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Un Sos per i medici di famiglia

di

Veronica Galster
Il primo di aprile i medici ticinesi sono scesi in piazza, ma la protesta dei  generalisti va oltre le analisi di laboratorio. Essi vorrebbero veder maggiormente riconosciuti il loro ruolo e la loro importanza. Ruolo e importanza che area ha voluto testare con mano passando una giornata in uno studio medico.

Sono le 8 di un lunedì mattina nello studio medico dei dottori Rigotti, Tönz e Carobbio, a Roveredo Grigioni. Il telefono ha già cominciato a squillare, in sala d'attesa ci sono i primi pazienti, uno dei medici sta eseguendo un piccolo intervento. Le assistenti di studio medico stanno riordinando le cartelle lasciate sulla scrivania durante il fine settimana dai medici di picchetto, hanno già ascoltato i messaggi in segreteria ed acceso i macchinari in laboratorio.
In questo studio lavorano tre dottori con sei assistenti, due delle quali a tempo pieno, e tre apprendiste. Una delle assistenti, a turno, si occupa del laboratorio per l'intera settimana, mentre le altre si dividono i compiti restanti (rispondere al telefono, organizzare gli appuntamenti, inserire i dati dei pazienti nel computer, preparare i pazienti alla visita, fare le radiografie,…). « Il nostro è un lavoro molto variato, con tre medici generalisti fai proprio un po' di tutto: dai  piccoli interventi, ai prelievi, ai piercing. Se dovessi andare a lavorare da uno specialista a fare sempre le stesse cose penso che mi annoierei», dice Erica, una delle assistenti.
La situazione di questo studio medico è un po'particolare: trovandosi in una valle, esso funge infatti anche da pronto soccorso di zona visto che l'ospedale più vicino è quello di Bellinzona, a qualche chilometro di distanza, e non è facilmente raggiungibile per tutti gli abitanti della regione, soprattutto per quelli che non hanno un'auto. Qui arrivano quindi spesso casi urgenti con ferite importanti o arresti cardiaci. Inoltre, i tre medici fanno molte visite a domicilio per evitare, là dove è possibile, il ricovero in ospedale. Un servizio come questo è molto importante in valle, e il fatto che vi lavorino tre medici lo rende particolarmente efficiente in quanto ognuno di loro, oltre ad essere un medico generalista, ha una sua specializzazione. Questo permette di coprire uno spettro maggiore di problematiche prima di dover mandare i pazienti dallo specialista. «Non è facile aprire uno studio in gruppo, purtroppo ci sono parecchi ostacoli burocratici nonostante il lavoro in équipe sia più proficuo sotto diversi aspetti. A mio avviso lo Stato dovrebbe facilitare maggiormente la creazione di studi con più associati, non ostacolarla», spiega la dottoressa Marina Carobbio.
Un servizio importante per la popolazione della regione lo svolge anche il laboratorio d'analisi «Per noi sarebbe impensabile chiudere il laboratorio, anche nel caso in cui venissero ridotte le tariffe, come prevede di fare Couchepin» continua Carobbio, «per questo studio medico, per il ruolo che esso ha in questa regione, è importantissimo avere un laboratorio. Chiaro però che a quel punto dovremmo probabilmente rivedere la nostra politica del personale per riuscire a coprire tutti i costi». Per limitare i costi e riuscire a tenere il laboratorio sarebbe quindi necessario ridurre il personale, ma anche i ruoli di datore di lavoro e di azienda formatrice sono importanti per la valle: «Tutti gli anni prendiamo un apprendista, chiediamo che faccia l'anno unitario e che abbia fatto almeno un anno di scuola dopo le medie prima di venire da noi, altrimenti arriverebbero troppo giovani e in studio si imbatterebbero in casi che forse sarebbe troppo difficile affrontare a 14 anni» spiega la dottoressa, e continua «chiaro che avere un'apprendista significa anche avere più lavoro, soprattutto per le assistenti che la devono seguire e spiegarle le cose».
La modifica delle tariffe delle analisi di laboratorio prevista da Couchepin, avrebbe quindi delle conseguenze molteplici per gli studi medici come questo, ma anche per la popolazione che vi fa capo. Nonostante in un suo comunicato comunicato l'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) scriva che queste misure andranno a vantaggio «dei fornitori di prestazioni di base», cioè dei medici generici, i diretti interessati ritengono che si tratti di un ennesimo ostacolo alla loro professione. La loro protesta (cfr sciopero del 1 aprile) va oltre le tariffe di laboratorio, essi vorrebbero veder riconosciuto il loro ruolo. Tra le richieste dei medici di famiglia ci sono anche delle migliori condizioni di lavoro, che permettano di offrire un servizio di qualità ai loro pazienti, e la creazione di una formazione specifica di medico di famiglia, più vicina di quanto non lo sia oggi alla realtà degli studi medici.

Un'intera professione a rischio

Che differenza ci sarà tra un'assistente di studio medico ed una segretaria d'ufficio? Ben poca se la riforma alle tariffe delle analisi di laboratorio proposta da Couchepin dovesse passare.

Se gli studi medici dovessero chiudere i loro laboratori, le assistenti, che oggi si occupano in gran parte degli esami più correnti di sangue e urine, si ritroverebbero confrontate con un cambiamento radicale del loro ruolo professionale. Sarebbero infatti relegate a compiti quasi prettamente burocratici e amministrativi. Inoltre, se oggi un medico generalista ha due assistenti, una volta chiuso il laboratorio ne avrà probabilmente bisogno di una sola, ed ecco che molti posti di lavoro andrebbero così persi.
«Se il medico dal quale lavoro dovesse chiudere il laboratorio, mi chiedo che tipo di compiti mi toccherà svolgere (sempre che non mi licenzi) visto che almeno la metà del mio lavoro è legata a quello» dice Prisca, un'assistente di studio medico, e aggiunge «Ho finito da poco la scuola di aiuto medico, ma se finirò a fare la segretaria mi chiedo a cosa è servito seguire questa formazione».
Nel caso di una riforma di questo tipo infatti, non sarebbero solamente dei posti di lavoro ad andare in fumo, ma tutto un curriculum formativo: l'attestato federale di capacità di assistente di studio medico avrebbe ancora ragione di esistere? Avrebbe ancora senso insegnare materie come la chimica, la fisica e la radiologia a chi vorrebbe esercitare questa professione o in futuro un curriculum come apprendista di commercio potrebbe essere sufficiente per avere le competenze necessarie?
Questa categoria professionale è già toccata da una serie di problematiche legate all'assenza di un contratto collettivo di lavoro (Ccl). Le condizioni di lavoro e salariali variano molto a seconda dello studio medico, come spiega Rezia Boggia, segretaria aggiunta del sindacato Vpod : «Esiste un contratto tipo individuale che regola la professione, ma non è vincolante. Una sorta di accordo tra l'associazione di categoria e l'ordine dei medici. Buona parte dei dottori sottoscrive questo contratto, ma come sindacato riteniamo che non sia sufficiente e auspichiamo la stipulazione di un contratto collettivo di lavoro». Quindi, anche nel caso in cui Couchepin decidesse di ritirare la riforma, per le assistenti di studio medico la lotta per un giusto riconoscimento della professione non sarebbe conclusa.

Pubblicato

Venerdì 10 Aprile 2009

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