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Un affare per tutto il Teleticino

di

Can Tutumlu
Fabia Bottani
Il 5 dicembre 2007 è scaduto il termine per l'inoltro delle domande di concessione per l'emittenza di radio e televisioni regionali. La gara è serrata: sulla scrivania dell'Ufficio federale delle comunicazioni (Ufcom) – giudice del concorso – sono pervenuti 72 dossier che si contendono le 54 poltrone disponibili. Il rilascio delle prime concessioni è previsto per l'inizio della prossima estate. Primi ostacoli da superare: il pagamento di una tassa di concessione e la valutazione positiva di un dossier completo di dati richiesti dall'Ufcom. Richieste allegate al mandato di prestazione pubblica – con il relativo afflusso di denaro – che si riassumono in obblighi in materia di diritto del lavoro come pure nella pluralità e qualità dell'informazione.
Sulla base di queste «promesse vincolanti» – così le definisce infatti la stessa autorità federale – verranno stabiliti i 54 vincitori. Concorrente unico per il Sud delle Alpi è TeleTicino Sa, l'emittente televisiva di Filippo Lombardi che, congiuntamente alle emittenti radiofoniche Radio 3i Sa e Radio Fiume Ticino Sa, ha chiesto la concessione. Teleticino è un'azienda nata nel corso del '96, ha ottenuto la sua prima concessione tre anni più tardi.
Questa stessa azienda è pronta oggi per ottenere una nuova "licenza" e anche il denaro pubblico? I nuovi paletti fissati dall'Ufficio federale delle comunicazioni sono rispettati anche a Melide? Secondo Filippo Lombardi «sostanzialmente sì» anche se, nel contempo, nel dossier inviato a Berna si appresta a promettere numerose migliorie per mettersi in regola preannunciando ad esempio salari di 5mila franchi per giornalisti professionisti, corsi di dizione e lezioni di giornalismo in sede. Così come pure l'intenzione di diventare azienda partner dei corsi di giornalismo cantonali (si veda l'intervista a lato). Ma, come dice il proverbio, fra il "dire e il fare c'è di mezzo il mare".
Perché oggi sull'azienda di Filippo Lombardi nessuno può dire nulla: rispetta le condizioni salariali che l'associazione mantello Telesuisse (da lui presieduta) ha fissato (a Radio3i  ci sono giornalisti pagati 3'000-3'500 franchi; al famoso corso di giornalismo gli iscritti di Teleticino devono abbandonare i corsi perché non possono frequentarlo a causa del lavoro). Inoltre finora nessuno si è pronunciato sulla cosiddetta pluralità, l'obiettività e l'indipendenza dell'informazione prodotta dall'emittente di Melide. Tuttavia, secondo le ingenue intenzioni del legislatore, la concessione, con il relativo mandato di prestazione e parte del denaro del canone alle radio-tv private, dovrebbe porre dei paletti precisi e mutare radicalmente la situazione. Ma precisa l'Ufcom non lo è per niente: dalle interviste in pagina il quadro che esce è tutt'altro che roseo. Da una parte l'Ufficio federale è partito in quarta senza avere i mezzi per un controllo e una valutazione del dossier. Dall'altra Filippo Lombardi ha fatto e sta facendo – comprensibilmente – tutto ciò che era in suo potere per influire sul processo di decisione dell'Ufcom...

Un cantiere chiamato Ufcom
Prima il mandato di prestazione e i soldi. Solo dopo i controlli

