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Tempi grami per la democrazia

di

Franco Cavalli

Il titolo potrebbe far pensare che io voglia parlare soprattutto delle elezioni americane, dove la candidata che ha ottenuto quasi 3 milioni di voti in più non è stata eletta, mentre il nuovo presidente è quel pericoloso clown di Trump, che in quanto a pagliacciate fascistoidi è peggio di Blocher. Invece voglio parlare di casa nostra, anche perché quanto sta capitando negli Stati Uniti non mi sorprende più di quel tanto, in quanto checché ne dicano i nostri media, gli Usa sono ormai un’oligarchia e già Bush Junior era stato eletto grazie ad una truffa, con le ben note conseguenze: un milione di morti in Iraq, quasi altrettanti in Afghanistan e la nascita dell’Isis. Ed ora Trump sta flirtando con l’idea di una guerra, forse non solo commerciale, con la Cina. Certo che con “il Donald”, notoriamente legato a varie organizzazioni mafiose, gli Usa sono ormai definitivamente diventati una delle tante repubbliche delle banane.


Ma veniamo a quanto capitato negli ultimi 12 mesi in Ticino, a partire dai licenziamenti manu militari alla Rsi, dove ormai buona parte dei dipendenti ha paura anche della propria ombra. Ma in tutto il settore statale si sta oramai cercando di far scomparire ogni ombra di democrazia: si pensi all’atteggiamento autoritario dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) verso i propri dipendenti, ai quali fu applicata una vera e propria museruola, quando nel giugno dell’anno scorso si ebbe a votare sul referendum contro i tentativi di privatizzazione di questo ente parastatale, o al clima creato all’interno delle scuole medie ticinesi per eliminare ogni dissenso sul progetto di “La scuola che verrà”, come ben descritto in un articolo pubblicato nel Quaderno 9 del Forum Alternativo. Ed ora ci si mette anche la magistratura, con l’incredibile decisione di portare a processo i 4 giornalisti del Caffè, che hanno osato mettere in difficoltà la Clinica Sant’Anna, da tempo dominio dei poteri forti ticinesi. Vabbè che il procuratore in questione è ben conosciuto per le sue posizioni reazionarie, non da ultimo soprattutto, ma non solo, sul tema delle droghe. Nonostante ciò l’episodio rimane estremamente preoccupante e sintomo di quel grave degrado che si sta registrando non solo da noi, ma in tutte le società, ormai dominate da una piccola minoranza, il famoso 1 per cento, per il quale la democrazia è oramai un orpello inutile, se non addirittura pericoloso e ad ogni modo da limitare al minimo. Lo diceva anche l’appena defunto Zygmunt Baumann, fra l’altro definito dai nostri media il più grande filosofo di questi tempi, anche se poi nella pratica quotidiana si fa di tutto per far dimenticare il suo insegnamento. Per cui, come andiamo ripetendo da un po’ di tempo, o siamo in grado di sviluppare un’alternativa socialista o altrimenti ci aspetta purtroppo la barbarie.

Pubblicato

Mercoledì 25 Gennaio 2017

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