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Un bambino su dieci in Svizzera è povero

di

Angelo Ciampi
Per il terzo anno consecutivo Soccorso oepraio svizzero mette al centro della sua campagna nazionale di sensibilizzazione il tema della povertà. Quest’anno, in particolare, intende concentrarsi sul rapporto tra infanzia e giovani e povertà. Da diversi anni il Sos cerca di sviluppare un approccio diverso nei confronti della problematica della povertà, un approccio che va oltre la sola, e certamente importante, analisi della situazione finanziaria delle persone coinvolte. Infatti, vi sono altri fattori che influiscono in modo rilevante sulle condizioni sociali ed economiche dei singoli e delle famiglie. Tra di essi vi sono la possibilità di accesso ad una formazione scolastica e professionale adeguate, il grado di integrazione sociale, la salvaguardia della salute. Il solo fatto di avere dei figli rappresenta oggettivamente un fattore di povertà. Infatti, le famiglie con due o più bambini e le famiglie monoparentali hanno una più alta percentuale di rischio di precipitare negli abissi della povertà. Si vedano i dati dell’Ufficio federale di statistica relativi agli anni Novanta per rendersi conto di cosa significhi avere oggi dei figli. Si calcola che in Svizzera circa il dieci per cento dei bambini e degli adolescenti (in valore assoluto da 200 mila e 250 mila unità) cresca in una condizione di povertà. Inoltre, i principali beneficiari di un aiuto sociale sono proprio i bambini e gli adolescenti. Più si va indietro con l’età più la percentuale aumenta. Le conseguenze risultano essere abbastanza pesanti: isolamento sociale e ineguaglianza nelle opportunità della vita. I giovani in condizioni di povertà hanno in Svizzera scarsissime possibilità di giungere ad una formazione superiore. L’attuale sistema scolastico non consente un medesimo percorso formativo tra i diversi strati sociali e l’integrazione dei giovani stranieri risulta essere ancora insufficiente. La quota di giovani con un più elevato livello di formazione è più alta tra coloro che provengono da famiglie con un reddito superiore alla media. Diverse ricerche condotte in alcuni paesi stranieri mostrano che la povertà si tramanda di generazione in generazione, per cui le possibilità di sviluppo dei discendenti sono ridotte in partenza. Con i suoi progetti e e le sue attività, Soccorso operaio mira ad offrire ai soggetti più svantaggiati (soprattutto disoccupati e stranieri) quelle opportunità - in termini di formazione, aggiornamento professionale, costruzione di una rete di conoscenze, integrazione sociale, apprendimento di una lingua – che definiscano dei percorsi di fuoriuscita da condizioni di vita difficili e disagiate. A tal scopo, occorre far sì che i temi della povertà e della disoccupazione non siano relegati a mera faccenda individuale (quante volte sentiamo dire che la disoccupazione è colpa dei singoli disoccupati!) ma siano riconosciuti come problemi strutturali della nostra società divenendo in tal modo una parte importante dell’agenda politica svizzera.

Pubblicato

Venerdì 11 Luglio 2003

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