Tra i requisiti imposti dall'Ufcom vi è la garanzia di rispettare le prescrizioni in materia del diritto del lavoro. In questa categoria rientra il salario. Nella sua domanda TeleTicino promette un salario di 5mila franchi come primo salario ai giornalisti professionisti. Basta una promessa? Perché non chiedere adeguamenti prima di attribuire la concessione? Lo abbiamo chiesto a Gianluca Marsella, giurista presso l'Ufcom chiamato ad analizzare le candidature.
Se un candidato promette il rispetto delle condizioni di lavori di categoria o quantomeno rinvia a una convenzione collettiva di lavoro o altri documenti in materia noi lo consideriamo come un passo avanti e sono dunque per noi sufficienti e vincolanti. Per di più, questi punti saranno integrati nella futura concessione.
Stando a nostre informazioni vi sono oggi persone impiegate alla radio che ancora fino a poco tempo fa ricevevano non più di 3mila franchi al mese…
L'Ufcom non entra in merito sulle questioni relative agli stipendi perché è un aspetto che non li compete ancora per ora. Soltanto quando saranno rilasciate le nuove concessioni questo punto potrà essere esaminato dall'Ufcom. Di conseguenza, se la "Holding TeleTicino" stabilisce nella sua candidatura che in qualche modo i salari saranno di un certo tipo, questa promessa dovrà essere mantenuta al momento dell'ottenimento della concessione. In effetti, l'Ufcom potrà entrare in merito su queste questioni di stipendi dal momento in cui le concessioni saranno rilasciate.
Perché tuttavia non esigete una scala di salario completa e dettagliata per tutte le categorie professionali?
La responsabilità dell'Ufcom è limitata a livello di programma (art. 2 della legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione) di conseguenza nella gara pubblica non si è tenuto conto degli altri collaboratori (cameramen, tecnici, ecc). L'Ufcom ha cercato con le associazioni di radio e televisione– tra cui Telesuisse (presieduta da Lombardi, ndr) – di fissare uno stipendio minimo per la categoria ma ciò è stato rifiutato da queste queste associazioni (la Svizzera romanda era a favore, ndr).
Per quanto riguarda l'orario, nella richiesta di TeleTicino si annunciano 42 ore settimanali di lavoro. Da un po' di tempo non è raro vedere giornalisti che di giorno lavorano per la tv e poi li ritroviamo la sera a condurre dibattiti alla radio. Voi ne siete coscienti?
Un'emittente radio o Tv non viene ascoltata dall'Ufcom se non in momenti specifici di sorveglianza mirata come è ad esempio avvenuto due anni fa, quando si è trattato di capire se alcune emittenti trasmettevano della pubblicità clandestina. Spesso sono gli stessi telespettatori o ascoltatori che ci danno delle segnalazioni, delle denuncie di irregolarità. In futuro, l'Ufcom avrà la possibilità di intervenire se la concessione non sarà rispettata.
Lei mi dice dunque che nessuno di voi è preposto a guardare/ascoltare le varie emittenti?
L'Ufcom per la sorveglianza radio e Tv dispone di al massimo 5 persone tutti di lingua svizzera tedesca, io sono il solo per la Svizzera romanda e italiana. Ragione per la quale l'Ufcom procede a dei controlli di verifica a campione.
Lei parla di controlli puntuali in caso di sospetti o situazioni particolari. Il rilascio di una concessione non è un momento particolare che dovrebbe richiedere un certo tipo di controllo da parte vostra?
Le candidature ricevute fanno l'oggetto di un esame accurato sia per le zone in cui ci sono diverse candidature sia par le zone in cui non vi è concorrenza come il Ticino. L'Ufcom esamina le candidature secondo i criteri pubblicati nella gara d'appalto. I controlli sui programmi di verifica su campioni o dagli organismi scientifici esterni (universitari sugli outputs) saranno invece effettuati dopo il rilascio della concessione nel 2009.
Per quanto riguarda la garanzia di pluralità, altro punto per voi fondamentale, su chi vi basate dunque se non avete persone che guardano e osservano?
