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Un Toni per l'Udc alle strette

di

Silvano De Pietro
L’Udc zurighese cerca di limitare i danni che potrebbero causarle le dimissioni del consigliere di stato Christian Huber. Ha quindi scelto di candidare il consigliere nazionale Toni Bortoluzzi alla successione del ministro cantonale delle finanze, che sarà decisa con l’elezione suppletiva del 27 febbraio prossimo. Artigiano e piccolo imprenditore (ha una falegnameria ad Affoltern am Albis), il 57enne Bortoluzzi è uno dei duri dell’Udc, uno dei fedelissimi di Christoph Blocher. Dal profilo umano è un tipo cordiale, forse (per alcuni) persino simpatico, ma ha limiti culturali che lui non ostenta ma neppure nasconde. Due anni fa, candidato “di bandiera” (o di provocazione) del suo partito quando si trattò di sostituire Ruth Dreifuss in Consiglio federale, confessò candidamente di non parlare altra lingua nazionale al di fuori del tedesco (neppure l’italiano, sebbene sia il nipote di un immigrato dalla Penisola: uno straniero di terza generazione, insomma). L’unica competenza che gli viene riconosciuta è quella in politica sociale e sanitaria, di cui si è sempre occupato come imprenditore e come parlamentare. Forse è proprio questa sua mediocrità, per certi versi molto “svizzera”, a dargli un’aura di bonomia ed a farne il candidato ideale, dall’aspetto innocuo e rassicurante. Così il suo partito, a corto di personaggi all’altezza della situazione e costretto sulla difensiva dalla sinistra e dal Pdc, è ricorso a lui per prendere voti e tentare di salvare il secondo seggio targato Udc nel governo cantonale. Infatti i democristiani, risentiti per aver perso l’anno scorso (a favore dei socialisti) il loro unico seggio in governo proprio a causa dell’Udc che ruppe il patto di sostegno reciproco tra partiti borghesi, hanno fatto il nome di Hans Hollenstein, municipale di Winterthur. Hollenstein è sicuramente un buon candidato, popolare e capace, che nel 2003, nonostante il “tradimento” degli altri partiti borghesi, perse l’elezione in governo per appena tremila voti. E questa volta, se l’altro o gli altri candidati borghesi non sono validi, potrebbe anche farcela. La sinistra non può onestamente pretendere di aspirare alla poltrona lasciata libera da Huber: sarebbe la terza per i socialisti, dopo quelle occupate da Markus Notter e da Regine Aeppli, e la seconda per i verdi, dopo quella di Verena Diener. Ma dal momento che la signora Diener, ministra della sanità, a causa della scissione interna al suo partito è diventata una verde “eco-liberale”, fornendo ai verdi “eco-sociali” motivo di non più riconoscerla e di presentare una loro nuova candidatura (si parla della loro presidente nazionale Ruth Genner), i socialisti hanno deciso di appoggiare quest’ultima. In ogni caso, socialisti e verdi non impensieriscono lo schieramento borghese. Non vi è infatti alcun dubbio che il seggio lasciato libero da Huber andrà ad un candidato borghese. La domanda è soltanto: a chi? La candidatura di un buon personaggio democristiano, come Hollenstein, mette quindi in imbarazzo l’Udc zurighese. Incapace di decidere su una dozzina di nomi, la commissione selezionatrice istituita dal partito ha fatto ricorso persino al consigliere federale Blocher. Tra gli altri aspiranti, ce n’erano un paio sicuramente validi, come i consiglieri nazionali Hans Kaufmann, di professione consulente finanziario, e Bruno Zuppiger, imprenditore. Ma l’elettore si troverà in realtà a scegliere tra due modi di fare politica “borghese”, due modi di fare politica finanziaria e di risparmio: in modo aggressivo, per una società meno solidale, come vuole l’Udc; o in modo più cauto, attento a non ridurre troppo il ruolo dello stato, rispettando i limiti sociali ed ecologici che anche il Pdc zurighese ed il partito degli evangelici riconoscono. All’Udc, quindi non restava altro che ricorrere ad un personaggio in grado di sottrarre voti ad Hans Hollenstein proprio sul terreno della personalità e della capacità di dare un volto umano ad una politica di destra. E chi meglio di Bortoluzzi, personaggio dall’aria bonaria ma fedelissimo al partito, poco competente in politica finanziaria ma popolare e procacciatore di voti? La competenza di un Kaufmann o di uno Zuppiger sarebbe andata benissimo, ma qui si tratta soprattutto di salvare il seggio dell’Udc.

Pubblicato

Venerdì 19 Novembre 2004

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