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Una modesta proposta: ammazziamo i disoccupati

di

Angelo Ciampi
Sin dall'inizio degli anni '90 un numero consistente di disoccupati ha varcato le soglie degli atelier di lavoro di Sos Ticino. A differenza di quanto pensano tanti esponenti della destra sociale e politica, non si tratta di persone che abusano dell'assicurazione disoccupazione o che cercano in ogni modo di evitare la ricerca di una nuova occupazione; si tratta, invece, di donne e uomini che subiscono gli effetti nefasti di un mercato del lavoro asfittico ed estremamente concorrenziale.
Molte di queste persone rischierebbero di far la parte dei, come si dice a Napoli, "cornuti e mazziati" nel caso in cui all'inizio del 2011 dovessero entrare in vigore le norme previste nella quarta revisione della Ladi. È quanto abbiamo appurato nel corso di un colloquio con i partecipanti a due programmi occupazionali.
In un atelier su 12 persone ben 7 sarebbero interessate da almeno una modifica. Un partecipante con un guadagno intermedio rischierebbe di non vedere più "premiati" i suoi sforzi di trovare un lavoro sia pure a tempo parziale, poiché una modifica prevede che la cosiddetta "indennità di compensazione", che consente un aumento del reddito mensile percepito se fosse totalmente in disoccupazione, non verrà più presa in considerazione per il calcolo dell'indennità giornaliera in un nuovo termine quadro. Un partecipante di oltre 55 anni ha lavorato 18 mesi prima di entrare nuovamente in disoccupazione: con le nuove misure non percepirà più 520 indennità ma 400.
In un altro atelier due partecipanti che stanno per esaurire le 400 indennità giornaliere rischierebbero in futuro di non beneficiare delle misure di Berna che consentono ai cantoni con una disoccupazione superiore al 5 per cento, come il Ticino, di aumentare le indennità da 400 a 520.
A subire le conseguenze più pesanti delle nuove misure saranno i giovani. Su un totale di 25 partecipanti ben 8 giovani vedrebbero la loro situazione finanziaria peggiorare in maniera netta. Non avendo figli dovranno aspettare un mese, e non più un settimana, per percepire la prima indennità. Inoltre, due giovani con meno di 25 anni vedrebbero ridotte le indennità giornaliere da 400 a 200.
Ma qual è il senso, la ratio, di tali peggioramenti? La risposta che viene data è che in tal modo è possibile garantire il finanziamento della Ladi a lungo termine. Se così stanno le cose, ci permettiamo di fare una modesta proposta che garantirà in eterno il suo finanziamento: ammazziamo i disoccupati, così non rappresenteranno più un problema finanziario ma al massimo un problema su dove seppellirli.
Sos Ticino invita tutti i cittadini a raccogliere le 50'000 firme necessarie per indire il referendum contro la revisione della Ladi. Occorre affermare l'idea di uno "stato sociale" che sappia indirizzare l'economia e attuare politiche di salvaguardia dei diritti sociali intesi come diritti assoluti, al di fuori di logiche aziendalistiche di profitti e perdite, perché se si è prigionieri di una mentalità legata ai costi di gestione, allora dobbiamo accettare il pensiero di chi si pone il problema di come contenerli tagliando le prestazioni (come appunto sta avvenendo con la Ladi) piuttosto di come reperire le risorse nella produzione per garantire dei diritti universali.

Pubblicato

Venerdì 28 Maggio 2010

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