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Solidarietà

Un Tir di solidarietà umana dal Ticino alla Bosnia

Tanti ticinesi hanno risposto all'appello promosso dalla comunità bosniaca di una raccolta di beni di prima necessità per i profughi accampati in condizioni disumane al confine europeo

di

Francesco Bonsaver

Due camion da 5 tonnellate l’uno e due tir da entrambi 13 tonnellate, stipati dal materiale offerto da oltre un migliaio di cittadini ticinesi, sono partiti dalla Svizzera italiana destinazione Bosnia. Non pensavano di arrivare a tanto il gruppo di amiche e amici della comunità bosniaca in Ticino quando due settimane fa hanno lanciato l’appello di una raccolta di beni di prima necessità per le migliaia di profughi accampati in condizioni disumane in Bosnia, a ridosso del confine europeo controllato dalla polizia croata.

 

 

Indignate dalle immagini e dai racconti che arrivavano da parenti e conoscenti sul posto, si sono sentite in obbligo di dover reagire, di dover fare qualcosa. In loro è ancora vivido il ricordo della tragica guerra che aveva insanguinato le loro terre, causando dolori immani quasi trent’anni fa. La fame, il freddo e l’angoscia per i propri cari. Vedere a trent’anni di distanza degli esseri umani patire le medesime condizioni nelle loro terre, le faceva soffrire. Non potevano stare in silenzio davanti all’indifferenza cinica delle istituzioni europee.

 

leggi anche => Bosnia, la solidarietà umana batte l'indifferenza istituzionale

 

Ma se la comunità bosniaca ticinese è stata la scintilla della solidarietà, il fuoco lo hanno alimentato quel migliaio di cittadini che hanno risposto all’appello. «Anziani, adulti, ragazzi, abitanti delle valli e di città, ticinesi e stranieri, tutti hanno voluto contribuire. Sono state due settimane incredibili. Siamo stanche, ma molto felici. Abbiamo provato delle emozioni difficili da descrivere» racconta Sefika Topic, dell’associazione Humanitarno Drustvo Bosanaca Ticino, confessando di aver versato molte lacrime di gioia queste due settimane. I camion, partiti qualche giorno fa, sono già arrivati a destinazione e consegnato il materiale raccolto alla locale sezione di Emaus che provvederà a distribuirlo rapidamente. L’ultimo Tir, partito ieri, consegnerà invece il carico alla Croce rossa di Kljuc.

 

Ma l’impegno dell’associazione della comunità bosniaca non è ancora finito. Se l'operazione raccolta materiale è conclusa, ora si tratta di gestire le donazioni finanziarie. Nei prossimi giorni si recheranno in Bosnia per acquistare personalmente il cibo da distribuire a chi vive nelle condizioni più disperate. «Tante persone hanno voluto contribuire donando dei soldi. Non siamo ancora riusciti a conteggiare il totale, perché le donazioni sono state numerosissime, di ogni grandezza». C’è chi ha contribuito con dieci franchi, chi venti e chi ha potuto o voluto dare anche di più. «Le abbiamo annotate tutte, con i nomi e cognomi. Vogliamo ringraziarli uno ad uno, per la loro grande generosità» racconta la signora Topic, visibilmente commossa dalla tanta solidarietà espressa dai ticinesi.

 

Una bella notizia in questi tempi difficili. Al di là della sprezzante retorica politica sui migranti che soffia da tempo anche a sud delle Alpi, umanità e solidarietà restano dei valori radicati nella popolazione ticinese.

 

Pubblicato

Mercoledì 17 Febbraio 2021

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