< Ritorna

Stampa

 

Tutti i trucchi di Re Pascal

di

Gianfranco Helbling
Finché c'era Ruth Dreifuss in Consiglio federale era lei a presentare ogni autunno i premi di cassa malati per l'anno seguente – e ad accollarsi la responsabilità politica dei relativi aumenti. Poi al Dipartimento federale degli interni è arrivato Pascal Couchepin. Che nei quattro anni passati s'era sempre limitato a pubblicare un comunicato stampa negandosi però al confronto. Diceva che i premi di cassa malati li decidono le casse stesse e non lui. Quest'anno – oh miracolo! – l'apparizione. Couchepin ieri s'è presentato alla stampa riunita per annunciare la lieta novella: i premi per il 2008 – oh miracolo! – in sostanza non aumenteranno. Applausi.
Couchepin ha dunque trovato la risposta al vertiginoso aumento dei costi della salute? No, Re Pascal ha soltanto accumulato stratagemmi su stratagemmi per contenere l'aumento dei premi. Da cinque anni Couchepin combatte i sintomi, ma non le cause della malattia. In altre parole, si limita a fare cosmesi. Fin che può. L'ultima misura davvero incisiva contro l'aumento dei costi della salute l'aveva decisa ancora Ruth Dreifuss: è la moratoria contro l'apertura di nuovi studi medici, che tanto fece gridare allo scandalo la destra compatta perché inibisce il mercato, ma che Couchepin ha mantenuto in quanto sa perfettamente che nella sanità il mercato non funziona. Da allora, sotto il regno di Pascal, soltanto mezzucci: franchigie più alte, aumento della partecipazione ai costi, prestazioni stralciate dal catalogo dell'assicurazione obbligatoria. Tutti stratagemmi che permettono in sostanza di contenere i costi della salute per le persone sane a scapito di quelle malate – desolidarizzando il sistema. Poi l'ultima grande trovata: obbligo per le casse malati di sciogliere le loro riserve in grande stile. Cumulando tutte queste misure i premi del 2008 non aumentano – ma si tratta di premi drogati, perché non riflettono il reale andamento dei costi. Che per quest'anno, stimano gli assicuratori, aumenteranno in realtà del 7,6 per cento. La grande batosta ci sarà dunque l'anno prossimo, quando le riserve saranno giunte al minimo legale.
Non ha molto di cui andare fiero dunque Couchepin. Eppure fiero si presenta. Perché in campagna elettorale fieri si dev'essere. Lui poi ha molto da temere. Perché se il suo partito, il Plr, sarà superato dal Ppd alle elezioni del 21 ottobre è possibile che debba cedere un seggio in governo proprio ai democristiani. Con una popolarità ai minimi termini, Couchepin fa di tutto per cementare la sua rielezione, sperando di fare le scarpe al collega di partito Merz. Poi, se rieletto, potrebbe anche lasciare il suo dipartimento a Blocher, che tanto lo vorrebbe. Re Pascal questi ragionamenti fa. E nümm a pagum, pori bao.

Pubblicato

Venerdì 28 Settembre 2007

Edizione cartacea

Leggi altri articoli di

< Ritorna

Stampa

Abbonati ora!

Abbonarsi alla versione cartacea di AREA costa soltanto CHF 65.—

VAI ALLA PAGINA

L’ultima edizione

Quindicinale di critica sociale e del lavoro

Pubblicata

Giovedì 29 Settembre 2022

Torna su

Editore

Sindacato Unia

Direzione

Claudio Carrer

Redazione

Francesco Bonsaver

Raffaella Brignoni

Federico Franchini

Veronica Galster

Mattia Lento

Indirizzo
Redazione area
Via Canonica 3
CP 1344
CH-6901 Lugano
Contatto
info@areaonline.ch
Inserzioni pubblicitarie

Tariffe pubblicitarie

T. +4191 912 33 80
info@areaonline.ch

Abbonamenti

T. +4191 912 33 80
Formulario online

INFO

Impressum

Privacy Policy

Cookies Policy

 

© Copyright 2019