Nella tradizione il mese di maggio è il simbolo della primavera. Innumerevoli sono le feste in questo mese che si richiamano alla tradizione pagana e contadina europea. Queste accompagnavano dei riti propiziatori per favorire la fecondità della terra. Ad esempio in Germania si attaccava un gruppo di belle ragazze all’aratro che veniva trascinato per i campi per rianimare la fecondità della terra. Il primo giorno, ossia Calendimaggio, si festeggiava particolarmente a Firenze, inneggiando alla natura in fiore e alla bellezza delle fanciulle, cui veniva offerto un ramoscello verde in segno di devozione e augurio (spero che qualcuno l’abbia fatto ancora...). Questa associazione tra bellezza e maggio si ritrova nel detto "l’acqua di maggio fa belle le donne", identificandole con la terra bisognosa di pioggia per poter assicurare lo sviluppo appena iniziato. Certi gruppi esoterici fanno iniziare l’estate esoterica a Calendimaggio eseguendo dei riti propiziatori (con vischio evidentemente) allo scopo di garantirsi salute e ricchezza in abbondanza per l’anno seguente.La vegetazione ha bisogno, per germogliare e svilupparsi, di umidità (generalmente garantita nel nostro paese già da marzo-aprile) e di calore. L’allungamento sensibile della durata del giorno e la maggior elevazione del sole sull’orizzonte garantiscono un chiaro incremento dell’irraggiamento solare. Ciò si traduce con un netto rialzo delle temperature, non solo dell’aria, ma anche del terreno. Le seconde son ben più importanti, perché garantiscono lo sviluppo vegetativo e sono meno soggette a variazioni improvvise delle prime. A titolo di esempio, possiamo osservare che le temperature medie dell’aria in pianura in aprile sono sotto i 10 gradi al nord delle Alpi e attorno a 11 al sud, mentre guadagnano 4-5 gradi in maggio. A 10 cm di profondità nel terreno, in aprile si osservano temperature simili a quelle misurate a 2 m, mentre in maggio il guadagno è di ca. 6-7 gradi. Quindi la terra ben più calda permette una rapida germogliazione e sviluppo delle pianticelle. In maggio possiamo però avere ancora delle discese d’aria polare o artica molto fredda, che provocano bruschi cali della temperatura e danneggiare la vegetazione soprattutto a nord delle Alpi o a media quota al sud. Questi fenomeni sono ricorrenti ed hanno pure una denominazione specifica, ossia i "Santi di ghiaccio", dato che spesso si verificano tra il 12-14 del mese (SS Pancrazio, Servazio e Bonifazio). Questo fenomeno non può essere preso come previsione, dato che non sempre si osserva in queste date e l’intensità del fenomeno è pure variabile. Ricordatevene comunque il prossimo fine settimana.

Pubblicato il 

04.05.01..

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