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Ebbene sì! Tuto Rossi è passato alla Lega. La transumanza del thermo-avvocato in via Monte Boglia con l’imbarazzante dote di una voragine di 22 milioni scavata a colpi di derivati nei forzieri di Banca Stato, a dire il vero, non stupisce nessuno. Che Rossi ammiccasse da tempo con Giuliano Bignasca (dopo aver grufolato a destra e a manca) lo sapevano anche i paracarri. Che il Nano, a corto di uomini, fosse disposto a raccattarlo sulla lista del Gran Consiglio (lista sempre più somigliante all’allegra Banda bassotti), pure. Non ci si aspettava invece che Rossi tentasse pateticamente di prendere le distanze dal Partito socialista e dai suoi “vecchi dirigenti”. Non gli era certo necessaria una perizia della Kpmg per rendersi conto del vuoto che si era creato attorno e per capire che l’unica cosa veramente vecchia della triste storia in cui s’è inabissato è il mestiere a cui, politicamente, da tempo si è dedicato.

Pubblicato il 

14.02.03

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