Occorre distinguere il criterio di pluralità in due diversi aspetti. Il primo aspetto riguarda la pluralità al livello del capitale azionista delle società candidate. L'Ufcom cerca di avere una pluralità di società detentrice di concessione. Il secondo aspetto riguarda la pluralità nella programmazione (rappresentazione eterogenea delle opinioni, ecc). Gli outputs saranno controllati dagli organismi esterni summenzionati (istituti di ricerca, università, ecc).
A questo proposito voi affermate l'esistenza di una lista di controllori da voi ufficializzata da cui le vari emittenti possono scegliere il proprio. Perché TeleTicino ha potuto presentarne uno suo, uno che ancora non fa parte della lista Ufcom? Fino a che punto in questo caso il controllo sarà "neutro" visto che le due parti si conoscono?
La lista per le società di controllo è attualmente in preparazione. Il nostro ufficio stabilirà in modo definitivo quale società potrà avere la responsabilità del controllo del concessionario. Concretamente, quando la lista definitiva sarà elaborata, l'emittente sceglierà la società di controllo. Essa dovrà giustificare le sue competenze e le sue conoscenze metodologiche nel settore delle scienze dei mass media e delle scienze sociali, della valutazione, del giornalismo e della ricerca in materia di giornalismo. Senza perdere di vista che deve essere indipendente nei confronti dei diffusori.
Per quanto riguarda la formazione e il perfezionamento voi insistete molto. E TeleTicino nel suo dossier fa molte promesse. Eppure già lo scorso anno "per mancanza di tempo" la partecipazione ai corsi di giornalismo non è stata garantita. E guardando il budget 2006 per la formazione vi erano 20mila franchi; le stime per il 2007 parlano di 4mila. Non sono buone premesse.
L'Ufcom non è al corrente di queste partecipazioni lacunose ai corsi. Noi partiamo dal principio che un'emittente locale consacra una parte del suo budget alla formazione dei suoi giornalisti e collaboratori. Il budget è regolarmente comunicato all'Ufcom. Come già detto in precedenza, in futuro, l'Ufcom avrà la possibilità di intervenire e di controllare se questo criterio è adempito dal concessionario rispettivamente se la concessione è rispettata o no.
Ma la società di controllo interviene in questo settore?
Questo settore non le compete direttamente.
Quindi nessuno controlla?
Come già detto in precedenza, in futuro, l'Ufcom avrà la possibilità di intervenire e di controllare se questo criterio è riempito dal concessionario rispettivamente se la concessione non è rispettata o no.
Infatti. Avete chiesto un parere a diversi enti esterni in merito ai requisiti da riempire. Perché non chiedere prima, in modo che le candidature inoltrate siano già complete?
Quando ci sono questi concorsi noi stabiliamo i vari criteri di selezione. I candidati inoltrano la candidatura. Segue la fase di consultazione a livello dei destinatari interessati che ci permetterà di avere una visione d'insieme delle prese di posizione su cui i candidati potranno poi reagire sulle critiche avanzate. È una classica procedura amministrativa di pubblica gara.
Sentendo alcuni candidati alla concessione un po' in tutta la Svizzera vi è la sensazione che in fondo le vostre regole non siano così rigide e ottenere la concessione e i soldi non sia così complesso. Cosa risponde?
La pubblica gara lanciata dall'Ufcom per il rilascio delle concessioni fa capo a una serie di criteri elencati nel documento della pubblica gara (rilascio di concessione con mandato di prestazioni del 4 settembre 2007). I criteri di selezione costituiscono una base solida nell'esaminare le diverse candidature ricevute come le prese di posizioni, i pareri dei candidati (indagine conoscitiva) e le risposte provenienti dal diritto di audizione in merito ai pareri espressi. L'Ufcom sottoporrà la sua analisi accurata di ogni candidatura al Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (Datec). Dopo di che sarà questa ultima istanza che rilascerà le concessioni ai candidati che avranno superato i diversi criteri di aggiudicazione enunciati nel bando di concorso.


