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Un solo occhio sul "fiscogate"

di

Stefano Guerra
Almeno per ora nessuna Commissione parlamentare d’inchiesta (Cpi, vedi anche a pagina 10) farà luce sul “fiscogate”, il terremoto politico-istituzionale che sta facendo tremare il Dipartimento delle finanze e dell’economia (Dfe) e la sua direttrice Marina Masoni. Lo ha deciso lunedì il Gran Consiglio, respingendo una richiesta in tal senso del Partito socialista (Ps). Con 40 voti contrari, 17 favorevoli e 24 astenuti (buona parte del gruppo liberale-radicale), il parlamento ha deciso che è meglio attendere i risultati dell’inchiesta amministrativa decisa la scorsa settimana e che dovrebbe concludersi entro un paio di mesi. Poi, eventualmente, se ne riparlerà. Al termine di un dibattito che un indiavolato Mauro Dell’Ambrogio ha subito fatto slittare sul piano degli attacchi personali, area ha messo a confronto proprio il capogruppo del Plrt e Marina Carobbio Guscetti, capogruppo socialista. Mauro Dell’Ambrogio, come spiega l’astensione del gruppo Plrt? O si vuol far chiarezza fino in fondo, oppure no... Dell’Ambrogio: La consigliera di Stato liberale-radicale Marina Masoni è coinvolta in prima persona. E siccome il Plrt ha un grosso peso non abbiamo voluto dare l’impressione di uno schieramento opportunistico, per coprire a tutti i costi la nostra consigliera di Stato. Nel merito abbiamo ritenuto non giustificata la richiesta di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta (Cpi). Il senso della nostra astensione è quello di dire: decida il resto del parlamento se quest’inchiesta s’ha da fare oppure no. Si potrà riparlarne fra due mesi, quando dovrebbe essere terminata l’inchiesta amministrativa? Dell’Ambrogio: Anche la richiesta del Ps si è modificata nel tempo [da quando, a metà dicembre, la capogruppo Marina Carobbio Guscetti chiese senza successo l’istituzione di una Cpi, ndr]. I motivi e l’oggetto stesso della richiesta socialista non erano gli stessi di oggi. Nel frattempo sono saltate fuori altre cose [le novità sul caso Monn e le rivelazioni sul caso della fondazione Villalta dell’Argine della famiglia Masoni con sede a Svitto, ndr]. Come si è modificata la richiesta d’indagine dei socialisti, anche la nostra posizione potrebbe modificarsi in futuro, a dipendenza di fatti e situazioni. Marina Carobbio Guscetti, non sarebbe stata prematura una Cpi in questo momento? Carobbio Guscetti: No. Noi la Cpi l’avevamo chiesta già a metà dicembre, dopo aver sollevato delle questioni in parlamento e all’indirizzo di governo e direttrice del Dfe. E dopo aver proposto una discussione generale in parlamento – che ci è stata rifiutata – su ciò che avveniva all’interno della Divisione delle contribuzioni. E oggi abbiamo esplicitato quello che secondo noi doveva essere il mandato della Cpi. È ammissibile che in un caso del genere il parlamento, organo cui spetta la vigilianza sull’amministrazione, non possa dare delle risposte politiche alle domande che i contribuenti si pongono? Dell’Ambrogio: Al di là dell’elenco “ufficiale” dei motivi che giustificherebbero una Cpi da parte di Marina Carobbio, gli interventi oggi in aula dei deputati socialisti dimostrano che l’obiettivo politico è quello di battere il ferro finché è caldo su aspetti quali la vicenda della fondazione Villalta, indipendentemente dalla loro natura privata o di interesse pubblico. In politica si possono sempre addurre motivazioni apparentemente oggettive, pulite, trasparenti, ma l’obiettivo della richiesta è fin troppo evidente. Il Ps sta strumentalizzando la vicenda? Carobbio Guscetti: No. L’ambito di accertamento della Cpi – che deve far luce sull’operato di Marina Masoni in quanto responsabile politico del Dfe e della Ddc – dev’essere separato dalla questione legata all’incarto giacente che riguarda la sua famiglia. Un altro discorso è la valutazione dell’opportunità politica di avere una fondazione fuori cantone di cui lei è beneficiaria e per la quale non si è mossa per farla tornare in Ticino. I due aspetti vanno scissi: il secondo non può essere di competenza della Cpi; ciò non toglie che i partiti devono esprimere la loro posizione politica sulla questione. A mio avviso un politico deve avere rigore nel portare avanti le sue scelte personali che influenzano poi la