Una Svizzera più giusta - la sfida dei socialisti

Il Tribunale federale, due settimane fa, ha detto no alle aliquote regressive nel canton Obwaldo poiché la nuova legge fiscale non rispettava il principio costituzionale che ogni cittadino deve pagare le imposte secondo la sua capacità economica. Anche se oltre tre quarti dei cittadini ha sostenuto un tasso decrescente per le persone con reddito sopra i 300 mila franchi Obwaldo deve rispettare le regole ancorate nella Costituzione, ha concluso il Tribunale federale.
Significativa la reazione dell'Udc, che critica aspramente i giudici; anche il Plr è scontento poiché la sentenza limiterebbe l'autonomia cantonale e la concorrenze fiscale. È preoccupante: i liberali, trent'anni fa, difendevano lo Stato di diritto, ma adesso criticano il Tribunale federale poiché contrasterebbe la loro fede nella concorrenza fiscale con la massima libertà possibile. Ormai i liberali seguono spesso quasi ciecamente l'Udc nella speranza di non perdere più voti a destra. Ne è un esempio l'iniziativa dei liberali zurighesi per quasi cancellare il diritto di ricorso delle organizzazioni ambientaliste che il Consiglio federale ha deciso di sostenere – all'errore di un partito si somma così il grave errore della maggioranza borghese del governo, sempre più apertamente schierato a favore della deregolamentazione. Il peso di Christoph Blocher si fa sentire.
Ma torniamo al tema delle imposte. L'unico grande partito borghese a prendere atto con soddisfazione della sentenza del Tribunale federale è il Ppd, che però ne trae una conclusione sbagliata dichiarando superflua l'iniziativa popolare del Pss "Per imposte eque". I giudici di Losanna dichiarano fuori gioco unicamente le aliquote regressive, ma non limitano altrimenti la concorrenza fiscale tra cantoni. L'iniziativa popolare socialista contro gli abusi in materia di concorrenza fiscale è quindi provvidenziale per convincere le cittadine e i cittadini della necessità di impedire il turismo fiscale che permette ai super-ricchi di risparmiare ogni anno alcuni milioni di imposte cambiando cantone e comune. La proposta socialista, oltre a vietare la tassazione regressiva, chiede delle aliquote minime del 22 per cento per i redditi sopra i 250 mila franchi e del 5 per mille per i patrimoni superiori ai due milioni di franchi. La sinistra si trova in buona compagnia. Carl August Zehnder, già professore al Politecnico di Zurigo, propone una soluzione un po' diversa ma con lo stesso scopo: evitare le perversioni della concorrenza fiscale. Il Consiglio federale, occupandosi recentemente del modello Zehnder, ha ammesso che comuni e cantoni diventerebbero meno dipendenti dai cambiamenti di residenza dei super-ricchi, tuttavia preferisce la spietata concorrenza fiscale.
Visti i nefasti effetti di una politica borghese che ridistribuisce la ricchezza dai meno abbienti e dal ceto medio ai più facoltosi i socialisti hanno l'opportunità di convincere la popolazione ad impegnarsi per una Svizzera più giusta, tramite l'iniziativa "Per imposte eque", e per una Svizzera ecologica, battendosi contro la quasi abolizione del diritto di ricorso delle organizzazioni ambientaliste. Questi sono solo due esempi tra parecchi che permetterebbero ai socialisti di profilarsi come i veri promotori di una Svizzera solidale, sociale e aperta. Saprà il Pss nella discussione politica sfruttare le debolezze del modello dei borghesi? Saprà il Pss imporre all'ordine del giorno della campagna elettorale la scelta tra una Svizzera solidale e una Svizzera individualista, egoista e chiusa?

Pubblicato il

15.06.2007 12:30
Beat Allenbach