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Vacanze a tempo parziale e previdenza professionale

di

Philip Thomas
Lavoro part time, quante vacanze ho?

Come impiegati a tempo pieno nella nostra ditta si ha diritto a 4 settimane di ferie. Io lavoro all'80 per cento, sempre dal lunedì al giovedì. In autunno vorrei fare un lungo viaggio, per cui nel nostro piano delle presenze ho annotato 4 settimane di vacanze. La mia capa sostiene però che io ho diritto solo a 16 giorni di vacanze all'anno. Io ritengo invece di avere 4 settimane, come coloro che sono impiegati a tempo pieno. Chi ha ragione?

Lei ha fondamentalmente ragione. In base alla legge il datore di lavoro deve concedere ai suoi dipendenti almeno 4 settimane di vacanze all'anno. Chi non ha ancora compiuto 20 anni ha diritto a 5 settimane. In molti casi i contratti collettivi di lavoro o i contratti di lavoro individuali prevedono anche vacanze più lunghe. La loro durata dipende spesso dall'età e dagli anni di servizio. Anche chi è impiegato a tempo parziale ha diritto a 4 settimane senza lavoro all'anno. Chi sostiene che gli impiegati ad esempio al 50 per cento avrebbero diritto soltanto alla metà delle vacanze (cioè 2 anziché 4 settimane) si sbaglia. Lei ha dunque diritto a 4 settimane di vacanze. Di fatto però per una settimana di vacanze lei utilizza soltanto 4 giorni lavorativi (dal lunedì al giovedì), dato che al venerdì ha comunque libero.

Devo pensarci io alla cassa pensione?

Il mese prossimo comincerò a lavorare in un piccolo garage. Finora il titolare ha lavorato da solo. Per questo il mio nuovo datore di lavoro non è affiliato a nessun istituto di previdenza professionale. Devo dunque preoccuparmi io di assicurarmi per il secondo pilastro?

No. Ogni datore di lavoro, che impiega del personale da assicurare obbligatoriamente, deve costituire un istituto di previdenza professionale registrato o aderire ad un tale istituto. Lo prescrive la Legge federale sulla previdenza professionale. Se il datore di lavoro non dispone di un istituto di previdenza proprio, deve sceglierne uno in accordo con i suoi dipendenti. La Cassa di compensazione Avs verifica se un datore di lavoro ha aderito ad un istituto di previdenza registrato. Se non è il caso, lo sollecita a farlo entro due mesi. Se il datore di lavoro non dà seguito a questa sollecitazione la Cassa di compensazione lo fa aderire obbligatoriamente all'Istituto collettore. È dunque il suo nuovo datore di lavoro che deve fare in modo che lei sia assicurato per la previdenza professionale.

Pubblicato

Venerdì 27 Agosto 2010

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