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Ti spezzo ma non t'impiego

di

Francesco Bonsaver
Il titolo, tratto dal libro di Andrea Bajani, ben riassume la vita da precari. Storia di vita di "ordinario precariato", fatto di bassi salari, di ritmi di lavoro estenuanti, di nessuna certezza per il futuro e del ricatto sempre presente sul posto di lavoro: "se non ti va bene, domani stai a casa".  Una condizione di vita alla quale si confronta un numero crescente di persone in questo cantone, ad immagine del mondo cosiddetto sviluppato. Ma la storia che segue è indice di quanto la realtà del precariato, o del lavoro interinale che dir si voglia, sia considerata normale, tanto da essere istituzionalizzata. Nel caso specifico a gestirlo direttamente è l'autorità comunale di Lugano per il tramite dell'associazione Sotell, confrontata gioco forza con un mondo del lavoro del settore privato senza scrupoli.

La Sotell è un'agenzia di lavoro temporaneo del comune di Lugano il cui direttore è Claudio Chiapparino, responsabile del Dicastero giovani ed eventi del comune (vedi scheda sotto). La responsabilità politica della Sotell compete al municipale Giuliano Bignasca. Inquadrati i protagonisti, ora veniamo ai fatti.
A metà gennaio la Sotell assume dieci persone quale personale in prestito alla ditta Isicom di Chiasso. Questa impresa è specializzata nell'allestimento di fiere organizzate da enti diversi nel comune di Lugano. Il 14 gennaio le dieci persone assunte da Sotell iniziano a lavorare per la Isicom all'allestimento della prima fiera prevista, Ristora, dedicata alla ristorazione professionale. Salario concordato, 18,75 franchi lordi l'ora, comprensivo di tredicesima, vacanze e indennità festive infrasettimanali. Il contratto è di durata determinata per tre mesi, con un periodo di prova di un mese.
Tempo qualche giorno, i dieci lavoratori si accorgono che qualcosa non funziona. La pianificazione oraria settimanale promessa nel contratto non arriva mai. In compenso però i tempi di lavoro si allungano, arrivando fino a 11 ore e mezzo consecutive di lavoro in una giornata, per poi riprendere il giorno successivo alla mattina alle 7.30. Tempo di pausa, un'ora per il pranzo e basta. Alcuni lavorano dodici giorni consecutivi, domenica compresa, totalizzando una media di quasi dieci ore al giorno. Non viene versato nessun supplemento né per straordinario, né per lavoro domenicale. Ai lavoratori si chiedono mansioni da operaio specializzato, ad esempio di pittore, con l'esecuzione di opere che anche un professionista avrebbe difficoltà ad eseguire nel tempo richiesto. Se si tenta di protestare, "la porta è quella".
Dopo quindici giorni, quattro dipendenti della Sotell vengono licenziate. Ai rimanenti sei lavoratori viene comunicata la soddisfazione per come lavorano, assicurando loro che non hanno nulla da temere. Cinque giorni dopo le rassicurazioni, il lunedì 11 febbraio, i responsabili della Isicom, i fratelli Maurizio e Alberto Rota, comunicano ai sei collaboratori a prestito della Sotell di non aver più bisogno di loro. Questo a tre giorni dalla scadenza del periodo di prova. I tre giorni di disdetta non saranno retribuiti, come invece prescrive la legge.
A breve, dal 14 al 17 febbraio, è prevista un'altra fiera al centro esposizione della città, Lugano Expo. I responsabili della Isicom non sembrano preoccupati per la mancanza di personale. Infatti, hanno immediatamente provveduto a sostituire i licenziati della Sotell con altri dipendenti. Una successiva visita dell'ispettore del lavoro constata che alcuni dei nuovi arrivati non sono stati assunti regolarmente. Trattandosi di alcuni cittadini residenti all'estero, vi è l'obbligo di notifica all'autorità cantonale competente. Una procedura che non è stata seguita. L'ufficio dell'ispettorato del lavoro di Bellinzona sta ora vagliando quanto avvenuto e deciderà in seguito delle eventuali sanzioni.
Intanto, ai dieci lavoratori impiegati dalla Sotell della città di Lugano, è rimasto l'amaro in bocca. Si sono visti prospettare tre mesi di lavoro continuato, seppur pagato a salari bassi, dal comune di Lugano. Lo hanno accettato nella speranza di poter dare una svolta alla loro vita di precari, magari tramite un'assunzione nell'organico dei dipendenti comunali a lavoro concluso. Si sono invece ritrovati a lavorare in condizioni di lavoro indecenti e licenziati allo scadere del periodo di prova. Per di più, sono stati sostituiti da personale assunto, secondo nostre fonti, irregolarmente. Il fatto che l'agenzia interinale sia del comune, non offre nessuna garanzia. Immessi nel mercato privato, privo di scrupoli in particolar modo se non esistono dei contratti collettivi, i lavoratori interinali sono considerati "usa e getta" al pari di qualsiasi agenzia interinale privata dalla ditta che li prende in prestito. Si è decisamente ancora lontani da una soluzione complessiva al problema del precariato.


