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Vicini alla meta

di

Maria Pirisi
La scuola cambia pelle. Fermento e nuove prospettive per il mondo scolastico ticinese che si rinnova nel profondo. Sempre più delineato all’orizzonte il progetto dell’Alta scuola pedagogica (Asp) che in tempi brevi passerà al vaglio del Gran Consiglio. Mentre rimbalza la notizia – che ha colto lo stesso mondo politico e studentesco di sorpresa – della cessione delle due facoltà luganesi da parte di una Fondazione privata (presieduta da Renzo Respini) al Cantone (vedi articolo sotto). Ma come cambierà il panorama scolastico alla luce dell’istituzione dell’istituzione dell’Asp e quali conseguenze porterà con sé il progetto. A riguardo abbiamo intervistato Mario Biscossa, presidente del sindacato docenti Vpod. Signor Biscossa, quali cambiamenti implica nella formazione dei docenti l’istituzione dell’Alta scuola pedagogica? L’Alta Scuola Pedagogica (Asp) segna una svolta nella formazione dei docenti ticinesi. Essa è la risposta che il Cantone deve dare alla nuova legislazione federale che impone ai cantoni di accettare i docenti abilitati negli altri cantoni. Questo nuovo dettame impone in tutta la Svizzera regole quadro per le Asp, in modo analogo, per intenderci, a quanto l’Ordinanza federale di maturità impone ai cantoni per le maturità liceali. In concreto, nel nostro cantone, si chiuderanno Magistrale e Istituto abilitazione e aggiornamento (Iaa) per sostituirli appunto con l’Asp. Il progetto prevede una durata di tre anni per la formazione dei docenti di scuola dell’infanzia ed elementare e di un anno per l’abilitazione dei docenti del settore medio e medio superiore dopo il completamento degli studi universitari. I docenti formati/abilitati nell’Asp ticinese potranno – contrariamente a quanto succede oggi – insegnare in tutti i cantoni svizzeri e nell’Unione Europea. Che tipo di impatto si prevede potrà avere l’Asp nel panorama scolastico ticinese? L’Asp avrà il delicatissimo compito di rendere funzionali alla scuola ticinese (e quindi alla società ticinese) le diverse formazioni che i futuri docenti cantonali avranno ricevuto in un panorama sempre più variegato di università: oggi infatti, e sempre più frequentemente, i nostri studenti universitari completano il loro ciclo di studi in sedi diverse di università con uno o più anni trascorsi all’estero. Ma il grande mutamento che verosimilmente verrà apportato alla scuola ticinese sarà la mobilità dei docenti tra settori. A tutt’oggi in Ticino, un docente inizia e termina la carriera sempre nello stesso settore scolastico. La formazione data dall’ASP prevederà la possibilità di essere abilitati per più settori con percorsi formativi particolari. Ovvio quindi che l’Asp avrà un ruolo delicatissimo e dovrà restare fortemente in mano all’autorità cantonale (il Dic, per intenderci) affinché non si creino fratture tra quanto dato in formazione ai candidati docenti e quanto necessita al sistema scolastico cantonale. Qual è la posizione del sindacato docenti Vpod rispetto all’Asp? Il sindacato docenti Vpod sostiene il progetto di Asp per i suoi contenuti e per le nuove possibilità ch’essa offre. Per quanto detto prima, la Vpod si oppone dunque all’assegnazione dell’Asp all’Università ticinese o alla Supsi. Sarebbe un controsenso pericoloso togliere al Cantone la formazione pedagogica di quei docenti che in seguito dovranno raggiungere nelle diverse scuole gli obbiettivi formativi, educativi e culturali, che il Cantone per le leggi federali e cantonali ha il compito di stabilire e far perseguire. Nei prossimi due decenni vi sarà in Ticino (come altrove) una radicale sostituzione del corpo docenti per raggiunti limiti di età. L’alta qualità della scuola ticinese, che quest’anno è stata riconosciuta anche dal popolo ticinese in votazione, potrà essere mantenuta e accresciuta solo se vi sarà un unico organico disegno per le scuole e per la scuola di chi fa scuola. L’istituzionalizzazione dell’Asp è un progetto molto importante che deve saper rispondere ai bisogni crescenti della società e quindi dei nostri giovani. Garantire una solida formazione di base, come pure l’aggiornamento continuo ai nostri docenti è centrale per rispondere adeguatamente alla fame di formazione della nostra società e delle future generazioni. E’ necessario quindi che l’Asp resti in continuo contatto con i suoi utenti (i docenti) e, attraverso loro, con i beneficiari ultimi di questo servizio (i nostri allievi di tutti gli ordini scolastici). Altrettanto importante è che questo contatto sia autenticamente e democraticamente dialettico, cioè in grado di permettere all’Asp di «erogare» formazione pedagogica ma anche e soprattutto di proporsi come un’entità capace di rispondere alle sollecitazione esterne, di sostenere progetti o richieste che partono dal basso, evitando il pericolo di trasformarla in una sorta di «torre d’avorio», dispensatrice di sapere pedagogico posto al di sopra della quotidianità e dei bisogni sempre in trasformazione della scuola. La Vpod ha chiesto (e veglierà in tal senso) che la costruzione dell’Asp avvenga con il forte coinvolgimento dei docenti per la competenza ch’essi hanno quali intermediari tra la realtà della scuola esistente e la nuova istituzione.

Pubblicato

Venerdì 21 Settembre 2001

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