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Sul vagone ristorante

di

Alberto Bondolfi
Ho sempre amato il vagone ristorante, già fin dall'infanzia. E ciò sebbene l'andarci era a quel tempo un lusso abbastanza raro, cui i miei genitori davano accesso solo in occasioni speciali. Ora per necessità di lavoro li frequento spesso. Lo stile evidentemente è molto cambiato: nessun profumo proveniente dalla cucina, pochè tutto viene sterilmente preparato a terra e riscaldato con microonde a seconda delle richieste. Comunque noto qualche cosa di nuovo rispetto ai ricordi d'infanzia: i vagoni ristorante sono un luogo privilegiato di incontro per uomini e donne attivi in politica. Tra Zurigo e Berna vi si trova talvolta già una piccola porzione del parlamento prima della seduta. E così ci sono incontri più o meno simpatici e involontari attorno al tavolo. Mi è capitato anche di incontrare persone davvero molto lontane dalle mie simpatie politiche e di evitare, nella misura del possibile, lo scontro diretto, cercando un tavolo discosto.
Ieri ho incontrato un uomo politico le cui posizioni sono davvero diametralmente diverse dalle mie. L'ho salutato cortesemente ma senza manifestare alcuna voglia di intrattenermi con lui. Mi ha ricambiato il favore ma alla fine, dandogli il mio arrivederci, sono tornato nel mio vagone. Sono rimasto sorpreso poichè il parlamentare in questione mi ha seguito chiedendomi scusa poichè non sapeva più il mio nome. Mi sono subito dichiarato e gli ho rammentato l'occasione politica in cui già ci eravamo incontrati.
Ma cosa può stare dietro a questo "inseguimento gentile"? Ci ho pensato un po' e mi sono convinto che la gentilezza di molti uomini politici nella sfera pubblica ha a che fare con i "rischi del mestiere". Quando si è raggiunto un certo grado di notorietà sarà meglio dare l'illusione a tutti coloro che si incontrano che li si conosce personalmente, poichè sennò l'episodio potrebbe diventare pure di pubblico dominio e ci potrebbe essere uno scadimento del "favore elettorale"...
Ciononostante sono lieto di poter incontrare facilmente persone nella sfera pubblica, senza che quest'ultime debbano nascondersi nelle limousines di Stato. È ciò che rende simpatico il nostro Paese rispetto ad alcune repubbliche vicine. Questa vicinanza logistica non deve farci comunque dimenticare che la vera democrazia non vive solo di strette di mano nei vagoni ristorante, ma di cose ben più sostanziali, cui tutte e tutti devono poter aver accesso. Spero di poterne parlare in tutta franchezza ad amici ed avversari politici, perchè no, anche sul treno ed attorno ad una buona tavola.

Pubblicato

Venerdì 8 Dicembre 2006

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