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Un tetto per tutti

di

Francesco Bonsaver
Dalla clandestinità al riconoscimento pubblico. Questo il percorso di casa Astra, la struttura del Movimento dei senza voce (Mdsv), "il porto dei senza tetto" di Ligornetto. Dall'inizio del 2004 la casa ha risposto ad un bisogno concreto ad una moltitudine di persone che per i più svariati motivi si sono ritrovate senza un tetto sotto il quale dormire, mangiare e lavarsi. Grazie alla costanza e alla tenacia dei militanti del Mvds che hanno dovuto superare non poche difficoltà nel gestire una situazione di precarietà e grazie al fatto che la sua utilità è stata riconosciuta da autorità comunali e da enti operativi nel Mendrisiotto nell'ambito sociale, Casa Astra esce dal suo statuto di clandestinità. Con decisione del 6 dicembre 2006, il governo cantonale ha infatti ritenuto giustificato il diritto all'accesso ai fondi della lotteria intercantonale per coprire, nella misura del 30 per cento, parte delle spese della struttura finora coperte grazie a donazioni e l'impegno dei volontari del Mdsv.

Dalla sua nascita nel 2000, il Movimento dei senza voce non ha mai smesso in questi anni di far sentire la propria voce in Ticino a difesa di chi si trova nella difficoltà oggettiva di non poter avere neanche un tetto dove passare la notte. Conosciuto nel passato dall'opinione pubblica soprattutto per il sostegno dato alla comunità ecuadoriana  in Ticino, il Mdsv ha costantemente rivendicato la necessità di garantire a tutti, indipendentemente dal suo statuto, i diritti umani fondamentali quali un tetto, un pasto caldo a chi ne è sprovvisto in un periodo della sua esistenza. La soluzione proposta era quella di un centro di prima accoglienza, sulla scorta di quelli già esistenti in diversi cantoni.
A sostegno del centro di prima accoglienza il Mdsv aveva consegnato il 25 aprile 2003 al governo una petizione. La petizione aveva spinto il Dipartimento socialità e sanità, tramite la Divisione azione sociale, a commissionare uno studio alla Supsi che verificasse l'entità del fenomeno dei senza tetto in Ticino.
Dallo studio era emerso che «il fenomeno esiste, con una dimensione contenuta ma non irrilevante e in crescita, e che le persone in difficoltà e senza alloggio sono molto eterogenee: per età e per sesso; per statuto legale e per cause del disagio». Nel 2004 le persone che si erano rivolte a delle organizzazioni o enti dislocati sul cantone con la necessità di avere un tetto erano 833.
Le autorità cantonali avevano giudicato il numero di casi insufficiente per giustificare l'apertura di un centro di prima accoglienza per le persone senza tetto a livello cantonale, aggiungendo però che «sul territorio vi sono delle strutture decentrate,seppure carenti e insufficienti, che offrono una risposta. Sono queste soluzioni locali che occorre potenziare e ampliare». Il Mdsv, non potendo attendere i tempi lunghi della politica che mal si conciliano con chi ha l'urgenza  di un tetto, ha deciso di aprire una struttura propria che potesse fungere da luogo di prima accoglienza. La struttura, grazie anche alla sensibilità del proprietario, è stata aperta nel 2002 a Ligornetto nel Mendrisiotto. Ma si trattava di una struttura "clandestina", poiché non poteva rivelare ufficialmente la propria esistenza malgrado tutti ne fossero a conoscenza (cfr. area ndr. 20 del 25.5.2005). La casa è presto diventata un "porto dei senza tetto", e malgrado le mille difficoltà economiche e materiali vissute dai militanti del Mdsv, ha proseguito la sua nobile attività in questi anni.
E ora sembra che la costanza sia stata premiata. Proprio in ragione della sua valenza regionale, riconosciuta dagli enti che compongono la rete sociale del Mendrisiotto, oltre che da un'occupazione dei 16 posti letto del 76 per cento in sei mesi (2'209 letti occupati sui 2'880 disponibili), ha ricevuto il 6 dicembre 2006 il riconoscimento delle autorità cantonali per la sua attività. Riconoscimento che permette di poter accedere ai fondi della lotteria intercantonale, dai quali riceverà 50 mila franchi sul totale di 180 mila franchi preventivati. Una boccata d'ossigeno che permette ai militanti del Mdsv di avere qualche certezza in più per proseguire con il progetto.
L'attività di Casa Astra, che riprenderà a pieno regime nel mese di febbraio, sarà seguita da un gruppo di accompagnamento, composto da diversi enti statali e presieduto da Martino Rossi, capo della Divisione dell'azione sociale.
Aperta 24 ore e dotata di 16 posti letto, Casa Astra di Ligornetto, sarà un posto in cui sarà possibile dormire, mangiare, avere assistenza sanitaria e giuridica, un atelier nel quale chi lo desidera potrà lavorare, e al cui interno vi lavoreranno due operatori (uno al 60, l'altro al 40 per cento).
La parte restante dei soldi necessari per il finanziamento della casa saranno garantiti dall'autofinanziamento e da donazioni provenienti da terzi. A questo proposito chi volesse sostenere il Centro con ore di volontariato può contattare il Mdsv allo 091 825 05 63 (www.senzavoce.ch; info@senzavoce.ch) oppure può versare un contributo sul Conto corrente postale n° 65-9483-6 intestato al Movimento dei senza voce con la causale "Centro di prima accoglienza".


Pubblicato

Venerdì 26 Gennaio 2007

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