Diverse settimane fa i giornali ticinesi hanno riportato la notizia dell’inaugurazione di una filiale rinnovata di Migros-Ticino. Di per sé, a mio avviso, l’evento non costituisce una notizia. Ma il fatto che i giornali vi abbiano dedicato spazio è rivelatore di due aspetti. Innanzi tutto, ma è cosa nota, ci indica che i giornali vengono stampati grazie ai soldi della pubblicità. E nessuno, nemmeno il più ingenuo degli stagiaire, si sognerebbe di fare uno sgarbo ad un grande inserzionista come la Migros, ignorando l’inaugurazione di un suo negozio. Secondariamente, sarebbe un atto di disonestà intellettuale da parte mia, non riconoscere che simili notizie interessano i lettori. E questo dipende, probabilmente, non solo da un uso strumentale dell’informazione ma da un interesse pubblico. Non hanno torto (purtroppo) i sostenitori della tesi secondo la quale i grandi magazzini di oggi svolgono un ruolo analogo a quello della piazza: luogo quindi di scambi non solo economici ma anche sociali. In quest’ottica l’inaugurazione di un negozio è quindi assimilabile a quella di una piazza. Non ho tuttavia l’intenzione di soffermarmi oltre sui meccanismi e le logiche che fanno sì che un fatto diventi una notizia. Mi interessa piuttosto proporre una visita guidata, ancorché virtuale, all’interno di questa rinnovata Migros. Se non altro per sottolineare due aspetti che mi hanno colpito. L’organizzazione degli spazi: la disposizione delle merci è tale che sembra quasi di trovarsi ad un mercato, dove si gironzola tra una bancarella e l’altra. Il problema è che… Io non so come voi, cari lettori, facciate la spesa. In casa mia ci organizziamo così: una volta stabilito cosa e quanto ci occorre, prepariamo la lista seguendo mentalmente il percorso che faremo in negozio, reparto per reparto. Ora, il problema è che nella rinnovata Migros non esiste più nessun tipo di percorso. L’organizzazione degli spazi ti obbliga a… gironzolare. E come al mercato ti trovi a comprare cose di cui non hai previsto l’acquisto ma che ti tentano. Chi pensa che la ristrutturazione sia stata fatta per agevolare il cliente è servito: a me sembra sia stata fatta semplicemente per fargli comprare di più. Le casse: sono state dotate di un sistema d’allarme. Si tratta di uno di quei congegni che suona quando lo si passa con un prodotto munito di un’etichetta di sicurezza. Da una parte del corridoio c’è una struttura in metallo con lucina, eccetera; dall’altra c’è una sorta di rete. Quest’ultima impedisce alle cassiere di vedersi. Perché? Non lo so, ma un’idea me la sono fatta. Ho l’impressione che si tratti di introdurre una barriera (supplementare) fra colleghe. Se fossi un giornalista, mi sarei premurato di verificare questa mie impressioni presso la dirigenza Migros. Ma io sono solo un semplice cliente, forse un po’ più critico e sensibile di altri su certe tematiche.

Pubblicato il 

25.01.02

Edizione cartacea

 
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