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Un biglietto per il Pakistan

di

Gianfranco Helbling
Thomas Schmidheiny, il re del cemento, ha un patrimonio di 6 miliardi di franchi. Alfred Schindler, il barone degli ascensori, ha in cassa 5 miliardi di franchi. Michael Pieper, il principe delle cucine, ha nascosti nel materasso 3 miliardi di franchi. Marc Rich, mago delle materie prime, sui suoi conti ha un miliardo e mezzo di franchi. Peter Spuhler, capo di tutti i treni, ha pur sempre un miliardo. Il povero Bernhard Alpstaeg infine, boss di Swisspor, si deve accontentare di un patrimonio di 600 milioni di franchi.
Tutti questi signori hanno due punti in comune. Il primo è che sono ricchi, molto ricchi. Sono dei superricchi. Il secondo è di essere passati dalle lamentele alle minacce: «se il popolo accetta l'Iniziativa socialista per imposte eque ce ne andremo dalla Svizzera», hanno detto in coro su diversi giornali lo scorso week end.
L'iniziativa per imposte eque vuole imporre un'aliquota minima del 22 per cento a livello federale per tutti i cantoni a partire da un reddito imponibile di 250 mila franchi. In Ticino l'aliquota minima per i ricchi si fissa oggi al 25 per cento, per cui l'iniziativa non cambierebbe nulla – se non che il Ticino diventerebbe fiscalmente più competitivo. L'obiettivo dell'iniziativa è impedire che pochi cantoni parassiti della Svizzera centrale (come Zugo, Svitto e Obwaldo) abbassino continuamente le loro imposte per attirare ricchi contribuenti, sfruttando nel contempo le infrastrutture e i servizi forniti dai cantoni vicini.
L'uscita domenicale dei nostri superricchi, coordinata da Economiesuisse, è stata un magistrale autogol. Ricattare gli elettori prima di una votazione non è mai bello. Tanto più che tutti sono andati a vedere dove potrebbero cercare casa, questi superricchi, se l'iniziativa passasse. Ebbene, a parte gli Stati del Golfo Persico, dove però le loro mogli sarebbero un po' a disagio, potrebbero scegliere fra Paesi davvero incantevoli come Bulgaria, Romania, Messico, Egitto, Ucraina, Russia, Armenia, Kazakistan e Pakistan. Auguri. Stati come la Germania, la Francia, l'Italia, l'Inghilterra, l'Austria, la Spagna, il Canada e gli Stati Uniti rimarrebbero comunque fiscalmente più cari. E con una qualità di vita e un'offerta di infrastrutture e servizi nel complesso non migliori di quelli che si trovano in Svizzera.
A fronte dell'impegno di associazioni padronali e imprenditori contro l'iniziativa fiscale del Ps, diventa quasi assordante il loro silenzio sull'inumana iniziativa dell'Udc per l'espulsione di criminali stranieri e sul poco più umano controprogetto delle camere federali. Per loro i migranti sono ancora solo braccia alle quali non sono attaccati degli uomini. L'ennesima dimostrazione che il capitale non ha etica e che certi capitalisti di casa nostra fanno fatica a trovarla. Vien voglia di offrire a tutti loro un biglietto di sola andata per il Pakistan.

Pubblicato

Venerdì 19 Novembre 2010

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