Delinquenti e minorenni. Un'accoppiata data come crescente negli ultimi anni in Svizzera. Anche in Ticino i casi di violenza, quando avvengono ottengono sempre grande risalto sulla stampa, tanto da farci ipotizzare un forte aumento del problema. Ma è davvero un fenomeno in crescita? A pochi giorni dalla presentazione in Ticino della figura del "mediatore penale minorile" – per cercare di mettere a confronto al parte lesa e l'autore del reato, provare a comprendere l'origine del conflitto e da lì trovare una soluzione per il caso specifico – abbiamo incontrato Fabiola Gnesa, da sei anni attiva nella magistratura dei minorenni, oggi sostituta di Reto Medici, giudice dei minorenni per il canton Ticino per saperne di più.

Fabiola Gnesa, siete riusciti a tamponare il ritardo cumulato negli anni passati per sbrigare le pratiche?

Stiamo cercando di recuperare: alla fine dell'anno scorso erano 799 i ritardi rispetto ai 1'011 che avevamo fino all'anno precedente. In parte è vero che si avanza più rapidamente perché oggi siamo due magistrati; ma non del tutto: fino a un anno fa il nostro team era composto da un magistrato dei minorenni, affiancato da un supplente al 60 per cento e da due segretari giudiziari. Oggi siamo un magistrato, un sostituto e un segretario giudiziario…
Il timone è passato da Silvia Torricelli a Reto Medici, il vascello avanza diversamente?
Più che altro ci sono differenze di esperienze precedenti che portano ad affrontare le situazioni in modo diverso – Torricelli veniva dal privato prima e poi dal Tribunale d'appello, Medici da quasi vent'anni di tutoria – il loro approccio è dunque diverso.
Nel corso degli anni i nuovi dossier da aprire sono in aumento?
Tendenzialmente siamo stabili da diversi anni con inchieste aperte pari a 1'000-1'100. Punta massima nel 2000 con 1'317 casi. È tuttavia vero che in questi primi sei mesi del 2007 abbiamo aperto circa 600 nuovi incarti contro i 971 incarti nuovi aperti durante tutto lo scorso anno.
Come si spiega i tanti casi aperti fino ad oggi? I giovani stanno realmente diventando più violenti?
Escluderei questa pista. Se fino a qualche tempo fa nelle scuole lo spintonarsi tra compagni era semplicemente seguito da una punizione, oggi vi è "tolleranza zero": sono diverse le querele per spintoni (vie di fatto). È poi vero che lo sviluppo della tecnologia (telefonini) ha fatto nascere reati fino ad oggi sconosciuti così come è vero che le immagini tv incitano maggiormente alla violenza. Sono tanti i motivi che influenzano la condotta giovanile e non sempre nella direzione sperata.
In questi primi sei mesi del 2007, quali sono i casi piu frequenti?
Un terzo della nostra attività – e questo vale ormai da diversi anni – si concentra su infrazioni della legge sulla circolazione stradale (motorini truccati, guida senza patente); seguono danneggiamenti (sprayer, vandalismi) e furti che come ogni anno di questi tempi aumentano sensibilmente, commessi sia da giovani nomadi sia da giovani ticinesi. Non da ultimo reati contro l'integrità personale, e i delitti contro l'onore e la libertà, come detto non perché più frequenti ma perché sempre più denunciati.
Ma davanti al giudice i giovani sono diventati più spavaldi?
I giovani di oggi hanno ancora un certo timore del giudice. L'importante – e questo è uno dei problemi cui siamo confrontati – è agire in fretta. Purtroppo negli ultimi anni il principio di celerità non è stato possibile rispettarlo, a causa dei già noti motivi, rallentando già il normale iter burocratico. Alla poca celerità della magistratura si aggiunge la problematica della mancanza di organico della polizia e della notevole mole di lavoro a cui è misurata che a volte non permette di agire in breve tempo. E più si è lenti nel giudicare, più il giovane ha tempo di essere recidivo. Quello che stiamo facendo ora è trovare un equilibrio tra i vecchi e i nuovi casi.
Il ministro della giustizia Christoph Blocher sostiene che i minorenni più delinquenti sono gli immigrati. Il Ticino rispecchia quest'idea?
La distinzione della nazionalità è effettuata in un rendiconto annuale pubblicato dall'Ufficio federale di statistica. Secondo i dati più recenti, del 2005, possiamo notare che – in Ticino – il 55 per cento delle decisioni (405 in totale) prese su determinati reati penali riguardano svizzeri; il 29 per cento stranieri domiciliati; il 2,5 per cento richiedenti l'asilo e il 12,6 per cento stranieri residenti all'estero. La torta si divide praticamente in due.
Gettando uno sguardo più ampio sulla situazione dei minorenni, in questi ultimi anni come è cambiata la casistica da voi trattata?
Notiamo un aumento di dati legati al patrimonio, quindi furti, e danneggiamento. Rimangono invece stabili i reati legati all'infrazione della legge sulla circolazione stradale; diminuiscono le infrazione della legge sugli stupefacenti questo sostanzialmente dovuto alla chiusura dei canapai, anche se è in piccola parte compensato dal consumo di cocaina, oggi più accessibile.

Pubblicato il 

06.07.07

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