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Udc in tilt, Hollenstein in pole

di

Silvano De Pietro
Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più borghese del reame? Così si potrebbe parafrasare la domanda che la matrigna di Biancaneve rivolge allo specchio magico, poiché non siamo in una fiaba ma nel canton Zurigo, ed al posto della matrigna cattiva ci sono i due candidati che questa domenica affrontano il secondo turno dell’elezione suppletiva di un membro del Consiglio di stato. I due sono Hans Hollenstein, democristiano, municipale di Winterthur, e Bruno Heinzelmann, dell’Udc, sindaco di Kloten. Un duello in casa borghese, insomma, mentre la sinistra questa volta può permettersi il lusso di fare da ago della bilancia. E comunque vada a finire, il risultato potrebbe influenzare la politica anche sul piano nazionale. Come si ricorderà, domenica 27 febbraio s’è svolto il primo turno dell’elezione suppletiva per scegliere il successore del popolare ministro cantonale delle finanze Christian Huber, spinto alle dimissioni nel settembre scorso perché stufo delle pressioni, delle ingiuste accuse e anche degli insulti che ha dovuto subire dal suo partito, l’Udc. Teoricamente, quindi, gli elettori avrebbero potuto eleggere un democentrista che succedesse ad un altro democentrista in governo, senza farsi troppi problemi. Ma l’Udc non ha candidato qualcuno che fosse credibile anzitutto quale ministro delle finanze, bensì un personaggio come Toni Bortoluzzi, consigliere nazionale e fedele esecutore della linea intransigente del partito. Un personaggio che, al contrario di Huber, non avrebbe fatto troppe storie e non sarebbe stato a sottilizzare sul realismo politico, sulla democraticità, sull’accettabilità sociale e sulla fattibilità tecnica delle pretese dell’Udc in politica finanziaria e fiscale. Bortoluzzi però è stato a sorpresa battuto dal democristiano Hans Hollenstein, che però non è riuscito a conseguire la maggioranza assoluta. Motivo, questo, per il quale domenica 10 aprile si tiene il secondo turno dell’elezione suppletiva. Ma la pesante sconfitta di Bortoluzzi ha praticamente mandato in tilt l’Udc zurighese, che ad errori ha aggiunto altri errori. L’Udc cantonale ha dato la colpa ai radicali, per non aver votato in blocco Bortoluzzi. La presidente del Prd zurighese, Doris Fiala, ha replicato che non poteva farci nulla se parte dei radicali avevano voluto punire l’Udc per la sua arroganza e per i continui attacchi al loro partito ed ai loro uomini (come quello scagliato contro l’ex-consigliere federale Kaspar Villiger). Bortoluzzi, sentitosi forse abbandonato dal suo partito, s’è ritirato dalla corsa. A questo punto Fiala precisava che i radicali avrebbero votato per il nuovo candidato dell’Udc, «purché non fosse un provocatore». E chi tira fuori l’Udc zurighese da far correre al posto di Bortoluzzi? Il sindaco di Kloten, Bruno Heinzelmann, un disegnatore edile quasi sconosciuto fuori dalla sua città. Certamente non uno in grado d’impensierire né il Pdc, né la sinistra, che insieme sostengono Hollenstein in funzione anti-Udc. Anzi, di questo Heinzelmann hanno subito rilevato difetti e contraddizioni. Per esempio, l’Udc lo vuole in governo per sbarrare la strada ad ogni aumento della pressione fiscale. Ma proprio a Kloten Heinzelmann ha sostenuto per ben due volte l’aumento delle imposte (in totale il 15 per cento!). E poi dovrebbe risolvere l’altro problema politico cantonale, fonte di continua tensione: quello della ripartizione del rumore dell’aeroporto. Ma quale credibilità può avere uno come lui, che in tasca ha un contratto con il quale la società di gestione dell’aeroporto, la Unique, l’assume dal 1° maggio come coordinatore degli indennizzi per i danni causati dal rumore? L’Udc attribuisce invece ad Hans Hollenstein l’intenzione di voler aumentare le tasse. Un’assurdità, perché l’aumento delle imposte viene deciso dal parlamento cantonale, non dal Consiglio di stato e men che meno da un singolo ministro. All’inizio di marzo il Pdc chiedeva il confronto diretto tra i due candidati, ma l’Udc tendeva ad eluderlo, preferendo lanciare accuse da una valanga di 11 mila manifesti. Alla fine, il confronto diretto è avvenuto con un’intervista sulla Nzz a metà marzo e con un faccia a faccia su TeleZüri qualche giorno dopo. In seguito il clima della campagna elettorale s’è un po’ afflosciato, complici le feste pasquali. Ma l’impressione che rimane è quella del democristiano Hollenstein sempre favorito, sia per le qualità personali, sia per l’esperienza accumulata in 15 anni quale municipale della sesta città svizzera, sia per la maggiore popolarità rispetto al suo avversario. Domenica sera sapremo come finirà. Una cosa però è certa: il Pss ed il Partito degli ecologisti (la loro presidente nazionale, Ruth Genner, pure candidata al primo turno, s’è ritirata dalla corsa ed ha dato indicazione ai suoi sostenitori di votare per il democristiano) hanno assicurato il loro pieno appoggio ad Hollenstein. L’intesa, ovviamente, è politica; cioè si basa anche su una possibile linea comune. Se dunque Hollenstein vincerà, vorrà dire che gli zurighesi approvano una svolta nel governo cantonale, che dopo l’attuale maggioranza di centrodestra (2 Prd e 2 Udc contro 2 Pss e 1 Verde) potrebbe ritrovarsi con una maggioranza “a geometria variabile” di centrosinistra: 2 Prd e 1 Udc contro 2 Pss 1 Verde, più 1 Pdc che potrebbe schierarsi, a seconda delle questioni trattate, con i borghesi o con la sinistra. Una formula che potrà servire da modello anche per la politica di Palazzo federale.

Pubblicato

Venerdì 8 Aprile 2005

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