Giustizia

Un ex alto funzionario del fisco ticinese interrogato dalla Procura europea

Fiduciario, ex vicedirettore della Divisione delle contribuzioni, è oggetto di una richiesta di assistenza giudiziaria. L’indagine condotta dall’ufficio di Milano riguarda un’importante frode all’IVA nel settore delle apparecchiature informatiche tra il 2021 e il 2022

Il suo nome era già emerso nel 2006, nell’ambito di uno scandalo che aveva messo in luce una serie di problemi nel funzionamento dell’amministrazione fiscale ticinese. Dopo essere stato costretto a dimettersi da questa importante carica pubblica, l’uomo ha intrapreso la carriera di fiduciario, gestendo una società con sede a Lugano e in Engadina e diventando amministratore di diverse aziende. L’anno scorso l’ex alto funzionario cantonale è stato interrogato come persona informata sui fatti nell’ambito di un’indagine della Procura europea di Milano per reati fiscali. Il fiduciario si è opposto senza successo all’invio in Italia del verbale del suo interrogatorio.

Frode carosello
Il caso ha avuto inizio nel marzo 2023, quando l’Ufficio di Milano della Procura europea, l’organo indipendente incaricato di indagare, perseguire e giudicare le violazioni del bilancio dell’Unione europea, ha richiesto l’assistenza giudiziaria della Svizzera nell’ambito di un procedimento penale contro diverse persone. Gli inquirenti europei sospettano l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di “reati fiscali con la particolare aggravante della transnazionalità”.

La richiesta indirizzata alle autorità svizzere mira a ottenere documenti relativi ad alcuni indagati detenuti dal fiduciario ticinese. L’indagine europea avrebbe rivelato l’esistenza di un’importante frode carosello dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) nel settore delle apparecchiature informatiche tra il 2021 e il 2022. Fra le società coinvolte in questo caso ve ne sarebbe pure una con sede a Zugo, operante nel mercato UE con rappresentanze fiscali in Olanda e Repubblica Ceca.

Le frodi carosello sono truffe realizzate attraverso falsi acquisti e vendite di prodotti tra Paesi all’interno dei confini dell’UE con l’obiettivo di evadere le imposte. La commissione rogatoria è stata affidata all’Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini (UDSC), i cui funzionari della sede di Lugano hanno perquisito la società fiduciaria il 12 aprile 2023.

Cooperazione delle dogane elvetiche
L’amministratore unico è stato interrogato pochi giorni dopo. Tuttavia, l’ex alto funzionario delle autorità fiscali ticinesi, che ora vive a Zugo, non ha acconsentito all’invio all’estero del verbale dell’interrogatorio e ha chiesto che i documenti venissero sigillati.

Lo scorso gennaio, l’USDC ha comunque ordinato la trasmissione in Italia di questa documentazione, verbale di interrogatorio compreso. L’uomo e la sua società si sono opposti a questa decisione perché, in sostanza, ritenevano che i documenti rientrassero nell’ambito del segreto fiscale e commerciale e fossero irrilevanti per l’indagine condotta all’estero.

La Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale ha respinto queste richieste. In pratica, secondo i giudici di Bellinzona, “il segreto commerciale non è di massima opponibile alla cooperazione internazionale” e nel caso di specie,prevalgono gli interessi istruttori delle autorità di perseguimento penale estere”. Inoltre, il riferimento al fatto che il fiduciario e la sua società non fossero coinvolti nelle presunte attività illecite “non è decisivo nel contesto dell’assistenza giudiziaria internazionale”.

Un successivo ricorso al Tribunale federale è stato dichiarato inammissibile.

L’uomo, che è anche oggetto di una denuncia penale in Ticino in relazione a un altro caso - quello degli investimenti flop della famiglia Montezemolo (leggi qui) -, è difeso dall’avvocato Pascal Del Prete.

 

Pubblicato il

03.07.2024 13:41
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