"Noi razzoliamo benissimo"
Lombardi, fra promesse su salari, formazione e etica giornalistica

Filippo Lombardi entro questa estate l'Ufcom dovrebbe prendere una decisione sulla vostra richiesta di concessione radio-tv. Il pubblico concorso di mandato di prestazione, con relativa partecipazione al canone, fissa dei paletti sia per le condizioni di lavoro dei dipendenti che sulla pluralità e indipendenza dell'informazione. Oggi ritiene che Teleticino, Radio 3i adempiano già a queste condizioni?
Ho l'impressione di sì. Perché sostanzialmente la legge parla dell'applicazione delle condizioni usuali del ramo. Queste devono essere definite tenendo conto di quella che è la situazione radio-tv nel privato, condizioni che non sono assolutamente paragonabili a quelle della Ssr-Srg. Se ci confrontiamo con le altre radio e televisioni locali ho l'impressione che noi siamo ben posizionati. Si può fare meglio, chiaro. È stata una nostra costante preoccupazione in questi anni destinare i due terzi della cifra d'affari al personale, una parte con l'aumento dell'organico e dall'altra con l'aumento graduale delle retribuzioni. Ci sono anche altri aspetti introdotti dall'Ufcom, come il controllo di qualità che è una "terra incognita" anche per loro. Stanno cercando di introdurre meccanismi di controllo della qualità cooperando con le emittenti private.
Mi coglie di sorpresa perché nel dossier che avete inviato a Berna per ottenere il mandato di prestazione dite di voler introdurre diverse novità. Come ad esempio un salario minimo per giornalisti professionisti di 5 mila franchi, di nuove regole sulla formazione. Avete inoltre proposto anche un'impresa che potrebbe eseguire il controllo di qualità. Ho forse capito male?
Evidentemente avendo a disposizione più mezzi abbiamo preso in considerazione diverse migliorie. Le due associazioni mantello (la Vsp e Telesuisse presieduta dallo stesso Lombardi, ndr) hanno fissato delle condizioni minime che noi rispettiamo. Ci possono essere casi in cui magari il praticantato è durato 3 anni, ma siamo in genere in regola.
In pratica avete fissato delle regole per voi stessi che poi vi siete promessi di rispettare. Non è un controsenso?
No, il paragone avviene con le altre emittenti locali svizzere.
Nelle sue emittenti rispettate già i 5mila franchi lordi per giornalista?
A Teleticino, a parte un paio di recenti assunzioni, siamo già a questi livelli (a radio3i recentemente i salari dei giornalisti sono stati aumentati del 10 per cento, si aggiravano sui 3-3'500 franchi lordi, si veda l'articolo a fianco, ndr).
L'Ufcom ci ha detto di aver tentato con le associazioni mantello di fissare dei minimi anche per il personale tecnico. Voi pare che avete risposto picche…
La questione non si è mai posta in questi termini. L'Ufcom non ci ha mai chiesto nulla per il personale tecnico. Avevano proposto dei salari minimi per i "collaboratori di programma", che possono essere anche gli animatori. A noi di Telesuisse stava bene, poi la legge ne è uscita orfana. Ma non su mia pressione.
Non se la sente di impegnarsi ora con me per definire dei minimi anche con il personale tecnico?
Se arriva la nuova concessione le prometto che faremo per il 1° gennaio 2009 una griglia salariale che renderemo pubblica, anche per il personale tecnico di Teleticino e Radio3i. Non posso però imporre nulla agli altri membri di Telesuisse. Guardi su questo problema discutevo giusto ieri con il direttore dell'Ufcom, si tratta in realtà di un falso problema. Con la concorrenza che ci viene fatta dalle emittenti pubbliche nazionali su suolo locale (la Rtsi, ndr) dobbiamo offrire qualcosa al personale per non farli andare via. Alcuni dei miei collaboratori hanno avuto recentemente delle offerte dalla concorrenza per qualche centinaio di franchi in più, sono rimasti con noi. Si vede che nel complesso sono contenti e che non conta solo il salario.
Va bene, veniamo ad esempio alla formazione. Fra i diversi impegni che avete preso, qualora giungano i soldi del canone, dichiarate di voler far partecipare i vostri redattori praticanti al Corso di giornalismo della Svizzera italiana. All'ultimo corso avete iscritto un praticante che non ha potuto presenziare a causa dell'eccessiva mole di lavoro… Ritiene corretto dichiarare in seguito che alcuni vostri giornalisti hanno già potuto seguire il corso di giornalismo se poi non gliene date la possibilità?
Noi vogliamo far parte come membri dell'associazione che organizza i corsi di giornalismo. All'ex direttore Dino Balestra avevamo fatto notare che ci sembrava un modo dignitoso di trattare un partner se si vuole dargli la possibilità di formare i propri giornalisti. Detto ciò noi abbiamo sempre fatto partecipare i praticanti ai corsi. Se l' anno scorso vi è stato un problema questo è si è verificato all'interno della redazione.
Per la nuova concessione avete anche elaborato una linea editoriale e un manuale di giornalismo. Sono stati distribuiti al vostro personale?
La domanda di concessione che abbiamo presentato prevede tutto ciò che intendiamo fare nel momento in cui riceveremo la concessione e non necessariamente quello che abbiamo già fatto. Bisogna capire quali erano i mezzi a nostra disposizione fino ad ora. Questo manualetto redatto da Bazzi (Marco Bazzi è il direttore dei programmi, si veda l'articolo a lato, ndr) è stato distribuito e commentato.
A proposito del manuale di Marco Bazzi sul "buon giornalismo". Quale consiglio ai redattori vi è quello di tenere in costante considerazione quella che il direttore dei programmi chiama la "regola aurea delle 5s: soldi, sesso, sangue, salute e sport". Crede che sia un buon metro per costruire un telegiornale?
È sicuramente il metodo che attira l'attenzione del pubblico ed è quello che seguono la maggior parte dei media. Sicuramente si può aggiungere qualche valore supplementare.
Da osservatore esterno ho l'impressione che l'Ufcom brancoli nel buio. Non avete avuto difficoltà a capire quali sono le condizioni per ottenere il mandato di prestazione?
È vero che i paletti posti dall'Ufcom sono vaghi. Noi ci siamo sempre espressi a favore, io personalmente anche a livello politico, di un mandato pubblico di prestazione che implica degli oneri e dei controlli. La legge fissa solo alcuni grandi principi, per il momento non c'è molta esperienza. L'impressione è che l'Ufcom voglia partire per il momento e fare in seguito delle verifiche strada facendo per correggere il tiro a dipendenza dei risultati ottenuti. Teleticino in 10 anni e prima con Telecampione per 5 credo che abbia dimostrato la proprio credibilità e che abbia lavorato bene. I meccanismi di controllo che si vogliono applicare sono pionieristici e le stesse emittenti pubbliche non vi hanno mai dovuto sottostare.
Cosa risponde se le dico che sulla carta avete messo molti buoni propositi, che però avete finora razzolato male? In fondo voi stessi nel dossier che avete inviato a Berna ammettete di aver chiesto grossi sacrifici al personale…
Abbiamo razzolato benissimo, il meglio possibile. Abbiamo creato un'azienda che prima non esisteva e 60 posti lavoro che non c'erano. Quelli delle Officine di Bellinzona che oggi manifestano a Berna (martedì, ndr) sanno benissimo cosa vuol dire. Abbiamo avuto difficoltà enormi come nel 2002 e ci siamo autoridotti gli stipendi del 5 per cento per gli stipendi bassi, del 10 per i quadri intermedi e del 20 per cento nella direzione. Con la concessione non dipenderemo più all'80 per cento dai proventi della pubblicità.   

