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Unia Ticino e Moesa è pronto

di

Stefano Guerra
«C’è parecchio lavoro da fare in questo Cantone». È con un implicito invito alla solerzia che Saverio Lurati, segretario regionale del Sindacato edilizia & industria (Sei), ha descritto mercoledì alla Casa del Popolo lo spirito che dovrebbe animare la settantina di collaboratori del nuovo sindacato interprofessionale Unia a sud delle Alpi. Unia Ticino e Moesa sta nascendo in effetti in una delicata fase caratterizzata da importanti rinnovi contrattuali (pittura, falegnameria) e da una pressione al ribasso sui costi di produzione da parte di aziende e alcune associazioni padronali. Si tratta quindi di raddoppiare le forze, ha detto Saverio Lurati, in modo da «essere operativi sul territorio al 1. gennaio 2005, pronti con tutte le strutture e con un’organizzazione funzionante al cento per cento». Con i suoi 17’532 soci Unia Ticino e Moesa – che impiegherà una settantina di persone e avrà la sua sede centrale in via Canonica 3 a Lugano – diventerà la quinta regione in ordine di grandezza del nuovo sindacato interprofessionale al quale daranno vita il prossimo 16 ottobre a Basilea Sei, Flmo, Fcta, unia (terziario) e actions-unia (Ginevra). Il via libera definitivo alla nascita di Unia Ticino e Moesa è stato dato giovedì scorso dai comitati dei sindacati Sei e Flmo. Si è così consumata l’ultima tappa di un lungo processo di integrazione strutturale avviato con la costituzione di gruppi misti nell’autunno del 2003 e suggellato dal protocollo d’intesa firmato il 14 maggio dai presidenti centrali, dai presidenti e dai segretari regionali di Sei e Flmo. L’accordo finale è giunto a poco più di un mese dal congresso costitutivo di Unia del 16 ottobre a Basilea e a poco meno di quattro mesi dalla nascita formale del nuovo sindacato interprofessionale. Un primo bilancio dell’attività di Unia Ticino e Moesa verrà stilato al congresso del 9 aprile 2005. «Oggi in media una persona cambia lavoro tre volte nella sua vita e quindi le risposte sindacali settoriali non bastano. Per questo Unia sarà un sindacato interprofessionale», ha spiegato Saverio Lurati. Il futuro segretario regionale responsabile ha descritto il progetto politico di Unia, sindacato «presente su tutto il territorio» e «radicato sui posti di lavoro», che vuol farsi interprete non solo delle difficoltà di salariate e salariati ma anche di quelle di «tutta quella parte di società precarizzata ad oltranza», con un occhio di riguardo per «i diritti delle minoranze e delle fasce marginalizzate», per la sicurezza e la salute, per la formazione e per «un sistema previdenziale degno di tale nome». A livello strutturale una delle novità principali sarà il Congresso che ogni quattro anni definirà le linee direttive di Unia Ticino e Moesa: «così ci rendiamo più autonomi rispetto alle nostre centrali, anche se nei limiti dei loro orientamenti», ha precisato Lurati sottolineando pure il carattere collettivo che la Conferenza dei segretari conferirà alla nuova struttura professionale (si veda anche box). La struttura professionale e gli organi militanti di Unia Ticino e Moesa saranno dal prossimo 1. gennaio al servizio di due obiettivi prioritari: l’estensione della copertura contrattuale collettiva e il miglioramento dei salari. «I salari pagati in Ticino sono spesso insufficienti e non garantiscono una qualità di vita decente», ha spiegato il futuro cosegretario regionale Rolando Lepori che ha citato l’esempio del settore orologiero: «A Neuchâtel il salario minimo è di 3’900 franchi, in Ticino di 1’971 per le donne e di 2’276 per gli uomini. Si tratta di un problema serio, da affrontare, che preclude inoltre l’impiego di residenti: per gli Uffici regionali di collocamento è praticamente impossibile collocare disoccupati in questo settore». «E questi giochetti – ha aggiunto Lepori – li fanno aziende rinomate come la Swatch, che a livello svizzero firmano contratti collettivi ma poi fanno pressione sulle ditte in Ticino affinché non firmino Ccl». Il maggior peso (perlomeno quello numerico, a livello contrattuale si vedrà) del nuovo sindacato rispetto ai tre attuali potrebbe far evolvere la situazione nel selvaggio settore orologiero in Ticino, così come favorire l’estensione del prepensionamento nell’edilizia agli altri settori professionali, «e non solo a quelli dei pittori e dei falegnami», ha precisato il futuro segretario della sezione Sottoceneri Gabriele Milani. Scenari positivi, sui quali non dovrebbero gravare né un’eventuale perdita di associati (segnalata da Lepori per la Flmo, cfr. area, n. 26, 25 giugno 2004, ma smentita mercoledì da Lurati: «noi non abbiamo nessuno segnale, anzi. Non vedo grosse preoccupazioni»), né tantomeno le vicissitudini della sezione ticinese della Fcta («è un problema di un gruppetto che gravita attorno all’ex segretario» Domenech, ha spiegato Marco Tognola, membro del comitato centrale della Fcta). Come in altre regioni del futuro sindacato interprofessionale, la direzione di Unia Ticino e Moesa sarà bicefala: segretario regionale responsabile sarà Saverio Lurati (attuale segretario regionale del Sei), cosegretario Rolando Lepori (attuale segretario regionale della Flmo). La direzione sarà affiancata da una Conferenza dei segretari che riunirà: i segretari delle tre sezioni (Gabriele Milani per il Sottoceneri, Matteo Pronzini per Bellinzona e Biasca, Roberto Gallina per Locarno); i responsabili dei settori di attività (Rolando Lepori per l’industria, Luca Gatti per il terziario, Enrico Borelli per l’edilizia, Rolando Lepori e Gabriele Milani per l’artigianato); e quelli delle finanze (Roberto Gallina), dell’amministrazione (Teresa Guarna-Ortelli), della cassa disoccupazione (Roberto Ghisletta) e dei gruppi di interesse (Ivana Ghioldi). La preponderanza dei funzionari del Sei nella struttura professionale di Unia Ticino e Moesa (riflesso del maggior apporto in soci al nuovo sindacato rispetto alla Flmo, si veda tabella) non si ritroverà negli organismi militanti (congresso, assemblea regionale, comitato direttivo regionale, comitati sezionali e conferenze professionali) per i quali si è optato per una rappresentanza paritaria dei due maggiori sindacati.

Pubblicato

Venerdì 10 Settembre 2004

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