Un franco per ogni firma raccolta. È quanto promette il Partito socialista svizzero (Pss) ad ogni sezione che si impegnerà nello sprint finale per la riuscita dell’iniziativa popolare "Per un’Avs sicura" che vuole destinare gli utili della Banca nazionale al finanziamento del primo pilastro. Il termine per il deposito delle centomila firme necessarie scadrà fra un mese e mezzo, il 9 ottobre. Finora sono giunte al segretariato del Pss soltanto 45 mila firme convalidate. Altre 40 mila sono state raccolte e di queste, in base all’esperienza, ne verranno convalidate circa 32 mila. Perché l’iniziativa riesca devono arrivare ancora almeno 30 mila firme. Le sezioni del Pss sono già state informate durante l’estate delle difficoltà incontrate nella raccolta delle firme. Ora è in corso un’informazione capillare ad ognuno dei 38 mila iscritti. Il tempo stringe e il rischio di una figuraccia su un tema estremamente sensibile per un partito attento alle tematiche sociali è forte. Tanto più che fra un mese si voterà sull’iniziativa Udc volta a destinare all’Avs le eccedenze d’oro della Banca nazionale, e il Pss non può permettersi, ad un anno dalle elezioni federali, di lasciare libero alla destra questo campo. In realtà il Pss è salito sul carro dell’iniziativa in un secondo tempo, all’inizio di quest’anno, quando la raccolta di firme era già in corso. «L’organizzazione del comitato d’iniziativa non era però sufficiente», spiega ad area Jean-Philippe Jeannerat, portavoce del Pss, che commenta: «le buone idee non sono sufficienti per garantire il successo di una raccolta di firme». Ma nemmeno l’intervento in seconda battuta del Pss ha portato i frutti sperati, così che ora ci si è decisi per degli incentivi finanziari: «destinati esclusivamente alle sezioni, non ai singoli che raccolgono firme», precisa Jeannerat. Il Pss non è rassegnato, e in Spitalgasse a Berna c’è la convinzione di potercela fare, ma «dovremo ancora batterci a fondo». Per il futuro però, secondo la presidente del Pss Chriatiane Brunner, il partito dovrà studiare dei correttivi: il lancio di un’iniziativa potrà essere deciso soltanto dal Congresso e il sostegno ad iniziative partite da altre organizzazioni dall’Assemblea dei delegati. La sinistra criticò duramente qualche anno fa la Denner, che per prima aveva adottato il metodo di compensare con incentivi finanziari chi s’impegna in prima persona nella raccolta di firme. Il Pss ora non si contraddice? «Su questo problema abbiamo riflettuto molto negli scorsi anni», spiega Jeannerat, «e abbiamo dovuto concludere che in un modo o nell’altro la democrazia costa. Ad esempio l’invio capillare di una lettera ad ogni iscritto costa un franco per esemplare. Eppoi oggi è diventato molto più difficile contattare la gente: l’organizzazione di uno stand informativo o di raccolta di firme richiede dunque molto lavoro e molto impegno da parte delle sezioni e dei singoli militanti. E ci sembra giusto onorare questo lavoro con un compenso che è simbolico». Il franchetto per ogni firma proverrà dal "Fondo campagne" del Pss, alimentato solo da donazioni. Ma così facendo il Pss non contribuisce alla mercificazione della democrazia? «No, è un rimprovero che non ci tocca. In democrazia i ricchi partono sempre avvantaggiati rispetto ai poveri: chi ha nel comitato d’iniziativa Christoph Blocher può essere sicuro di raccogliere tutte le firme che vuole: i soldi purtroppo facilitano l’accesso ai cittadini. La democrazia ha un prezzo, ed è ora che lo Stato se ne accorga. Per questo da tempo chiediamo un sostegno pubblico dell’attività dei gruppi politici e la trasparenza sul finanziamento delle campagne politiche», conclude Jeannerat. Cos’è l’iniziativa sull’Avs L'iniziativa popolare “Per un'Avs sicura” vuole introdurre un capoverso all'art. 99 della Costituzione federale di questo tenore: «L'utile netto della Banca nazionale è versato al Fondo di compensazione dell'assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti. È fatta salva una quota destinata ai Cantoni, pari a un miliardo di franchi annui; tale importo può essere adeguato per legge all'evoluzione dei prezzi». Del Comitato d'iniziativa fanno parte fra gli altri Rudolf Rechsteiner (presidente), Marlyse Dormond (vicepresidente), Hans Peter Tschudi (presidente onorario), Helmut Hubacher, Yvette Jaggi, Emilie Lieberherr e Angeline Fankhauser. Secondo i promotori dell'iniziativa, gli interessi annui del patrimonio della Banca nazionale investito in carte-valori (oltre 100 miliardi di franchi) ammontano a tre miliardi all'anno. Un miliardo verrebbe redistribuito ai Cantoni, come oggi; gli altri due verrebbero destinati all'Avs, così da poter garantire il finanziamento delle rendite almeno fino al 2020 senza aumentare i prelievi sui salari o il carico fiscale. L'iniziativa “Per un'Avs sicura” vuole anche rispondere all'iniziativa dell'Udc volta a destinare le eccedenze delle riserve d'oro della Banca nazionale all'Avs. Sull'iniziativa Udc, che in realtà mira a boicottare il progetto della Fondazione Svizzera Solidale, si voterà il prossimo 22 settembre.

Pubblicato il 

23.08.02

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