Cose da Bazzi

Estratti dal manuale di giornalismo di Marco Bazzi accluso al dossier per l'ottenimento della concessione.

La regola delle cinque S

Soldi, sangue, sesso, salute, sport. Sono le cosiddette cinque S, che indicano  gli argomenti che riscuotono maggiore interesse, a volte anche morboso, nella gente. Non si tratta di una regola aurea, ma va tenuta in costante  considerazione. In altre parole, significa che il pubblico che segue l'informazione è interessato in particolare a temi economici, soprattutto a  quelli che toccano il portafogli dell'individuo (tasse, prezzi, multe, premi  assicurativi, ecc), agli avvenimenti di cronaca nera, a quelli che in qualche modo hanno a che fare con la sessualità (sui principali portali internet italiani in questi giorni si parlava molto dei preservativi spray, in fase di sperimentazione, senza contare i vari calendari di nudi), alle questioni che toccano la salute e, naturalmente, allo sport. Nella costruzione di un giornale, come in quella di un telegiornale, occorre dunque tener conto anche della  regola delle cinque S.

Scoop e notizie

Il concetto di scoop viene spesso banalizzato. I giornalisti tendono a pensare  che per fare uno scoop basti dare una notizia che meriti di essere ripresa  degli altri colleghi sui giornali dell'indomani: la chiusura di un'inchiesta penale, l'ennesimo arresto nell'ambito di un'indagine, il contenuto di una perizia, il  deputato che critica un ministro... In realtà, il vero scoop è qualcosa di molto  più importante, è una notizia o un'intervista che provoca reazioni a valanga, a catena. Ovviamente, per essere uno scoop, deve essere una notizia  esclusiva. Forse un possibile metro per distingue lo scoop da una semplice  notizia potrebbe essere: il tema di cui il giorno dopo tutti parlano nei bar. Lo scoop è importante ma non deve diventare un'ossessione nel lavoro quotidiano. E, soprattutto, non va cercato ad ogni costo. Uno scoop non vale una fonte bruciata o il rischio di pubblicare una notizia infondata.

Testo&Linguaggio

Scrivere un testo giornalistico deve impegnare l'autore con tutte le sue facoltà  percettive e creative e deve scaturire da una passione, da un amore per la  parola e per la narrazione, che attraverso la parola prende forma.  Deve scattare in chi scrive una sorta di meccanismo di trance. Il giornalista  ha raccolto il materiale, le immagini, le informazioni, i dettagli che gli  consentono di raccontare in modo credibile e realistico una storia. Nessuna  storia va considerata banale da parte di chi deve raccontarla. O meglio,  anche una storia banale può trasformarsi in un buon servizio se è ben raccontata.

L'intervista

Il giornalista pone le domande e, nel limite della correttezza e della buona  educazione, deve imporre la propria personalità senza lasciarsi condizionare  o intimidire dal suo interlocutore. Una cosa da evitare assolutamente è annuire alle risposte dell'intervistato: comunica soggezione e insicurezza e, se il giornalista è ripreso dalla telecamera, il pubblico avrà l'impressione che  dia ragione all'interlocutore. Può anche pensare che abbia ragione, ma non  deve darlo a vedere. 

Pubblicato

Venerdì 7 Marzo 2008

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