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Va tutto bene

di

Giuseppe Dunghi
Facciamo come la Rtsi, diamo spazio alle notizie dal canton Grigioni! Il governo retico è composto da Claudio Lardi (socialista), Martin Schmid (liberaldemocratico), Stefan Engler (democristiano), Hansjörg Trachsel (democentrista) e Eveline Widmer-Schlumpf (democentrista). Oltre a tante altre doti, queste persone posseggono un tipo particolare di comicità, consistente nel saper mettere in scena storielle divertenti, come Aldo Giovanni e Giacomo ai primi tempi. La storiella è la seguente. A circa due anni dalla nascita, un bambino in una famiglia svizzero-tedesca non parla ancora. Il papà e la mamma sono molto preoccupati, lo fanno giocare con altri bambini, lo stimolano in tutte le maniere, ma niente, non incomincia a parlare. Passano gli anni, si moltiplicano le visite degli specialisti, ma senza alcun risultato: il bambino, nonostante sia perfettamente normale in tutto e per tutto, non pronuncia una parola né una sillaba. E intanto il tempo passa: quattro, cinque, otto anni; la preoccupazione dei genitori diventa disperazione, cercano di compensare con tanto affetto la disgrazia toccata al figlio. Poi a poco a poco subentra la rassegnazione perché il bambino, pur circondato da tante premure, continua a non parlare. Una sera la famiglia è riunita a cena, sono stati serviti i rösti. Il ragazzo cerca con lo sguardo qualcosa sulla tavola, non lo trova, si rivolge al papà: «Papà, per favore, mi passi l’Aromat?». La mamma sviene, il papà quasi non crede a quello che ha udito e gli domanda fra le lacrime: «Hans, non potevi parlare prima?». Hans sgrana gli occhi: «Papà, finora andava tutto bene…». Il mandato dei consiglieri di Stato grigionesi scade il 31 dicembre 2006. Il 7 marzo scorso si sono presentati in Mesolcina tutti assieme, “al di là degli steccati partitici”, per chiedere la rielezione in blocco. Al redattore della Rsi, meravigliato per la prassi inconsueta, uno di loro ha risposto pressappoco così: «I nostri rispettivi partiti non hanno proposto candidati in alternativa, quindi noi chiediamo di essere rieletti». Stupore da parte del giornalista: «Come mai fate campagna elettorale assieme?». «Siamo una squadra affiatata, desideriamo continuare a lavorare insieme anche in futuro, non vediamo perciò il motivo di contrapporci l’uno all’altro». Se i partiti hanno un concetto tanto basso delle proprie idee da considerarle un ostacolo alla governabilità, allora a che cosa servono? Se ne può fare a meno. E riflettendo: visto che i consiglieri di Stato vanno così d’accordo fra di loro, perché stipendiarne cinque? Si potrebbe risparmiare conservandone uno solo, che rappresenti anche il pensiero degli altri quattro: una snella monarchia costituzionale. Ma infine, perché una Costituzione, con le relative spese per interpretarla e aggiornarla? Meglio eliminarla, con un vantaggio per le casse dello Stato. Dunque una monarchia assoluta, da affidare a una persona di buon senso, imparziale, preferibilmente un nobile che potrebbe ricoprire questo ruolo a titolo onorifico, con un ulteriore sostanzioso risparmio. Se tutto va bene, perché fare politica? Quando i lavoratori rinunciano al loro progetto di società, cade anche tutto il resto: svanisce il cosiddetto pensiero liberale e scompare, se mai è esistito, il “referente cristiano”. Tutto si riduce ad amministrazione. Ma amministrare che cosa, se la società è diventata muta?

Pubblicato

Venerdì 24 Marzo 2006

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