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Un veleno che uccide ancora

di

Veronica Galster
Il 1° maggio è alle porte. Quest'anno il tema che accompagnerà la manifestazione ticinese sarà la tutela della salute sui luoghi di lavoro. Al centro, una riflessione sul dramma dell'amianto che, utilizzato soprattutto nell'edilizia tra gli anni '50 e '70, ha causato e continua a causare un altissimo numero di morti. A partire dagli anni '70 c'è stata una crescente presa di coscienza della pericolosità di questo materiale, soprattutto da parte di chi vi lavorava a stretto contatto e vedeva (e vede ancora) morire i propri colleghi. Ma oggi qual è il nostro rapporto con questo materiale, ancora presente in molti edifici?
Le autorità tranquillizzano: «se in buono stato, non intaccati, strofinati o fresati, i materiali contenenti amianto non liberano fibre nell'aria e quindi non causano danni alla salute». Bene, se però qualcuno, senza sapere di avere a che fare con amianto, lo manipola senza le dovute precauzioni, allora nell'aria si liberano delle minuscole fibre che inalate possono provocare l'insorgere, in genere tra i 20 e i 40 anni dopo, di malattie mortali. Materiali contenenti amianto sono ancora presenti in diversi edifici, anche in scuole, asili e strutture pubbliche di vario genere (non esiste una lista completa delle costruzioni che possono avere parti in amianto). Nei casi conosciuti, questi stabili sono stati "bonificati", cioè l'amianto è stato isolato e quindi "reso innocuo". La sua presenza ridiventa però un problema ogni volta che si devono effettuare dei lavori, a seconda di dove si trova l'amianto e in che forma è presente (a volte anche un semplice buco nel muro può essere pericoloso), e sarà un problema al momento della loro demolizione.
La questione dell'amianto è quindi lontana dall'essere un problema del passato. Alcuni lavoratori ne sono ancora a contatto, a volte senza saperlo (proprio perché non è stato fatto un censimento completo degli stabili a rischio), come dimostra il caso del Centro di formazione professionale di Gordola, bonificato nel 2005 dopo che a un formatore era stato riscontrato un tumore tipico da esposizione a fibre di amianto. È stata proprio la segnalazione del suo medico curante che ha permesso di risalire alla presenza di alcune lastre d'amianto nel suo ufficio.

Pubblicato

Venerdì 23 Aprile 2010

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