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Dolce casa

Sussidi energetici per gli inquilini

di

Adriano Venuti

Una delle conseguenze della guerra in Ucraina è l’aumento del prezzo del gas e della nafta necessari per il riscaldamento delle nostre abitazioni. Poca cosa, evidentemente, di fronte al dramma di chi la casa l’ha persa sotto le bombe. Ma è comunque un argomento che tocca direttamente milioni di inquiline e di inquilini che nei prossimi mesi potrebbero dover affrontare delle spese accessorie molto più care rispetto agli anni precedenti.


Infatti, per un appartamento di quattro locali non ben isolato si stima un consumo di gasolio di circa 2.000 litri annui. Tenendo conto di un aumento del prezzo della nafta da 60 a 120 franchi per 100 litri, si arriva a una spesa annua di Fr. 1.200.- superiore a quella abituale, di fatto è il doppio. Lo stesso discorso vale sostanzialmente pure per i riscaldamenti a gas.


Questa situazione, che si riscontra anche in altri ambiti della società e dell’economia svizzera, è sintomo di un’eccessiva dipendenza energetica dai carburanti fossili provenienti dall’estero.


Sul medio e lungo termine, questa situazione può essere migliorata introducendo degli incentivi federali e cantonali che favoriscano la sostituzione dei sistemi di riscaldamento a energia fossile con impianti più moderni funzionanti con energie rinnovabili. Ciò deve però avvenire senza conseguenze negative per chi abita l’alloggio oggetto dei lavori di rinnovamento, quindi: nessuna disdetta del contratto di locazione, nessun aumento della pigione, nessun riversamento dei costi di investimento sugli inquilini!


Ma è ancora più urgente intervenire a breve termine, per esempio con lo stanziamento di aiuti finanziari diretti alla popolazione inquilina con i redditi più bassi, mettendo a disposizione dei “sussidi energetici” che permettano di far fronte a questo imprevisto e sostanzioso aumento delle spese di riscaldamento. Per la loro erogazione, potrebbe essere adottato lo stesso modello usato per i sussidi di cassa malati e stanziare dei contributi variabili a seconda del reddito.


A queste misure di aiuto, se ne potrebbe affiancare una di informazione e sensibilizzazione. È infatti risaputo che in molti casi sarebbe possibile ridurre di uno o due gradi la temperatura impostata nei locali delle nostre abitazioni. In questo modo, oltre a contribuire alla riduzione dell’inquinamento e alla salvaguardia dell’ambiente, potremmo ottenere un risparmio economico che si aggira intorno al 6% per ogni grado in meno. Questa responsabilità individuale sarebbe inoltre favorita se i contatori dell’energia fossero installati in modo da tenere conto del consumo di ogni singola abitazione cosicché ognuno debba pagare unicamente per il proprio consumo personale.


Insomma, le autorità devono attivarsi affinché non siano sempre i più deboli a pagare le conseguenze dei troppi momenti di crisi che la nostra epoca ci sta offrendo.

Pubblicato

Mercoledì 20 Aprile 2022

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