sua attività politica. Nel caso della fondazione Villalta si assiste a una sorta di duello tra chi tenta di far emergere la questione morale e chi invece mette in primo piano la legalità. Carobbio Guscetti: Evidentemente si è cercato di nascondere l’aspetto etico, da un lato invocando la violazione del segreto fiscale e dall’altra adducendo motivi legali. Certo che è legale avere una fondazione in un altro cantone, ma qui si tratta di una questione di opportunità politica: l’ha detto persino il presidente del Plrt. Dell’Ambrogio: Io ho detto in aula parlamentare che un ex politico che ottimizza oltre i limiti del buon gusto la situazione fiscale della sua famiglia non fa un favore alla figlia che oggi è in politica. Ma è un aspetto che dovrà valutare l’elettore. Con lo stesso metro si potrebbe anche giudicare eticamente discutibile che una parlamentare ticinese [in allusione a Marina Carobbio Guscetti, ndr] abbia il suo studio medico in un altro cantone. È una questione di misura, di sensibilità: ci sono diversi gradi di inopportunità. Ma aldilà di questo non è accettabile che di queste scelte private, finché non vi sono indizi di abuso della propria funzione pubblica per coprirle o renderle possibili, si faccia oggetto addirittura di inchieste parlamentari. Marina Carobbio Guscetti, quanto inopportuno è avere uno studio medico fuori cantone? Carobbio Guscetti: Il collega Dell’Ambrogio lancia attacchi personali tentando di coprire il dibattito politico. Tutti sanno che ho uno studio medico di gruppo a Roveredo, nei Grigioni, a cinque minuti da dove vivo [Lumino, ndr]. Sono disposta sin d’ora a presentare la mia dichiarazione fiscale. E comunque pago le imposte in due cantoni, prevalentemente in Ticino, e ho una ripartizione intercantonale. Dell’Ambrogio, che conosce il settore sanitario in Ticino per averci lavorato, dovrebbe sapere che il punto Tarmed [in base al quale vengono remunerate le prestazioni mediche, ndr] nel canton Grigioni è nettamente inferiore a quello ticinese. Se fosse per convenienza dovrei lavorare in Ticino. Dell’Ambrogio la presenterebbe la sua dichiarazione fiscale? Dell’Ambrogio: Senza problemi. Con questo non voglio dire che io nell’arco della mia vita non abbia avuto dei comportamenti di ottimizzazione fiscale. Come fare tanti figli per beneficiare di maggiori deduzioni, come ha sostenuto Manuele Bertoli...? Dell’Ambrogio: Perché no? Ho anche eseguito lavori di riattazione nella mia casa sull’arco di più anni, invece che in un anno solo, ottimizzando così la deduzione fiscale. Ho la coscienza tranquilla. Non è accettabile che si utilizzi lo strumento della Cpi per mettere alle corde l’avversario politico giocando sotto la cintura con gli umori della gente. Marina Carobbio Guscetti, state tirando colpi bassi? Carobbio Guscetti: Il dibattito parlamentare di oggi ha dimostrato chi tenta di colpire basso. I motivi per istituire una Cpi ci sono. Aldilà di questo abbiamo fatto – e non solo noi socialisti – una valutazione sull’opportunità politica della fondazione della famiglia Masoni. E da anni critichiamo un certo tipo di impostazione politica che ha portato ai problemi scoppiati oggi all’interno della Ddc. Più volte sono intervenuta chiedendo qual era la qualità dell’accertamento fiscale e dell’evasione delle pratiche fiscale. E mi è sempre stato risposto che tutto andava bene. Ripeto: da altre parti si lanciano attacchi personali per nascondere i veri problemi che preoccupano tutti i cittadini. La sensazione è che anche all’interno del Plrt – fatta salva la roccaforte luganese – la fiducia in Marina Masoni si stia incrinando. Dell’Ambrogio: All’ultima seduta del comitato cantonale, tutto il partito ha espresso solidarietà nei confronti di Marina Masoni, obiettivo di attacchi personali non giustificati. Ciò non toglie che possano essere mosse critiche al suo operato, ma non per comportamenti che la renderebbero indegna della carica. Il fatto che all’interno del Plrt vi siano apprezzamenti diversi sul suo operato (e del resto anche sulla sua politica in generale) è normale in un partito che rappresenta sensibilità molto diverse. Staremo a vedere se diminuirà il consenso verso di lei, ma non sarà per le campagne di stampa attuali.

Pubblicato

Venerdì 27 Gennaio 2006

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