Sotell, storia e dati

L'associazione Servizi per l'organizzazione del tempo libero e del lavoro (Sotell) nasce nel 1999 nell'ambito della Nuova gestione pubblica adottata dal comune di Lugano. È iscritta al registro di commercio e autorizzata dall'ufficio cantonale al collocamento temporaneo e al prestito del personale. Nel suo consiglio di amministrazione siedono rappresentanti di vari dicasteri del Municipio, il suo presidente è il consigliere comunale Roberto Ritter, mentre il direttore è Claudio Chiapparino.
Dalla nascita di Sotell, il suo margine di azione si è notevolmente ampliato, così come la sua struttura organizzativa. In base ai consuntivi comunale del 2006, conta un personale fisso di 12 unità e da lavoro temporaneo a 250 avventizzi.


"Non potevamo fare di più"

Claudio Chiapparino, tutti i dieci vostri dipendenti licenziati nel periodo di prova. Perché?
Il motivo del licenziamento bisogna chiederlo ai responsabili Isicom. Secondo i loro criteri, vuoi per i ritmi di lavoro, i nostri lavoratori non sono stati considerati adatti all'incarico.
Quando vi siete accorti che le condizioni di lavoro non erano ottimali, siete intervenuti?
Siamo intervenuti difendendo il più possibile i diritti dei nostri impiegati. Purtroppo non possiamo interferire con il giudizio della direzione lavori. Abbiamo avuto delle trattative con la Isicom, intervenendo anche personalmente e inviando persone di nostra fiducia sul posto di lavoro. Ma non è servito.
Il futuro di queste dieci persone?
Poiché ci dispiaceva come era andata questa esperienza lavorativa, ci siamo impegnati a trovargli altri lavori
A tutti i dieci?
Per quelli che era possibile abbiamo trovato delle soluzioni. Va detto che anche tra il nostro personale vi era qualcuno "problematico" sul posto di lavoro. È dunque difficile trovargli una soluzione lavorativa. Nel caso della Isicom però, ritenevamo che non fosse possibile generalizzare su tutti e dieci i collaboratori.
Sul comportamento non propriamente lecito della Isicom (vedi intervento dell'ispettorato del lavoro) il comune non può intervenire?
No. Ad organizzare le fiere nel centro esposizioni di Lugano sono diversi enti, sia pubblici che privati. Ad esempio, l'attuale Espo Professioni è organizzata dal Cantone. È chi organizza le fiere che decide a quale impresa affidare l'allestimento. Il comune affitta solo gli spazi.
Non avete nulla da rimproverarvi?
No, abbiamo fatto il possibile per sostenere le persone che avevano un contratto con noi. Non tolleriamo nessuno sfruttamento e non avevamo mai lavorato in precedenza con la Isicom.
Per il termine di disdetta perché non avete versato la paga per i tre giorni?
Mi informerò e se è effettivamente dovuta, non ci sarà nessun problema a versare il dovuto.
Di norma è necessaria una deroga per poter superare i 7 giorni di lavoro consecutivi. Siete intervenuti?
Abbiamo chiesto alla Isicom di alternare i turni di lavoro, ma non è stato fatto.
La panificazione oraria, anch'essa prescritta per legge, non è mai stata fatta.
Esatto. Noi purtroppo ne siamo a venuti a conoscenza solo tardivamente. L'organizzazione del lavoro era lacunosa. S'iniziava alla mattina senza che fossero in grado di dire a che ora si pranzava o quando terminava la giornata lavorativa.

Pubblicato

Venerdì 29 Febbraio 2008

Edizione cartacea

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