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Troppi di tutti

di

Cristina Foglia
Ha ragione il Nano Bignasca quando dice che ci sono troppi negri sui bus. Basta fare un giro per rendersene conto. Sei o sette, a volte otto su un solo autobus. Con quegli occhiali da sole a specchio, stravaccati sui sedili in fondo che quando sali ti guardano come se volessero mangiarti.
Ci sono anche troppi vecchi sui bus. Donnette con i sacchi della spesa fra le gambe rinsecchite, le teste colorate dalle tinture a buon mercato. Hanno borsettine beige che tengono strette in grembo e si alzano dal sedile due stazioni prima  per non rischiare di mancare la fermata. Poi ci rimettono il femore se il conducente ha la frenata un po' brusca. Gli sta bene, così imparano. Gli uomini poi, con quegli occhietti acquosi e quattro capelli tirati qua e là sul cranio lucido. Tossiscono dentro fazzoletti lerci e guardan fuori del finestrino senza vedere niente. E un odore…  lasciamo perdere. Poi ci sono troppi giovani su bus. Fanno una cagnara tremenda quando salgono a cinque per volta con quei loro zaini di venti chili, i telefonini sempre in mano. I maschi coi calzoni calati a metà sul didietro e le femmine con fuori i reni anche nel mese di gennaio. Urlano come se fossero tutti sordi, due parole e una parolaccia. Le femmine ridono come galline dietro gli occhi bistrati. E poi ci sono troppi slavi sui bus. Parlano la loro lingua, si raccontano la giornata e scommetto che dicono male del datore di lavoro, che cara grazia che gli dà l'occasione di guadagnarsi il pane. Le loro mogli con l'aria sempre stanca, come se lavorassero solo loro. Tutta 'sta scena per qualche ora fra gli scaffali del supermercato, a far pulizie negli uffici o a servire al ristorante, poi a casa a far da mangiare mentre in lavatrice girano i jeans e le felpe e dei figli. Quante storie! A dirla tutta ci sono troppe donne sui bus. Le habitué, quelle di mezza età, si riconoscono subito. Siccome lo prendono a certi orari quasi tutti i giorni sembra che siano loro le padrone. Certe prepotenti che depositano il loro didietro all'esterno del sedile doppio apposta per non far lasciare a nessun altro il posto accanto. Fan finta di non vedere quelli che stanno in piedi, bastarde! Ognuna ha le sue fisse: da sola vicino al finestrino, sul predellino rialzato per controllare meglio la situazione. E poi ammettiamolo, ci sono anche troppi bambini sui bus. I peggiori sono quelli in carrozzina. Portano via spazio per quattro persone, frignano o urlano. E se stanno bravi e sei lì vicino ti tocca anche sorridere se no la loro mamma ti fulmina. Insomma 'sti bus sono un bello stress. L'ultimo poi l'ho aspettato 18 minuti in orario di punta su una linea centrale. Non sarebbe meglio sostituirli con dei taxi? Oppure… idea: se ne facciano di più, così tutta la feccia si disperde. Si confonderebbero fra i completi scuri e i tailleurs del terziario, fra le camicie fresche dei manager e le griffes delle signore che oggi stanno in colonna sulle Range Rover. I bus sarebbero molto più vivibili. Con bella gente. No? 

Pubblicato

Venerdì 21 Marzo 2008

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