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Terrorismo nel Medioevo

di

Roberto Ruegger
?Immediatamente chiunque abbia ricevuto l?incarico inizia la sua missione senza pensare alle conseguenze che potrebbero ricadere su di lui e senza preparasi una via di fuga. Per gli adepti infatti non ha alcun senso sfuggire alla punizione. Una volta catturati, sopportano qualsiasi pena, convinti dell?eroicit? del proprio martirio?. Queste parole sembrano venire dritte dritte da un servizio giornalistico della Cnn e ci si potrebbe riconoscere la precisa descrizione dell?attivit? terroristica dei membri di Al Qaida. In realt? le ha scritte un cronista medievale, Guglielmo di Tiro (1130-1186), e non si riferiscono a Bin Laden e ai suoi seguaci, ma a Rasidaddin Sinan, detto il Vecchio della montagna, e ai suoi adepti, noti con il nome di Heyssessini o, con un termine diventato corrente, Assassini. Gli Assassini sono i membri di una setta islamica molto particolare, in perenne lotta con tutte le altre correnti dell?Islam. Nel 1090 conquistano la roccaforte di Alamut, che diventa il centro delle loro attivit?: oggi non esiteremmo a definirle terroristiche. I seguaci della setta credono infatti che il potere del loro capo derivi direttamente da Dio e per questo gli devono la pi? assoluta fedelt? e la pi? completa obbedienza, con il massimo disprezzo della propria vita e di quella delle loro vittime. La politica degli Assassini ? semplice e micidiale: eliminare qualsiasi rivale politico o religioso allo scopo di conquistare, mantenere o rafforzare il potere della setta. Accuratamente progettate, le uccisioni sono messe in atto da uomini appositamente addestrati, estremamente fanatici e determinati a tutto, tanto che la parola assassinio, ? entrata nel vocabolario con il significato di omicidio compiuto con crudelt? e per fini abietti. Sebbene il periodo in cui gli assassini danno corso alle loro efferatezze sia quello delle crociate, le vittime privilegiate dei fanatici non sono i cristiani. I loro nemici preferiti sono i capi musulmani. Il Saladino subisce ben due attentati di mano assassina. Ma il sovrano ? ben protetto e sopravvive. Prima di lui Norandino aveva trovato un pugnale sul cuscino del suo letto, per suggerirgli di non intralciare le attivit? della setta. Con i cristiani il rapporto ? pi? complesso. Talvolta cercano la loro alleanza, per esempio con Amalrico di Gerusalemme, asserendo di volersi convertire alla fede cristiana. In altre occasioni invece li uccidono, come nel caso di un altro re di Gerusalemme, Corrado di Monferrato. Musulmani o cristiani non fa differenza, per gli Assassini ci? che importa ? il potere, a qualsiasi costo.

Pubblicato

Venerdì 20 Settembre 2002

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