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“Unire per cambiare”

di

Maria Pirisi
“Unire per cambiare”. Si apre con questo slogan il Congresso nazionale del Partito del Lavoro (Partito svizzero dei lavoratori, Psdl), in programma da oggi, venerdì 22 a domenica 24 novembre, a Vaumarcus (canton Neuchâtel). A pochi giorni di distanza, altro appuntamento per il Pdl ticinese che per il 29 novembre a Manno (sala Aragonite) organizza una festa con il cantante Paolo Pietrangeli. E sullo sfondo le elezioni cantonali. Per capire meglio come e con chi il Pdl si muoverà, abbiamo intervistato un suo esponente, Norberto Crivelli. Quali sono i punti salienti del vostro programma elettorale? Il nostro piccolo partito ovviamente non presenta un programma di governo. Tuttavia si batterà per quei temi che più da vicino toccano le lavoratrici e i lavoratori. Principalmente ci batteremo contro i tagli della spesa pubblica (nel sociale, nella cultura, nella scuola) e contro lo smantellamento dei servizi pubblici; contro le privatizzazioni e contro i vari pacchetti fiscali, veri e propri vergognosi regali ai ricchi. Siamo per l’introduzione di un moltiplicatore comunale unico uguale in tutto il cantone al fine di eliminare le attuali grandi disparità recuperate solo in parte da una perequazione finanziaria lacunosa e insoddisfacente; siamo a favore di una cassa malati unica con premi proporzionali al reddito e alla sostanza. E la lista naturalmente potrebbe continuare…. Nella copertina del programma (per le elezioni del 1999) del Partito svizzero dei lavoratori c’è la foto di una manifestazione aperta da uno striscione con scritta: “Contro lo smantellamento sociale - Difesa dei servizi pubblici”. Oggi come allora, dunque. Certo stiamo vivendo un periodo difficile caratterizzato da un’offensiva senza precedenti della destra a livello mondiale contro i servizi pubblici e il ruolo dello stato. Senza più ritegno si pretende di sostituire lo stato ovunque ci siano dei profitti da rosicchiare, indebolendolo e delegittimando la politica in favore dell’economia e del mercato ideologicamente portati a soppiantare forme di controllo pubblico e in definitiva di democrazia. Purtroppo spesso vediamo anche una parte di socialisti schierarsi in nome della modernità con la destra, con motivazioni strane e che con il socialismo hanno poco a che fare. Vedi Leuenberger con i tagli a La Posta, con le telecomunicazioni, con i trasporti o con il mercato dell’energia elettrica. Che cosa fondamentalmente vi avvicina al Partito socialista? In sostanza ci sentiamo vicini al Ps quando questo partito si ricorda di essere un partito di sinistra, di essere dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori. Quando conduce con i sindacati, con noi e con altre forze, battaglie importanti contro le privatizzazioni, contro i tagli fiscali iniqui o per una socialità moderna ed efficace. A che punto sono le trattative con il Ps e con il Movimento per il socialismo su eventuali congiunzioni di lista? Al momento a chi vi sentite più vicini e perché? Per il momento siamo in una fase di attesa. Non abbiamo ancora avviato vere e proprie trattative, né con il Ps né con il Movimento per il socialismo. Nell’incontro con il Ps abbiamo discusso di un’eventuale piattaforma programmatica che includa alcuni punti chiave condivisibili da entrambi i partiti. I punti in comune comunque non mancano e questo perché le posizioni del Ps ticinese sono spesso più a sinistra di quelle del Ps nazionale. Un accordo per eventuali congiunzioni potrebbe entrare concretamente in linea di conto. I rapporti (o i non rapporti) con il neonato Movimento per il Socialismo (curiosamente il programma del Psdl del 1991 si chiamava proprio così) per ora si sono limitati ad un breve scambio di informazioni sulle prossime elezioni, senza nessun impegno da entrambe le parti. Non crede – sulla base dell’osservazione di quanto va accadendo in Italia con la frammentazione della sinistra – che l’unità sia ancora la carta vincente se si vuole affermare una visione politica alternativa a quella dilagante di destra e neoliberista? L’unità delle forze di sinistra è sicuramente una carta vincente per battere le politiche pericolose delle destre. Ma attenzione! Unità ma per far cosa? Appunto per affermare una visione politica alternativa a quella dilagante neoliberista. Ora proprio l’esempio italiano ci ha insegnato che per battere le destre non bisognava rincorrerle sul loro terreno con continui cedimenti alle politiche neoliberiste, proprio come ha fatto il governo di centrosinistra nei 5 anni in cui è stato al potere. Anche in Svizzera è necessario che si sviluppi una sinistra antagonista non legata a compromessi con la politica governativa, dettata dai partiti borghesi. Il Ps è spesso prigioniero di tali pastette risultando così poco efficace o addirittura poco credibile nelle battaglie contro i neoliberisti. Un polo a sinistra del Ps con un suo gruppo parlamentare è indispensabile per acquisire credibilità. Il Psdl ne è convinto e sta cercando con aperture e iniziative di realizzare una simile prospettiva. Purtroppo altri gruppi e gruppetti, a volte chiusi e settari, per ora credono di poter portare avanti da soli le “loro verità”. Speriamo si ravvedano presto e contribuiscano con noi a costruire questa sinistra antagonista così necessaria anche in Svizzera. Che cosa ne pensa della proposta di Rossano Bervini di creare una «federazione di sinistra, una sorta di polo progressista»? È una barzelletta? Federazione di sinistra, polo progressista? E per far cosa?

Pubblicato

Venerdì 22 Novembre 2002

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