che oppone il Sindacato edilizia e industria (Sei) alla Migros Ticino prosegue. Mecoledì, infatti, le parti hanno proceduto al deposito finale degli atti per la causa civile presso la pretura. I tempi per la causa penale andranno, invece, oltre. Come noto il grande distributore aveva denunciato il Sei per il volantinaggio nella sede di Sant’Antonino. Il Sei, molto attivo nella difesa delle condizioni di lavoro delle commesse, aveva deciso un’azione di sensibilizzazione per informare dipendenti e opinioni pubblica sulla situazione nel settore della vendita. Il confronto, intanto, è favorevole al sindacato: una sentenza del Tribunale d’Appello di questa settimana gli dà infatti ragione. Come noto il Sei aveva impugnato il provvedimento cautelare del pretore che intimava al sindacato di non più manifestare sul suolo della Migros. Da adesso, insomma, sul Sei non pende più il divieto di protestare in favore dei lavoratori davanti al supermercato. Si tratta, indubbiamente, di una vittoria, anche se la Migros rimane libera di denunciare il Sei un’altra volta. Migros, dunque, nel mirino dei sindacati. E anche a livello nazionale. Unia e Fcta hanno infatti deciso di unire le forze per migliorare le condizioni di lavoro presso il grande distributore svizzero. Con il motto "M-Mobilitazione, nessun M-Budget per le condizioni di lavoro del personale della Migros" i due sindacati sono scesi sul piede di guerra. "I salari del leader del commercio al dettaglio in Svizzera — tuonano Unia e Fcta — sono bassi e le condizioni di lavoro difficili. Un terzo dei salariati e delle salariate guadagnano meno di tremila franchi netti al mese. La Migros non merita affatto l’immagine di impresa sociale come da lei preteso". I due sindacati denunciano il gigante arancione, in modo particolare, per aver stipulato con centinaia dei suoi dipendenti dei contratti doppi, ossia uno normale e uno per ausiliari, che comporterebbero ore supplementari non correttamente retribuite. Una situazione inaccettabile che i due sindacati vogliono correggere nel quadro di questa nuova azione di forza. L’obiettivo prioritario della campagna è l’ottenimento di un nuovo contratto collettivo di lavoro i sostituzione di quello attuale che scade alla fine del 2002. I negoziati per la formulazione di un nuovo patto sociale sono soltanto all’inizio ma già ora si annunciano assai difficili. Unia e Fcta si aspettano dalla Migros dei miglioramenti sostanziali per tutto il personale, compresi gli impiegtai a tempo parziale e quelli pagati a ore. Chiedono, inoltre, l’abolizione del lavoro su chiamata. Con 80 mila salariati la Migros è attualmente il più grande datore di lavoro privato della Svizzera, ma il tasso di sindacalizzazione è molto basso. Proprio per questo Unia e Fcta hanno deciso di unire le forze: considerato che Unia è figlia del Sei e della Flmo, significa che in questa "M-Mobilitazione" ad essere attivamente impegnate sono tre federazioni sindacali, che rappresentano più di 200 mila membri. Quest’anno la Migros si è impegnata a versare salari mensili di almeno tremila franchi. Un passo nella giusta direzione ma non sufficiente. Unia e Fcta chiedono, per esempio, salari che vanno dai 3 mila 600 fino a 4 mila 500 franchi.

Pubblicato

Venerdì 27 Aprile 2001

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